La Puglia è terra romanica per eccellenza: ecco un viaggio tra le superbe cattedrali che sfoggiano ancora intatto un antico splendore
La Puglia offre numerose occasioni agli amanti dell'arte e del turismo culturale: tra le testimonianze pervenute sino ai giorni nostri, un filo conduttore abbraccia Capitanata, Terra di Bari e Salento, nord e sud della regione, sotto il segno dell'arte romanica, sviluppatasi a partire dal X secolo, fino all'affermazione dell'arte gotica che avvenne più tardi, verso la metà del XII secolo.
Questa precisa identità storico-artistica affiora un po' ovunque: in Puglia, infatti, sono venute alla luce le maggiori espressioni architettoniche del periodo romanico, sotto la spinta dei numerosi stimoli culturali derivanti dalle conquiste dei Normanni che si sovrapposero, durante il Medioevo, alle tradizioni greche, bizantine già preesistenti sul territorio. La Capitanata - ovvero l'area della provincia di Foggia - e la Terra di Bari sono sicuramente le zone più ricche in questo senso. È veramente affascinante effettuare questo percorso quasi a ritroso nel tempo, andando in giro per chiese, sculture, basiliche, edifici - o ciò che resta di essi - in questa parte d'Italia protesa verso Oriente, da cui ha subito spesso fascino e influenza.
In provincia di Foggia, ad esempio, c'è Bovino, piccolo centro a 36 chilometri dal capoluogo, posto su un'altura che guarda a ovest, verso la Campania, con uno degli esempi tipici del romanico pugliese, la Cattedrale di S. Maria Assunta. La costruzione dell'edificio ebbe probabilmente inizio alla fine del X secolo, ma subì numerosi rimaneggiamenti nei secoli successivi. È una struttura capace ancora oggi di trasmettere al visitatore un'intensa aura di austerità ed essenzialità, come quasi tutte le basiliche dell'Alto Medioevo. Assai scarna all'interno, conserva alcune transenne originali in stucco che chiudono le monofore da cui la chiesa prende luce. Da segnalare, sempre a Bovino - annoverato tra i Borghi più belli d'Italia, tra i comuni più antichi del foggiano - l'antica chiesa di S. Pietro.
Numerose, inoltre, le testimonianze anche nel resto della provincia di Foggia, e in particolare nel Gargano. Iniziando da Siponto, con le superbe chiese di San Leonardo e la chiesa di S. Maria, all'ingresso di Manfredonia, quest'ultima circondata da numerosi ipogei risalenti ad epoche precedenti.
Per salire in alto, invece, sulle vette del promontorio occorre mettersi sulla SS89 che porta a Mattinata: superata una breve galleria, si prosegue dritto per effettuare la litoranea che conduce a Vieste - dove si trova la maestosa Cattedrale di S. Maria di Merino - oppure svoltando a sinistra, si imbocca la direzione per Monte S. Angelo, che conta due autentici capolavori dell'epoca, l'Abbazia di Pulsano e la chiesa di S. Maria Maggiore. Chi volesse fare un salto alle Isole Tremiti, troverà la chiesa di S. Maria a Mare sull'isola di S. Nicola.
Procedendo in direzione sud, lungo la statale Adriatica, si raggiunge la provincia di Bari. La prima tappa è ovviamente Trani, dove si trova una delle perle del romanico pugliese, la Cattedrale eretta in onore di S. Nicola Pellegrino. Rimane certamente il monumento più emblematico, dopo quella di S. Nicola di Bari. Il turista non può che stupirsi di fronte alla sua maestosità e imponenza, esaltate dalla facciata di bianca pietra calcarea che riflette in mille colori la luce del sole, in uno scenario reso ancora più affascinante dalla presenza del mare sullo sfondo.
