ItalyTraveller experience.

Camminare tra mare e cielo

Camminare tra mare e cielo

Dalla Liguria alla Costiera Amalfitana quattro passeggiate emozionanti.

Intagliata nella roccia e affacciata sul mare della Liguria la Via dell'Amore rappresenta sicuramente una delle passeggiate a più alto indice di romanticismo in Italia. La storia di questo sentiero di poco più di un chilometro, che unisce il variopinto borgo di Riomaggiore a quello di Manarola, risale ai primi anni del '900 quando fu necessario rimodernare la linea ferroviaria Genova-La Spezia. Per realizzare una galleria tra Riomaggiore e Manarola era necessario l'uso delle mine e quindi la creazione di una polveriera lontana dai centri abitati. Per raggiungerla vennero scavati due sentieri nella roccia, uno proveniente da Manarola e l'altro da Riomaggiore. Alla fine dei lavori ci si rese conto che in realtà questi due sentieri "di servizio" rappresentavano un'ottima soluzione per collegare i due paesi delle Cinque Terre.
Il percorso venne ampliato e fu ribattezzato la Via dell'Amore per l'innegabile fascino dei suoi panorami. Alla fine degli anni '80 il sentiero fu chiuso per la progressiva erosione della roccia da parte della salsedine. Fortunatamente nel 1995 la Via dell'Amore venne riaperta grazie ai fondi di ristrutturazione stanziati dall'Unione Europea e tutt'ora rappresenta una delle attrazioni più suggestive di questo tratto della costa ligure. Questa parte delle Cinque Terre, infatti, è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità e oggi viene richiesto un piccolo pedaggio a chi vuole percorrerla, per garantire la sua costante manutenzione. Camminare lentamente sfiorando la roccia e respirando l'odore delle onde, sostare presso una panca di pietra lasciando che lo sguardo si perda tra le sfumature del mare: in poco più di mezz'ora la Via dell'Amore regala un'esperienza di bellezza assoluta. Ancora più toccante se si è in due.

Un ideale punto di incontro tra la dolcezza del Mediterraneo e la ruvida bellezza del Carso è costituita dalla Passeggiata Rilke, uno dei sentieri più suggestivi della zona di Trieste. Il percorso di circa 1700 m. si snoda a picco sul mare e costeggia la Riserva naturale delle Falesie di Duino. Si parte dal piazzale dell'AIAT di Sistiana e, con la protezione di una recinzione in legno, si procede lungo il ciglione carsico' con una vista mozzafiato sulla baia di Sistiana e le rocce bianche della falesia di modellate dal vento. Per un tratto ci si addentra nel cuore della pineta, poi si ritorna sul sentiero in costa sopra la baia di Duino e il sentiero termina proprio nel centro del paese di Duino, a pochi passi dal castello e dal Collegio del Mondo Unito. Il percorso è scandito da quattro belvederi ricavati da postazioni di tiro della Seconda Guerra Mondiale e oggi trasformati in terrazzi panoramici.
In passato questo itinerario veniva chiamato Passeggiata Duinese ma si è preferito ribattezzarlo con il nome del poeta praghese Rainer Maria Rilke che qui amava passeggiare nel periodo dal 1911 al 1912, quando fu ospite dei principi Thurn und Taxis. Pare che lungo il sentiero sospeso tra cielo e mare il poeta ebbe l'ispirazione per i primi due versi della sua opera Elegie Duinesi che poi completò nel 1922. Niente è più adatto del nome di un poeta per descrivere la bellezza pittorica del panorama che nelle giornate serene, quando l'aria è tersa e cristallina, si apre fino alle prealpi carniche, alle Dolomiti e alla costa dell'Istria. Sospese tra storia e leggenda si possono ammirare le rovine dell'antico castello di Duino abbarbicato a un promontorio a picco sul mare e legato al mito popolare della Dama Bianca, ispirato da una candida roccia che ricorda la figura di una donna velata. Si dice, infatti, che un uomo malvagio gettò la sua sposa nello strapiombo e il cielo, impietosito dalla sventurata fanciulla, la trasformò in pietra.

A Capri c'è una scala intagliata nella pietra che dal mare sale verso il cielo. Nonostante il nome, la Scala Fenicia è una delle più importanti testimonianze della dominazione greca sull'isola e fino al 1877 fu l'unico collegamento tra il porto di Marina Grande e Anacapri. Venne chiamata così probabilmente dagli studiosi napoletani del 1700 che erano convinti di una presenza nel Mediterraneo dei Fenici anteriore a quella dei Greci e ad attribuivano loro tutte le realtà che reputavano precedenti al dominio greco.
Il percorso inizia nella zona del porto di Marina Grande nei pressi di Palazzo a Mare e vicino alla Chiesa di San Costanzo che custodisce le reliquie del santo protettore di Capri. Gradino dopo gradino la scala si inerpica in mezzo all'abitato attraversando anche zone di sottobosco e il percorso è segnato da targhe di maiolica che indicano le sette croci incise nella roccia come protezione al viaggiatore, visto che in questi punti le pietre sono più pericolose. Un tempo le donne salivano e scendevano questi 900 gradini portando sul capo cesti e brocche d'acqua fresca riempite alla sorgente di Truglio.
Il dislivello totale superato dalla Scala Fenicia è di 200 m. e man mano che si sale il paesaggio diventa più suggestivo fino alla Cappella di S.Antonio patrono di Anacapri il cui sagrato fin dall'antichità costituiva offriva un piacevole momento di ristoro. La scala finisce presso la rupe di Capodimonte vicino alla suggestiva Villa San Michele e all'antica "Porta della Differenza" che segnava il confine tra i comuni di Capri e Anacapri. La ripidezza del percorso è compensata dall'incanto del paesaggio circostante. A consolazione della fatica basta pensare alle donne di un tempo che salivano e scendevano questi 900 gradini portando sul capo cesti e brocche d'acqua fresca riempite alla sorgente di Truglio.

A volte la bellezza ci assale all'improvviso con un'ondata di colori. Blu e azzurro di cielo e di onde, verde di una natura selvaggia e rigogliosa, bianco, rosa e giallo dei paesi arrampicati sulle rocce. Queste sono le promesse di uno dei tesori della Costiera Amalfitana, il Sentiero degli Dei, un percorso a 650 m. di altezza che unisce Bomerano, una frazione di Agerola e Nocelle. Limoni, vigneti a terrazza, profumi mediterranei di mirto e rosmarino e ovunque un silenzio irreale interrotto solo dai suoni della natura.
La partenza è a Bomerano in piazza Capasso e poi si seguono indicazioni, non sempre ben visibili, che segnano il percorso lungo circa 7 km e, in alcuni punti, abbastanza impegnativo. Il sentiero all'inizio appare più protetto, quasi avvolto dalla montagna. Dopo il bivio per Nocelle il panorama si apre all'improvviso con la visione emozionante della falesia che si tuffa nel mare, all'orizzonte gli isolotti Li Galli, punta Campanella e, ancora più in là, l'isola di Capri. Il cammino diventa più aspro e faticoso, le vertigini sono in agguato, si comincia a scendere verso Nocelle e la visione di Positano appare e scompare d'improvviso.
Alla fine di queste tre ore di cammino non è facile capire se il respiro è un po' affannato per la fatica o per la bellezza che spesso ha tolto il fiato. Da maggio a ottobre questo incanto ha anche una dimensione musicale con la rassegna I Suoni degli Dei (www.isuonideglidei.com) che prevede una serie di concerti di musica classica e contemporanea in alcuni dei luoghi più suggestivi del sentiero come Li Cannati e Colle Serra. Un'esperienza "divina".


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