Sette splendide isole di origine vulcanica che compongono l’arcipelago delle Eolie, perfette da esplorare e visitare in barca.
Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli, Salina, Alicudi e Filicudi: ecco le sette splendide isole di origine vulcanica che compongono l'arcipelago delle Eolie o Lipari, territorialmente appartenenti alla provincia di Messina. Questi i numeri: venti centri abitati, quattro comuni, circa 12mila abitanti, una superficie complessiva di 115 chilometri quadrati.
Il miglior modo per raggiungerle è prendere il traghetto o l'aliscafo da Milazzo, il porto più vicino. Un altro collegamento è quello tra Palermo e Salina, con scali anche ad Alicudi e Filicudi. In alternativa, si può preferire la partenza in nave da Napoli per Stromboli, Panarea, Salina, Lipari, Vulcano e Milazzo. Sono perfette da esplorare e visitare in barca.
Il viaggio alla scoperta dell'arcipelago comincia dall'isola più grande, quella di Lipari, posta quasi in mezzo a Salina e Vulcano. Qui si trovano i paesi di Canneto e Acquacalda sul litorale, Pianoconte e Quattropani sui monti.
L'omonima cittadina di Lipari si trova nella parte sud-orientale dell'isola, e si apre al visitatore in tutto il suo splendore: tante le chiese da visitare, da quella dell'Addolorata a quella dell'Immacolata, alla Cattedrale dedicata a San Bartolomeo, patrono delle Eolie.
Ma l'edificio più significativo è certamente il Museo Archeologico Eoliano: fu fondato nel 1950 e raccoglie una miriade di sculture, vasellame e ogni genere di testimonianze delle civiltà antiche, molte delle quali rinvenute anche durante spedizioni di archeologia subacquea.
L'isola di Vulcano è un caleidoscopio di colori: c'è il giallo vivace dello zolfo, il grigio della sabbia e le sue innumerevoli sfumature, il nero intenso delle rocce vulcaniche. Gli abitanti risiedono a Vulcano Porto e Vulcano Piano (il primo sul mare, il secondo sull'altopiano nel sud dell'isola).Tre i crateri che contraddistinguono la morfologia del territorio: Vulcanello, il più basso, solo 123 metri, il Cratere della Fossa, 391 metri, costantemente monitorato dagli studiosi, ed infine il Monte Aria, il più alto, con i suoi 500 metri.
Un modo alternativo per trascorrere le vacanze su quest'isola è certamente quello di arrampicarsi su per le cime di questi colossi, tra tutti il Gran Cratere (ovvero il Cratere della Fossa), massiccio, imponente, quasi spaventoso. Per raggiungere la cima s'impiegano circa 3 ore, lungo un sentiero a zigzag. Numerose sono le fumarole attive che s'incontrano lungo il tragitto e che hanno colorato di giallo il terreno.
La fatica di raggiungere la vetta è compensata, però, dal panorama mozzafiato che si può ammirare, a ovest Salina, a nord Panarea e Stromboli.
Salina si trova al centro dell'arcipelago, di cui è considerato il polmone verde. Possiede due porti, Santa Marina e Rinella, e tre comuni, Santa Marina, Malfa e Leni, ed è amministrativamente autonoma.
È spettacolare in ogni suo aspetto, dalla vegetazione lussureggiante al mare cristallino, declinato nelle mille tonalità assunte nelle diverse insenature e punte.
La più rappresentativa di queste è senza dubbio la baia di Pollara, sulla costa occidentale, con le pareti rocciose a picco che si gettano nel mare. Fu il set di alcune scene del film "Il Postino", con Massimo Troisi, Maria Grazia Cucinotta e Philippe Noiret.
Ma Salina è soprattutto la patria della Malvasia, delizioso vino liquoroso di colore biondo ambrato, che si accompagna felicemente sia con biscottini che con sfizi salati, grazie ai numerosi vigneti coltivati lungo le pendici delle due montagne più alte dell'isola.
