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Le dune del Maestrale

Sulla Costa Verde della Sardegna l'incontro con le Dune di Piscinas.

Le dune del Maestrale

Un Sahara in miniatura modellato dal vento di maestrale. Così potrebbe essere definito lo scenario delle Dune di Piscinas, una dei tesori naturali più belli della Sardegna. Si tratta di dune tra le più alte d'Europa, tanto da arrivare fino a 100 m. e a spingersi dalla costa all'interno per circa 2 chilometri. Durante tutto l'anno i venti occidentali le plasmano e le modificano incessantemente prima raccogliendo la sabbia lungo la costa, poi spingendola nell'entroterra e infine plasmandola e riplasmandola senza fine. In questo continuo turbinio attecchisce una vegetazione forte e selvaggia in grado di resistere al vento: giunchi, tamerici, ginepri pluricentenari, lentischi e, in primavera, la fioritura miracolosa delle violaciocche e i papaveri della sabbia.

Questo contesto naturale è tipico di tutta la Costa Verde della Sardegna come a Torre dei Corsari, Scrivu, Pistis ma solo a Piscinas il fenomeno si trasforma in questo paesaggio mozzafiato fatto di dune color oro che si tuffano nel mare. La Costa Verde è detta anche Marina di Arbus e si estende per 47 km nella parte sud-occidentale della Sardegna con un continuo susseguirsi di spiagge lunghissime, brune scogliere a picco sul mare e zone desertiche dove i ginepri sembrano inginocchiarsi al suolo come omaggio alla sovranità del vento. Uno degli ambienti più selvaggi dell'isola che custodisce un ecosistema unico dove si possono incontrare il cervo sardo e la tartaruga marina Caretta Caretta che lungo queste coste ha trovato un habitat ideale per la deposizione notturna delle uova nei mesi di giugno e di luglio.

L'incredibile paesaggio naturale delle Dune di Piscinas non è l'unica attrattiva di questa zona che è legata al passato minerario della Sardegna e che oggi offre l'emozione di paesaggi surreali che ricordano le città abbandonate del Far West. Fino agli anni '50 i paesi minerari di Montevecchio e Ingurtosu erano sede di importanti attività minerarie tanto che da qui proveniva il 10% della produzione mondiale di zinco e piombo. Quando si decise di cessare questo sfruttamento minerario tutto venne abbandonato e la natura riprese possesso del territorio avvolgendo i resti di archeologia industriale in un paesaggio surreale. In particolare nel paese di Ingurtosu si incontrano le architetture Liberty di Villa Idina dove abitava il direttore della miniera, la palazzina della direzione detta "il castello", la chiesa, l'ospedale, e poi proseguendo verso il mare i resti della Laveria Brassey, lungo la ferrovia a scartamento ridotto che portava il materiale minerario all'attracco di Piscinas per essere poi trasportato via mare fino a Carloforte.

Lungo la valle Is Animas che porta da Ingurtosu fino alle Dune di Piscinas questo paesaggio irreale sembra sospeso nel tempo da secoli sebbene le ultime attività risalgano al 1965 ed è diventato un monumento di archeologia mineraria che l'Unesco nel 1997 ha riconosciuto come il primo Parco Geominerario Storico Ambientale.

Chi è in cerca di visioni indimenticabili può attraversare questa zona per arrivare alle Dune di Piscinas al tramonto e assistere al progressivo cambiamento della luce che tinge la sabbia da color oro a un delicato rosa. Avendo come compagno in questo spettacolo solo il vento che soffia.

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