Palazzo Massimo Roma


Palazzo Massimo Luoghi e attivitą

L'edificio di Palazzo Massimo sorge su un luogo precedentemente occupato da Villa Peretti, la dimora costruita da Sisto V e di proprietà della famiglia Massimo, poi erosa dalla costruzione della stazione ferroviaria di Termini e definitivamente demolita nel 1883. Il palazzo sorge proprio tra il 1883 e il 1887, su progetto dell'architetto Camillo Pistrucci, in stile neo-cinquecentesco, a sei piani ed è stato sede, per quasi un secolo, di un prestigioso istituto di istruzione religiosa dei padri Gesuiti. Adibito in parte a ospedale militare, il palazzo ospitò durante la seconda guerra mondiale circa 30.000 feriti, per poi tornare alle funzioni scolastiche fino al 1960. Lo Stato ha acquisito per 19 miliardi l'edificio nel 1981, esercitando il diritto di prelazione, con l'obiettivo di trasformarlo in sede museale.
Il piano terreno ospita opere artistiche del periodo compreso tra la tarda età repubblicana e la prima età imperiale (II sec. a.C. - I sec. d.C.), periodo fondamentale nella storia romana in quanto segna la definitiva conquista dell'area mediterranea e del mondo di cultura greca. Il contatto diretto con le espressioni artistiche del mondo greco-ellenistico e l'influenza sul gusto dei committenti romani sono documentati da una scelta di ritratti, statue-ritratto e rilievi, tra i quali si segnalano per importanza la statua dei cosiddetto Generale di Tivoli e la statua di Augusto in veste di pontefice Massimo, dalla via Labicana. Alcuni originali greci rinvenuti nell'area degli Horti Sallustiani (oggi quartiere Ludovisi), giardini che erano appartenuti a Giulio Cesare, testimoniano il fenomeno dell'appropriazione di opere dell'età classica provenienti da città e santuari della Grecia e della Magna Grecia. Dalla conoscenza diretta delle opere dell'arte greca dell'età classica ed ellenistica (V-III sec. a.C.) si sviluppa la grande produzione scultorea copistica d'età romana. Nel primo piano sono allestite molte opere di questa produzione che decoravano edifici pubblici ma anche le residenze degli imperatori e della classe dirigente. Tra le sculture esposte, si ricordano la Fanciulla di Anzio, l'Efebo da Subiaco, l'Ermafrodito, l'Afrodite accovacciata da Villa Adriana. Lo stesso piano primo approfondisce anche il tema della ritrattistica degli imperatori e di quella, derivata, dei privati, dall'età della dinastia Flavia sino al tempo di Costantino e delle definitive trasformazioni sociali, politiche e religiose tardo-antiche. Di eccezionale interesse artistico, in questo settore, sono i ritratti di Adriano e della moglie Sabina, di Antonino Pio, degli imperatori della famiglia dei Severi, di Gordiano III, nonchÈ il sarcofago di Portonaccio con battaglia, dell'età di Marco Aurelio, il sarcofago dell'Annona, quello di Acilia con processione consolare e quello cosiddetto Mattei con Muse, del III sec. d.C.
Nel secondo piano del Museo sono allestiti alcuni tra i più noti complessi decorativi di età romana, che testimoniano il lusso con cui gli ambienti di abitazione venivano arricchiti e ampliati in modo illusionistico. Nonostante la minore quantità della documentazione archeologica di affreschi trovati a Roma e nel Lazio rispetto a quella offerta da Pompei ed Ercolano, la città ha conservato cicli pittorici di eccezionale importanza e qualità artistica,esposti ora con un allestimento suggestivo. Da decenni preclusi alla fruizione pubblica, questi complessi sono stati sottoposti a lunghi ed accurati restauri e vengono presentati, nei casi in cui è stato possibile, ricomponendo il più possibile gli spazi originali. Viene cosÏ riesposto l'ambiente affrescato con pitture illusionistiche di giardino della villa romana sulla via Flaminia, in località Prima Porta, che è stata identificata con la cosiddetta Villa ad gallinas albas appartenuta a Livia, moglie di Augusto. Ugualmente appartenente alla produzione più elevata della pittura romana, probabilmente per committenti della stessa famiglia imperiale, è la decorazione della villa romana della Farnesina, scavata nel 1879 sul Lungotevere, nel giardino della cinquecentesca villa della Farnesina. Sono conservate le pitture di ben nove ambienti, quattro dei quali ricostruiti interamente, che rappresentano una delle testimonianze più raffinate della decorazione pittorica romana, attribuibile alla fase di passaggio tra il "secondo" ed il "terzo" stile pompeiano, databile intorno al 20 a.C. Tre degli ambienti ricostruiti, i cosiddetti cubicula, ovvero le antiche camere da letto, conservano anche bellissime volte decorate in stucco acromo. Altre pitture importanti, dal Il al IV secolo, tra cui la cosiddetta "Dea Barberini", completano il panorama della pittura medio e tardo-imperiale rinvenuta nell'area urbana. Viene esposta, poi, un'ampia selezione di mosaici pavimentali che documentano l'evoluzione degli stili e dei temi iconografici preferiti nella decorazione musiva dal II secolo a.C. al IV sec. d.C. In questa sezione è possibile ammirare esempi di pavimenti geometrici in bianco e nero dell'età repubblicana, spesso abbelliti da quadretti centrali a mosaico minuto di tradizione ellenistica, vicino alle più complesse figurazioni policrome dell'età imperiale, sia geometriche sia figurate, in un itinerario sintetico che ha pochi precedenti.
L'intero primo piano interrato di Palazzo Massimo viene dedicato all'esposizione delle straordinarie collezioni di monete antiche, medioevali e moderne del Museo Nazionale Romano e ad una selezione dei gioielli provenienti sia dalle collezioni del Museo sia da scavi recenti condotti dalla Soprintendenza Archeologica di Roma. L'esposizione si articola in tre grandi sale: nella prima, intitolata "I metalli e la moneta", viene tracciata la storia di quel particolare mezzo di scambio e misura di valore che fu la moneta metallica, dal suo primo apparire in ambiente italico fino alla dichiarazione di cessazione della parità aurea in questo nostro secolo. Ad essa si affiancano altri due ambienti, intitolati, rispettivamente, alle " Monete e prezzi a Roma" e "Il lusso a Roma", destinati ad illustrare gli aspetti del vivere quotidiano nell'antica Roma. Una "Galleria di banchieri e mercanti", inoltre, fungerà da vestibolo alla grande sala ipogea intitolata a "I metalli e la moneta". In questa galleria sono esposti alcuni bassorilievi con la ricostruzione ideale di alcune botteghe di cambiavalute e di una officina monetaria antica, disegnata dallo scultore Guido Veroi e realizzata dalla Scuola d'Arte della Medaglia presso la zecca di Stato italiana.

Palazzo Massimo Indirizzo

Luoghi e attivitą

Largo di Villa Peretti, 1 - Roma (Roma)
Tel. +39 06.480201 - Fax +39 06.48903504

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