Panarea è la più piccola delle sette sorelle, la prima raggiungibile da Napoli, divenuta negli ultimi tempi rifugio vacanziero di vip, ricchi imprenditori, politici.
È circondata dagli isolotti di Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Lisca Nera, Dattilo, Bottaio, i Panarelli e le Formiche, quasi a formare un piccolo arcipelago tra Lipari e Stromboli, che rivelano la formazione geologica di chiara origine vulcanica.
Conserva ancora intatto il fascino selvaggio di una natura che è stata fortunatamente messa al riparo da speculazioni edilizie. L'approdo più importante e scalo commerciale e turistico è nella località San Pietro, la principale contrada dove si concentra il centro abitato, con negozi, ristoranti e locali alla moda. Incantevoli le casette bianche, in stile eoliano, ravvivate da meravigliosi fiori.
L'isola di Stromboli venne alla ribalta del turismo d'élite quando Rossellini e Bergman girarono la pellicola neorealista "Stromboli terra di Dio" nel 1949.
Ma naturalmente Stromboli è nota per il suo straordinario vulcano, alto oltre 900 metri, perennemente in attività, e i suoi abitanti convivono perfettamente con questa situazione. La nave e gli aliscafi attraccano al molo di Scari, quartiere di pescatori circondato da spiaggia di sabbia nera, mentre gli altri centri abitati sono San Vincenzo (anticamente era il borgo degli agricoltori), Piscità e Ficogrande.
Lungo le strade principali sono sorti numerosi ristoranti, sfiziose botteghe che conferiscono un'atmosfera davvero sognante e incantata.
A sud ovest, ancora raggiungibile solo via mare, c'è Ginostra, luogo straordinario, intenso e arcaico, abitato, durante l'inverno, soltanto da pochi nuclei familiari.
Filicudi è la seconda isola più occidentale dell'arcipelago (dopo Alicudi naturalmente), ed è situata a circa 24 miglia marine a ovest di Lipari.
Spicca imponente il monte Fossa Felci, un vulcano spento, alto 774 metri. La popolazione, circa 250 abitanti (che diventano oltre 3000 durante il periodo estivo), è distribuita tra i centri di Filicudi Porto, Valdichiesa e Pecorini a Mare - quest'ultimo antico e caratteristico borgo di pescatori nel cuore di una baia naturale tra i promontori di "Orani" ad ovest e "Stimpagnatu" ad est - collegati tra loro dall'unica strada asfaltata dell'isola.
Filicudi è sotto la protezione dell'Unesco come patrimonio dell'Umanità, ed infatti è stato creato un parco regionale in parte dell'isola.
Una curiosità: la luce elettrica è stata portata a Filicudi nel 1986, con un impianto di generazione a gasolio. Con l'elettricità sono giunti sull'isola televisioni ed elettrodomestici per i filicudari, pompe elettriche per i pozzi e il turismo ha conosciuto una notevole impennata.
Nella romantica Alicudi le case sono sparse sulle pendici del versante orientale dell'isola, ovvero quello che digrada più dolcemente verso il mare, accessibile solamente tramite scogli o spiaggette di sassi.
Non ci sono veicoli nella piccola Alicudi, unico centro abitato dell'isola, e potrebbe capitare di frequente di attraversare i sentieri e le mulattiere a dorso di asino, principale mezzo di trasporto del luogo.
In quest'oasi solitaria e raccolta, paradiso degli sportivi e degli amanti delle immersioni, popolata da agavi, fichi d'india, capperi in fiore, uliveti, vigneti, bouganville rosse, rosa, viola, arancio ed eriche, domina incontrastato il monte Filo dell'Arpa, un vulcano ormai spento, quasi perfettamente circolare.
La cucina locale è basata sui principali prodotti locali, lasciando grande spazio naturalmente al pesce fresco.


