Lo spettacolare tratto di costa ligure tra Rapallo, Zoagli, Chiavari, Lavagna e la Baia delle Favole.
Percorrendo a ritroso la suggestiva strada costiera da Portofino a Santa Margherita, a circa 3 km incontriamo San Michele di Pagana. Piccolo e delizioso borgo di pescatori con la spiaggia di Prelo, sulla quale si staglia Punta Pagana, promontorio verdeggiante di pini marittimi e lecci, che celano una delle rare Torri saracene liguri non inglobate in abitazioni. Interamente restaurata, non può mancare la visita a questa importante testimonianza di un'epoca in cui le coste della Liguria erano sotto la minaccia delle incursioni dei vascelli corsari.
A due km da San Michele di Pagana è situata Rapallo, nota per i preziosi merletti creati pazientemente al tombolo. Gli esemplari più importanti sono esposti nel Museo del tessuto, pizzo e tombolo, all'interno della Villa Tigullio. Da ammirare il lavoro in pizzo lungo oltre 8 metri, eseguito su disegno dell'artista e coreografo genovese Lele Luzzati. La fama di Rapallo è dovuta inoltre allo splendido Castello, edificato a picco sul mare verso la metà del XVI secolo, e al suo impeccabile campo da golf a 18 buche e 70 par.
Sulla cittadina di Rapallo veglia dalle colline soprastanti il Santuario di Nostra Signora di Montallegro, uno fra i più importanti luoghi di devozione della Riviera di Levante. Il 2 luglio 1557 al contadino Giovanni Chichizola apparve la Vergine che, dopo avergli affidato un'icona greco-bizantina, chiese che venisse costruita una chiesa per custodirla. Il Santuario venne consacrato due anni dopo. La facciata è stata ricostruita in stile neo-gotico lombardo dall'architetto Luigi Rovelli alla fine dell'Ottocento, ma l'altare maggiore è coronato da un padiglione argenteo che ospita ancora la preziosa immagine della Dormitio Virginis, offerta in dono dalla Madonna stessa come afferma la tradizione popolare. La conca absidale è ornata dagli affreschi di Nicolò Barabino, eseguiti con vivacità e freschezza di tocco intorno al 1870.
Riprendendo l'Aurelia, dopo 6 km si giunge a Zoagli, dalla tranquilla e raffinata bellezza. La sua settecentesca Chiesa di San Martino conserva pregevoli opere d'arte: due sculture lignee attribuite al Maragliano e la tavola dipinta con la Madonna e Santi di Teramo Piaggio. Da vedere anche il Castello Canevaro, suggestiva rocca che si affaccia sul mare dal promontorio della Torre, fuori dal centro abitato.
Prima di arrivare a Chiavari, una sosta al Santuario di Nostra Signora delle Grazie per ammirare l'importante ciclo di affreschi con episodi della Vita di Cristo, e col Giudizio Universale, creati nella seconda metà del Cinquecento da Luca Cambiaso, maestro di respiro europeo. Sull'altare maggiore la fiamminga Madonna delle Grazie, scolpita in legno.
Ancora 4 km ed ecco Chiavari, carica di storia, nel cuore del Golfo del Tigullio. Come testimonia infatti la necropoli preromana riportata alla luce nel 1959, era abitata sin dal 700 a.C. dalla tribù dei Liguri Tigulli. In età medioevale si affermò come prestigiosa città marinara e mercantile, diventando motivo di disputa fra genovesi e i conti di Lavagna.
Il centro storico di Chiavari ne documenta il glorioso passato con il groviglio di stradine riparate dai poderosi portici medievali. Il nucleo antico della cittadina è rappresentato da via Martiri della Liberazione, meglio nota come il "Caruggio drito", meta preferita dei patiti dello shopping, che non potranno mancare all'appuntamento con il Mercato dell'Antiquariato che si tiene la seconda domenica di ogni mese lungo i portici. Conosciuta per la perizia dei suoi falegnami sin dal Duecento, Chiavari acquistò fama internazionale per merito di Gaetano Descalzi con le sue Chiavarine: sedie dalla struttura esile ed arcuata, ma solidissime, con un sedile di sottili canne d'India intrecciate. Un altro caratteristico prodotto è il macramè, asciugamano fatto a mano, dalle lunghe frange ritorte: il nome, genovese, deriva dal turco makramà (fazzoletto). Sempre nel centro storico è situato il duecentesco Palazzo dei Portici Neri, esempio più significativo di architettura civile medievale della zona del chiavarese.
La cattedrale è sede del Santuario di Nostra Signora dell'Orto, fondato alla fine del XV secolo. Rimaneggiata nel Seicento, la chiesa presenta un colonnato in marmo e l'interno a tre navate, in cui si conservano statue in legno del Maragliano e dipinti di Orazio de Ferrari. Preziosi gli stalli lignei del coro che risalgono al XVII secolo. Da visitare lo splendido Palazzo Rocca, la cui costruzione fu voluta dai marchesi Costaguta nel 1629. Ospita il Museo Archeologico con i reperti preistorici rinvenuti nella zona. Dopo aver percorso i rigogliosi viali di palme, oleandri e aranci, il visitatore potrà rilassarsi con una passeggiata sul lungomare lambito da chilometri di spiaggia attrezzata, dove è situato il porticciolo turistico.
Soltanto 4 km separano Chiavari da Lavagna, sin dal Medioevo possedimento del nobile casato dei Fieschi, la cui magnificenza splende a Cogorno, frazione nei pressi, dove sorge la Basilica di San Salvatore, uno dei massimi esempi di architettura gotica della Liguria. L'essenzialità delle forme viene portata a raffinata eleganza di proporzioni e decorazioni sommesse. La facciata a capanna spezzata è ingentilita dal protiro, dal grande rosone e da un tratto di rivestimento a fasce bicrome secondo un gusto ampiamente diffuso nell'architettura ligure. Non si comprenderebbe un edificio tanto sofisticato e prezioso, così ai margini di un piccolo borgo, senza collegarlo ai resti di una casa, all'incirca coeva, aperta da bifore di fine traforo, che si trova poco distante, oltre la strada. Si tratta, di fatto, della cappella privata di una residenza che si fece costruire, tra il 1245 e il 1252, nel luogo d'origine, il papa francescano Innocenzo IV, al secolo Sinibaldo Fieschi, che tanta importanza ebbe per la costruzione e decorazione della Basilica di San Francesco ad Assisi.
Rientrati sull'Aurelia, dopo aver superato Cavi ecco apparire il promontorio roccioso dell'Isola, lingua di terra su cui si distende Sestri Levante, a 11 km da Lavagna, nella punta sud-orientale del Golfo del Tigullio. Qui veniamo fulmineamente stregati dalla malìa delle due incantevoli insenature che racchiudono la Baia delle Favole, così chiamata dallo scrittore danese Hans Christian Andersen che vi soggiornò a lungo, e la Baia del Silenzio, con le affascinanti spiagge dorate.
Dopo 7 km ci accoglie il parco naturale regionale di Punta Manara che s'incunea nel mare con la sua maestosa scogliera. A poca distanza si trova Riva Trigoso, il paesino dove da secoli vengono costruiti i leudi, le caratteristiche imbarcazioni sulle quali i rivani un tempo veleggiavano lungo le rotte mediterranee, trasportando vini, oli, formaggi e prodotti dell'entroterra. La Sagra del Bagnum tiene desta la memoria di quell'epoca quasi leggendaria, quando il bagnum era il piatto di bordo: acciughe e gallette immerse in uno speciale soffritto.


