I tartufi d' Alba Alba


I tartufi d' Alba Luoghi e attivitą

Il nome scientifico di questo fungo ipogeo è Tuber Magnatum Pico, meglio conosciuto come Tartufo Bianco d'Alba, dal nome dell'antica città, Alba Pompeia, che a Roma dette anche un imperatore: Elvio Pertinace. Questo tartufo, chiamato in dialetto "trifola", è giudicato da tutti gli esperti il migliore in assoluto e si trova esclusivamente in un ristretto territorio collinare delle Langhe e in parte del Monferrato.
Gli antichi pensavano che i tartufi fossero originati dallo scaricarsi dei fulmini nei pressi degli alberi, in realtà nascono spontaneamente solo sotto alcuni alberi, in particolare querce, salici, tigli, pioppi e ciliegi.
La ricerca è affidata da sempre al binomio inscindibile tra l'esperienza dell'uomo nell'individuare le piante idonee e l'infallibile fiuto del suo cane che, individuato il punto esatto, scava freneticamente per portare alla luce il prezioso e profumato tartufo
Da secoli gli attrezzi del "trifolao", come è chiamato in Piemonte il cercatore di tartufi, sono limitati al minimo: scarponcini robusti a prova di fango, un bastone, utile eventualmente anche per spostare rovi o arbusti, un piccolo zappettino per scavare attorno al tartufo senza danneggiarlo, giacca o giubbotto con tasche capaci, per contenere il raccolto ed i pezzi di pane che in genere vengono elargiti ad ogni ritrovamento, come premio al suo cane.
La raccolta avviene prevalentemente al calar delle tenebre, più che altro per evitare di favorire la "concorrenza" nell'individuare i luoghi più idonei. Un mondo, quello del tartufo, che richiama inevitabilmente alla durezza di una vita contadina, oggi completamente e fortunatamente cambiata, che un tempo individuava tra le poche occasioni di realizzo e sostentamento, la possibilità di trovare i tartufi da vendere al mercato di Alba e che finivano prevalentemente sulle tavole dei nobili e dei re.
La Capitale delle Langhe ha avuto il grande merito di saper valorizzare per prima, da più di un secolo, questo straordinario fungo sotterraneo.
Un percorso che è iniziato di pari passo con l'affermazione internazionale dei grandi vini del territorio albese: Barolo e Barbaresco. In questa breve storia non si può non ricordare la figura di Giacomo Morra, albergatore e ristoratore dell'Hotel Savona che, già negli anni '30 battezzò il Tuber Magnatum Pico con il nome Tartufo Bianco d'Alba, che contribuì non poco a far diventare celebre ovunque.
Il tartufo bianco pregiato, nome scientifico Tuber Magnatum Pico. E' considerato il tartufo per autonomasia perché riveste un'importanza commerciale notevole. Conosciuto anche come Tartufo d'Alba o del Piemonte perchè cresce in abbondanza soprattutto in questa regione, ma lo si trova anche se in minima parte in alcune aree dell'Italia centrale e nel sud della Francia. Alba lo ha battezzato, ma nel Piemonte é presente in tutto il Monferrato, Langhe e Roero ed in parte della collina torinese.


Come abbiamo già detto il tartufo vive sotto terra è l'unica possibilità di portarlo alla luce per il cercatore è quella di stringere un'alleanza con un cane dal fiuto finissimo e per questo particolarmente addestrato a riconoscere l'intenso aroma del tartufo.
Viene denominato "tartufaio" colui che "armato" di cane, esperienza ed un po' di fortuna si prodiga nella ricerca del prezioso tubero. Per essere in regola con la legge il tartufaio deve possedere un tesserino di riconoscimento che lo abilita alla ricerca nei luoghi in cui è consentita .Il tartufaio deve però agire nel rispetto della natura circostante e delle proprietà altrui. Quando il fedele compagno fiuta il tartufo nel punto in cui è nascosto, lo indica al tartufaio che con un'apposito zappino comincia a scavare fino a quando trova l'ambito tesoro.
In seguito il tartufaio deve rimettere a posto le zolle di terreno che ha rimosso.Per un ricercatore esperto tutte queste operazioni sono scontate anche perché di solito chi pratica questo lavoro non vuole lasciare tracce del suo passaggio.
I vecchi cercatori di Langa e Monferrato sostengono che: il tartufo bianco, sara' maturo soltanto la terza luna dopo le piogge a partire dal mese di settembre: superstizione o fasi lunari che siano, il detto sembra che trovi costantemente conferma. D'altronde, quello dei cercatori, o dei trifulao come si chiamano il Piemonte, e' un mondo che vive di magia e di mistero, non fosse altro per il fatto che i cani lavorano ben solo di notte, meglio se avvolti nella nebbia che attutisce i suoni e sfuma i contorni delle cose.


I tartufi d' Alba Indirizzo

Luoghi e attivitą

- Alba (Cuneo)
Tel. +39 0173 976297 - Fax +39 0173/976223

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