L'Antico Teatro di E.Macri' Acireale


L'Antico Teatro di E.Macri' Luoghi e attività

Solo un paese resiste ancora all´impeto rinnovatore del gusto: Acireale. Ed il merito di aver salvato una tradizione antichissima spetta alla popolazione del luogo, capace di balzare irritata sul palcoscenico per afferrare alla gola il traditore Gano di Maganza (in genere dipinto con colori forti, torvi, dominati dal nero), ma soprattutto alla pressione dei due pupari (si chiamano così), rispettivamente Mariano Pennisi ed Emanuele Macrì.

Il nostro Teatro dei Pupi Siciliani Macrì è stato fondato nel 1887 da Mariano Pennisi, ultimo discendente d´una famiglia di pupari vaganti, che pur essendo analfabeta, sapeva recitare a memoria tutto l´Orlando furioso e tutta la Gerusalemme liberata.

Sotto le sue mani abilissime, lo stanzone che accoglieva ogni sera centinaia di spettatori urlanti, divenne un teatro vero e proprio, ed il numero dei pupi passò dalla trentina al centinaio. Ma Pennisi, oltre al teatro ed ai Pupi, ha regalato al folklore siciliano anche il suo successore, Emanuele Macrì. Nel 1908, infatti, non appena seppe del disastro di Messina, partì con una squadra di operai che l´aiutarono per due giorni e per due notti sotto una pioggia battente, a disseppellire la sua famiglia del suo vecchio amico Macrì.

Purtroppo sotto le macerie del terremoto era rimasto vivo soltanto il piccolo Emanuele di tredici mesi, salvato dai corpi dei genitori tra i quali si era addormentato. Data sepoltura a tutti quei poveretti, Mariano Pennisi portò con sè il bambino e lo allevò come se fosse suo figlio. Solo che invece di farne un puparo, cominciò a sognare di farne un professionista. Ma fu un sogno di breve durata, perchè il piccolo Emanuele aveva già preso il virus del teatro, ed invece di stare sui banchi di scuola, preferiva sostare incantato davanti alla fucina dei pupi.

Pur avendo la testa di legno, confessava quando ritornava con il pensiero agli inizi i pupi mi hanno sempre capito, e fin dai tempi in cui non riuscivo quasi a camminare, hanno rappresentato il mio mondo ideale " Non aveva ancora sedici anni che già assumeva la direzione tecnica delle manovre, e quando nel 1936 Pennisi morì d´idropisia, lo fece chiamare per chiedergli "Giurami che i miei pupi non moriranno con me".

L´esordio avvenne nel mese di dicembre con un brano tratto dalla Storia dei Paladini di Francia di Giusto Lo Dico, e più precisamente con il trentaseiesimo episodio del primo volume; dove appare Mambrino che ruba la fidanzata a Rinaldo. Fu un grande successo, e da quella sera ogni volta che i bambini di Acireale vedevano spuntare la figura massiccia e bonaria di don Emanuele , correvano a farsi narrare le imprese di Carlo Magno e dei suoi paladini. Anzi fu questo entusiasmo infantile a convincerlo che valeva la pena di affrontare altri pubblici.

Così, tre anni dopo, i Pupi di Acireale apparivano nei loro costumi sgargianti e fastosi sul palcoscenico allestito nel grande Salone dedicato a Bianca di Navarra in quel di Taormina. Stavolta il successo assunse i toni del trionfo, ed allora Emanuele Macrì si convinse che l´unica strada per salvarli, era di farli conoscere "nel continente". Prima però nell´angusta officina ricavata in un angolo di teatro costruì altri cinquanta pupi fra cui Alessandro Magno, il Guelfo di Negroponte e Trabalzio e dopo essere arrivato al numero di 200, cominciò a viaggiare. La prima tappa fu a Roma, dove al palazzo dell´Esposizione incantò sia il pubblico che la critica, e poi uscì addirittura d´Italia, toccando Salisburgo Bruxelles e tutte le principali città della Germania. Sospinta dall´onda dell´entusiasmo, la sua fama, varcò addirittura l´oceano. Prova ne sia che il figlio maggiore ha potuto impiantare un teatro dei pupi a Stony Creeck, nel Connecticut, con il quale ha partecipato, vincendolo, al Festival teatrale di Indianapolis.

I successi vennero con la partecipazione ai film: I Girovaghi, Aria di Taormina, Turi e i Paladini; a riprese televisive: Australia, Giappone, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Germania Occidentale, Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Olanda ed anche la Rai. Sono seguite molto tournée in Europa ed in America senza tralasciare gli spettacoli per le scuole e per il pubblico ad Acireale. Per queste accettiamo sempre le prenotazioni per effettuare recite sulla Chançón de Roland per gruppi turistici e scuole; periodicamente invece facciamo delle recite . Mostre di pupi, cartelloni e scene antiche dipinte a mano, queste si organizzano sia in loco che in altre città italiane ed in paesi esteri . Inoltre il Teatro E. Macrì di Acireale, quest´anno mette in vendita una piccola parte di materiale antico non utilizzabile per gli spettacoli, fra cui pupi armati e non , scene, teste e cartelloni dipinti su carta a tempera


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