Museo del Vetro Luoghi e attivitą
Il Palazzo
L'edificio è l'antico Palazzo dei Vescovi di Torcello. Nato come abitazione patrizia nelle tipiche forme del gotico fiorito,di cui resta traccia nella colonna con capitello dell'atrio e nelle finestre della facciata sul cortile,divenne nel 1659 residenza del Vescovo Marco Giustinian, che qualche anno più tardi lo acquistò per farne dono alla diocesi torcellana. Risale a quegli anni una sostanzanziale ristrutturazione dell'edificio su progetto di Antonio Gaspari. Quando la diocesi torcellana fu soppressa, nel 1805, il palazzo divenne proprietà del Patriarcato di Venezia, che lo vendette nel 1840 al Comune di Murano, di cui divenne sede.
Al museo-archivio dell'isola, all'atto della sua fondazione nel 1861, venne assegnata la sala centrale del piano nobile, ma il successivo, rapido e consistente incremento delle raccolte necessitò di spazi espositivi più vasti, che si estesero, poco alla volta, a tutto l'edificio. Con la soppressione dell'autonomia comunale di Murano, nel 1923, e la sua annessione al Comune di Venezia, il Museo passò a far parte dei Musei civici veneziani.
A testimonianza dell'originario fasto resta, oggi, al piano nobile, il soffitto del salone centrale, o portego, che si affaccia sul Canal Grande di Murano, decorato dall'affresco settecentesco di Francesco Zugno (1709-1787) con l'allegorico Trionfo di San Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di Venezia (1381-1455), e antenato della famiglia che nel XVII secolo riadattò il palazzo. Allo Zugno si affiancò, in qualità di quadraturista, provvedendo all'esecuzione dei motivi architettonici, Francesco Zanchi (1734-1772) .Moderno è, invece, il fregio con gli stemmi delle famiglie muranesi.
Dei tre grandi lampadari ottocenteschi,a soffitto, merita particolare attenzione quello centrale, a 60 bracci, eseguito da Giovanni Fuga e Lorenzo Santi e presentato alla prima Esposizione vetraria muranese nel 1864, dove venne premiato con medaglia d'oro.
oro.
Il Museo vetrario di Murano venne fondato nel 1861,quando,superato il periodo più oscuro che la storia del vetro muranese ricordi, dopo la caduta della Repubblica di San Marco (1797) e i lunghi anni di dominazioni straniere, Antonio Colleoni (1811-1855), allora sindaco dell'isola, e l'abate Vincenzo Zanetti (1824-1883), cultore di arte vetraria, riuscirono a far approvare in seno alla deputazione comunale il progetto di istituire un archivio nel quale potessero essere raccolte tutte le testimonianze reperibili ai fini di illustrare la storia e la vita dell'isola.
Ben presto sull'archivio ebbe il sopravvento la parte museale, in virtù delle numerose donazioni di vetri prodotti nell'isola nei secoli trascorsi, e di vetri contemporanei, da parte dei titolari delle fornaci che, nella seconda metà dell'Ottocento, ricominciarono a lavore con intenso impegno.
Vincenzo Zanetti, nel 1862, istituì anche una scuola, annessa al Museo,che nei giorni festivi i vetrai frequentavano studiandovi,oltre che disegno,anche i modelli dei vetri soffiati nel passato e ivi conservati.
Dopo l'annessione di Murano al Comune di Venezia ,nel 1923,il Museo Vetrario passò a far parte dei Musei Civici Veneziani;le sue collezioni furono,infatti,soggette a un riordinamento, curato nel 1932 sulla base di più moderni criteri espositivi da Giulio Lorenzetti e da Nino Barbantini e furono accresciute dall'aggiunta dei vetri delle collezioni Correr, Cicogna e Molin,che annoverano, tra l'altro, i più bei pezzi rinascimentali del Museo.
In seguito i depositi della Soprintendenza archeologica permisero di istituire la sezione archeologica, della quale gli elementi di maggior prestigio sono i vetri provenienti dalla necropoli di Enona (Zara).
Anche oggi le collezioni del Museo, oltre che per mezzo di acquisti,vengono incrementate da donazioni da parte delle fornaci dell'isola, che vanno ad arricchire soprattutto la raccolta contemporanea.
Museo del Vetro Indirizzo
Luoghi e attivitą
Fondamenta Giustinian 8 - 30121
Murano
(Venezia)
Tel. 041 739586 - Fax 041 739586
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