Top of the Month experience.
Sua Maestà il Peperoncino
Gusto, cultura e tradizione del peperoncino di Calabria.
Diavolillo, pipazza, pipi vruscente, cancarillo. Ecco solo alcuni dei nomi con cui la Calabria chiama uno dei suoi prodotti più tipici e strettamente connessi con la cultura locale: il peperoncino. In ogni casa, in ogni cucina calabrese la treccia rossa di peperoncini è una presenza irrinunciabile tanto che spesso vengono tenuti a disposizione sulla tavola per chi ne vuole aggiungere liberamente in ogni piatto. Il peperoncino ha origini antichissime e alcuni scavi archeologici testimoniano che veniva consumato in Messico ben 9000 anni fa. Il primo a parlarne e a farlo conoscere in Europa fu, però, Cristoforo Colombo che ne parlò per primo e lo portò nel nostro continente. All'inizio i paesi europei furono molto restii ad accettare questa spezia che bruciava il palato, mentre ebbe grande successo presso gli arabi e gli asiatici.
In Calabria probabilmente fu proprio introdotto dai Saraceni e questa regione rapidamente diventò la più "piccante" d'Italia. La Statistica Murattiana del 1811 cita con precisione il "peperoncino di Calabria" anche a proposito delle tecniche usate dal popolo per la conservazione della carne e del pesce. Oggi il peperoncino di Calabria è stato riconosciuto e viene tutelato come prodotto tradizionale, ha ottenuto la DOP (Denominazione di Origine Protetta) ed è una risorsa economica, agricola e culturale di grande importanza per la regione. Quello che è certo sul peperoncino calabrese è il suo livello di piccantezza che in alcune varietà diventa davvero elevato grazie alle caratteristiche atmosferiche e ambientali del territorio in cui viene coltivato. Ecco perché Sua Maestà il Peperoncino fa parte dell'identità profonda della Calabria a partire dalla gastronomia fino ad arrivare al folklore.
Una delle tappe più importanti di un itinerario "bruciante" nel territorio calabrese è sicuramente Diamante, il paese in provincia di Cosenza al centro della Costa dei Cedri, chiamato da D'Annunzio "perla del Tirreno". Diamante è una delle località turistiche più frequentate della costa tirrenica per il suo suggestivo centro storico, il mare cristallino, le lunghe spiagge e le costiere frastagliate. Il borgo è noto anche come "paese dei murales", più di 150 opere grondanti di colore e dipinte da artisti di fama internazionale. Ma il vero simbolo di Diamante è il peperoncino a cui è stata dedicata una statua rosso fuoco all'entrata del paese. In onore di questa bacca piccante viene organizzato ogni anno a settembre il Festival del Peperoncino, una settimana di feste a base di musica, balli, cinema, arte, satira e anche una gara tra i mangiatori più arditi di peperoncino. La manifestazione che ha ormai una risonanza internazionale è organizzata dall'Accademia Italiana del Peperoncino.
Le più belle località della provincia di Cosenza come Praia a Mare, Scalea, Sibari, Morano Calabro, Castrovillari e la stessa Diamante dal 16 luglio al 25 agosto saranno coinvolte dal Peperoncino Jazz Festival, una rassegna itinerante arrivata alla 9° edizione con la partecipazione di musicisti di spicco italiani e internazionali. A pochi chilometri a nord di Diamante si può anche visitare il Museo del Peperoncino realizzato all'interno del palazzo ducale di Maierà, un paese separato dal vicino borgo di Grisolia da un profondo burrone e animato da numerose opere di arte contemporanea che anche qui come a Diamante creano un piacevole contrasto tra passato e modernità.
Proseguendo sulle tracce dell'"oro rosso" un'altra località che intreccia la propria storia con quella del peperoncino è Cetraro, un antico borgo marinaro celebre per la bellezza del suo centro storico ma anche per la "rosamarina" o caviale del sud, un composto di pesciolini appena pescati, detti neonata o novellame, mescolati a sale e peperoncino fino ad ottenere una pasta dal colore rosso acceso che viene di solito spalmata su crostini e fette di pane. La stessa ricetta si trova in altre località di mare calabresi con il nome di sardella salata, bianchetto o mustica ed è ottima anche come condimento di una semplice pasta, magari rinforzata dal cosiddetto "Olio santo" ovvero olio extravergine in cui è stato lasciato in infusione l'immancabile peperoncino.
La zona di Tropea, e in particolare il paese di Spilinga, è la patria di un altro impasto dove il peperoncino viene mescolato alla carne di maiale per dare vita alla celebre "'nduja". Anche questo preparato ha origini antiche e viene impiegato in numerose ricette tradizionali, spesso abbinato ad un altro orgoglio locale come la cipolla di Tropea. Rosamarina e 'nduja insieme ad una treccia di peperoncini scarlatti sono sicuramente alcune delle delizie più golose da acquistare per portare a casa un vero sapore di Calabria.
ItalyTraveller località principali.
Diamante
Sono oltre 150 i murales realizzati da artisti e pittori, provenienti da tutto il mondo, che...
Praia a Mare
I primi insediamenti del comune di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, tra le più note...
Scalea
Se oggi Scalea, situata sul litorale dell'alto Tirreno cosentino, a sud di Praia a Mare, è...
Tropea
Conosciuta a livello internazionale, Tropea si trova tra il Golfo di Sant'Eufemia e il Golfo di...