L'edificio, di notevoli dimensioni, è articolato in più parti: la navata interna della chiesa va ben oltre i 30 metri di lunghezza, e supera i 20 metri di altezza, mentre al suo fianco svetta il campanile con i suoi 59 metri di altezza. Due le cripte presenti, quella di S. Nicola Pellegrino e di S. Maria della Scala. Tra i capolavori della Cattedrale, il portale maggiore è frutto della migliore tradizione pugliese dell'intaglio in marmo e della fusione in bronzo. È ornato di motivi geometrici e floreali che accompagnano figure umane e animali. Sempre a Trani, da non dimenticare le chiese della SS. Trinità e di S. Andrea.
Un'altra tappa irrinunciabile del viaggio alla ricerca del romanico pugliese è Ruvo di Puglia. Da Trani, infatti, si lascia la litoranea e, addentrandosi nell'entroterra, si raggiunge Andria. Successivamente bisogna prendere la SP 231 in direzione Corato. Subito dopo, si giunge a Ruvo di Puglia: la cattedrale fu costruita tra il XII e il XIII secolo, ma l'attuale forma è il frutto di numerosi rimaneggiamenti e interventi che ne hanno reso difficile l'interpretazione.
La facciata si presenta a capanna con tre portali: il centrale è il più grande ed è arricchito con bassorilievi raffiguranti Cristo con i dodici apostoli, e rielaborazioni di temi iconografici relativi al Salvatore e motivi vegetali; particolarmente rilevante è la decorazione in una bifora col bassorilievo dell'Arcangelo Michele che sconfigge il demonio e da un rosone a dodici colonnine variamente lavorate.
L'interno, poi, è suddiviso in tre navate e in un transetto trasversale alle navate. L'aspetto odierno della costruzione è, però, il risultato dei restauri dei primi anni del XX secolo. Questo gioiello dell'arte romanica ne custodisce altri, pure rilevanti, come la statua lignea di S. Biagio, patrono della città, e il reliquario del Santo in argento.
La grande Basilica Pontificia di S. Nicola a Bari, invece, fu costruita sul finire dell'XI secolo per accogliere il corpo del Santo taumaturgo sottratto dalla città di Mira, in Oriente. È una delle più alte espressioni nel panorama dell'architettura religiosa medievale pugliese. Oggi è affidata ai padri domenicani e il titolo di Gran Priore è assunto dall'Arcivescovo. Nel cuore della "Bari vecchia" - così come è chiamato il nucleo storico della città - continua ad essere meta di pellegrinaggi, come lo era ai tempi in cui venne edificata, di cattolici e ortodossi provenienti da ogni parte. Ricopre la funzione di stazione giubilare in dimensione ecumenica. Ogni comune della provincia barese ha nella basilica cattedrale l'esempio più emblematico di questo stile. Da non dimenticare, inoltre, quelle di Bitonto, Monopoli - oltre alla chiesa di S. Maria Amalfitana.
Nel Salento, le testimonianze si fanno più rade. Alcune si trovano a Oria, in provincia di Brindisi, dove troviamo alcune chiesette rupestri come la chiesa di Crepacore - presso Torre S. Susanna - o quella della Madonna della Scala, situata a tre chilometri da Oria sulla via vecchia per Manduria, sull'area di un antico casale rupestre. La sua origine risale al XIII-XIV secolo e presenta una facciata in stile romanico. All'interno si possono ammirare anche affreschi con scene raffiguranti l'Apocalisse. Oria è facilmente raggiungibile arrivando da Bari: è necessario imboccare la superstrada per Lecce e uscire allo svincolo per Ostuni, attraversare la città bianca prima e Francavilla poi dalla quale Oria dista poco meno di sei chilometri. In alternativa raggiungere Brindisi e imboccare la statale 7 per Taranto e uscire allo svincolo per Oria.
Giungendo a Otranto, troviamo la Cattedrale latina, sorta dopo la conquista normanna. Spoglia, ma al tempo stesso grandiosa, spicca in mezzo alle case dell'abitato sorte intorno nei secoli successivi. Altri illustri esempi sono la chiesa di S. Pietro dei Samari presso Gallipoli e quella dei SS. Nicolò e Cataldo a Lecce.


