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Un tour tra i bacari veneziani

I 5 migliori bacari di Venezia, suggeriti da Liz, una veneziana DOC

Un tour tra i bacari veneziani

Venezia è la città in cui sono nata, tra calli e ponti ho vissuto la mia infanzia e mi rattrista moltissimo che i turisti moderni la vedano solo come una sorta di parco giochi vivente e non per quello che in realtà è.

Venezia non è solo gondole e souvenir, ma è molto altro e oggi vorrei darvene un assaggio.

L'antica Repubblica della Serenissima nasconde tra le sue calli e campielli moltissime storie uniche nel loro genere, oltre ai monumenti che tutto il mondo conosce, e tradizioni che ancora vengono rispettate e seguite, come quella che riguarda i così detti "bàcari veneziani".

Non si è certi dell'origine della parola "bàcaro", ma si crede derivi da un espressione di un gondoliere che, assaggiando un nuovo vino disse "xe proprio un vin da bàcaro" (è proprio un vino con cui far festa). "Far bàcara", infatti, significa proprio far festa, mangiando e bevendo in compagnia.

Cosa vi prpopongo? Un bacaro tour dei 5 migliori bacari veneziani!
Si parte da Piazzala Roma in direzione Campo dei Tolentini.

Bacareto da Lele

Questo piccolo bacaro a lato del Campo dei Tolentini è molto famoso tra i veneziani. L'ambiente è talmente ridotto che si è obbligati a mangiare in piedi, appoggiando, eventualmente, le cestine di panini sulle botti poco fuori del locale, ma fa tutto parte del rito!
Il suo punto forte è il prezzo: 90 centesimi di euro per ciascuno dei piccoli panini farciti e poco più per un bicchiere di vino. Da non perdere!

Al Bocon Divino

Lasciandoci alle spalle il Bacareto da Lele ci dirigiamo verso Campo Santa Margherita, dove si trova il nostro secondo bacaro.
Al Bocon Divino, i "cicheti" (stuzzichini in dialetto veneziano) sono variegati: dai classici tramezzini, alle frittate di patate e prosciutto tagliate a cubetti e molto altro. Si parte da un prezzo base di 1 euro ciascuno.
In Campo santa Margherita i bar sono numerosi, e potrete scegliere quello che più si avvicina al vostro gusto personale, alcuni però si sono adattati all'offerta turistica piuttosto che alla tradizione veneziana.

Al Cantinone già Schiavi (Ai Sciavi)

Poco più avanti, passata Calle de la Toletta e girato a destra per Fondamenta Nani, di fronte a uno dei pochi squeri veneziani'' rimasti (gli antichi cantieri per le imbarcazioni a remi) , si trova una delle osterie più antiche di Venezia''': Al Cantinone già Schiavi, conosciuto dai veneziani con il come "Ai S'ciàvi", che letteralmente significa "Agli schiavi".
Prezzi modici anche qui, 1 euro a cicheto.

Consiglio di provare i crostini di baccalà mantecato, e tonno e porri, non rimarrete delusi!

Rosticceria Gislon

Dirigendoci verso Rialto, passando per il ponte dell'Accademia, arrivati in Campo San Bartolomeo girando per il Sotoportego de la Bissa incontriamo la nostra prossima tappa: la Rosticceria Gislon.
Tappa fissa per molti veneziani dopo il lavoro, per viziare il palato con mozzarelle in carrozza all'acciuga e al prosciutto (1,50 euro l'una), polpettine di carne (e chi più ne ha più ne metta), accompagnati da un buon bicchiere di vino o il classico spritz.

Osteria al Ponte

Ci dirigiamo ora verso il sestiere di Castello, seguendo le indicazioni per l'ospedale San Giovanni e Paolo. Ai piedi del ponte prima di Campo San Giovanni e Paolo, si trova L'Osteria al Ponte. Il locale è di modeste dimensioni, ma il personale cordiale e alla mano, ed è possibile degustare cicheti tipici veneziani come le "sarde in saor", le seppie in nero con la polenta, saltata di cozze e vongole e molto altro.
L'atmosfera è di un tipico bacaro veneziano di vecchia data, dove la cosa importante è mangiare bene e bere in compagnia di amici, e - perché no?- anche di persone conosciute al momento!
Gli osti sono due veneziani doc, che non perdono occasione per strappare una risata ai proprio clienti, fermandosi a bere al tavolo o sugli scalini del ponte e condividere con loro un pezzettino di vita.

Perché Venezia è anche questo, è sporcare la propria vita con un' "ombra" (parola veneziana per bicchiere di vino) di rosso sapendo che la macchia rimarrà per sempre per noi un felice ricordo.

Il nostro insider è Liz Au

Mi piace definirmi una viaggiatrice ed una sognatrice, ma per ora sono solo una laureanda in turismo che non vede l'ora di finire!
Travelblogger per passione, ma non nascondo che un giorno spero possa diventare il mio vero lavoro.
Travelling with Liz è nato circa un anno fa ed è il mio blog di viaggi, dove racconto le mie esperienze, anche culinarie (perchè oltre a viaggiare amo mangiare!).
La mia personalità si nasconde tra le righe dei miei articoli e tra le emozioni che tento di trasmettere, che dire? Leggetemi e vi dirò chi sono!

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