Venezia itinerari suggeriti.
Teatri veneziani
Le passioni di Venezia tra casinò e teatri.
Su e giù per ponti e tra le calli. Ecco che cosa attende il turista in giro per Venezia, amata e ammirata in tutto il mondo. A cominciare dal Ponte di Rialto, senza dubbio uno dei simboli irrinunciabili, fulcro attorno al quale ruotava l'economia e la vita del capoluogo del Veneto nel Settecento. E' uno dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande, in un quartiere che un tempo era il cuore del commercio col suo mercato. Ancora oggi si respira la stessa atmosfera, tra negozi e bancarelle di ogni genere.
Poco distante sorge il Teatro Carlo Goldoni, più antico del "La Fenice", dove il grande commediografo cittadino, il più importante che la stessa letteratura italiana abbia avuto, portò in scena alcune delle sue più celebri commedie nella metà del Settecento, all'apice del suo successo. Questo tipico teatro all'italiana, che ospita una ricca stagione di spettacoli del Teatro Stabile del Veneto, assai frequentati, fu intitolato all'autore de "La locandiera" soltanto un secolo più tardi, nel 1875.
Per rimanere in tema di commedia e goliardia tipicamente veneziane, oltre che in zona, vale la pena visitare anche la casa di Goldoni, il cui ingresso da Calle dei Nomboli conduce su un cortile con scala esterna a due rampe e parapetto a colonnine, seguendo i canoni dell'architettura in voga all'epoca. La casa ospita un museo goldoniano, cimeli teatrali, una biblioteca e un archivio, il portego, ovvero la scena goldoniana, il Teatrino e le Marionette del palazzo Grimani ai Servi, già al Museo di Ca' Rezzonico, il Museo del Settecento veneziano: tutto per proiettare il visitatore nell'atmosfera della Venezia del XVIII secolo.
Che i veneziani si divertissero e parecchio ne troviamo conferma nella storia del Casinò di Venezia, il primo d'Italia, inaugurato nel 1638. Tre diverse sedi, una sulla terraferma, in Ca' Noghera, una sul Lido, per i veneziani che andavano al mare, chiusa però nel 2000 e una nei pressi del Canal Grande in Ca' Vendramin Calergi, ammirata anche da Gabriele D'Annunzio, in uno dei palazzi storici più belli della città, un tempo abitata dai dogi e ultima dimora di Richard Wagner per un'importante realtà del divertimento made in Serenissima.
Un'altra tappa dell'intrattenimento è il teatro "La Fenice", fondato sul finire del Settecento, mentre in città erano già attivi altri teatri. Simbolo per eccellenza della cultura, dell'arte e del teatro a Venezia, in Italia e nel mondo, "La Fenice" era il fiore all'occhiello di tutta la regione. Si dotò di un palco reale solo in seguito dell'arrivo di Napoleone. Di qui sono passati tutti i più importanti artisti della storia del melodramma, da Giuseppina Strepponi, compagna di Giuseppe Verdi a Maria Callas. Oggi la fondazione a suo nome raccoglie uno straordinario archivio con locandine, manifesti, avvisi, libretti d'opera originali, lettere autografe, spartiti.
Arrivando a Piazza San Marco, cuore della città, non si può perdere un giro fra i caffè antistanti la Basilica di San Marco, nati all'indomani dell'arrivo di questi preziosi chicchi nel porto di Venezia che verso la fine del Seicento dominava il mare Adriatico. Oggi come allora sono un rinomato luogo di ritrovo per una pausa o per un aperitivo: in passato, in particolare, erano un vero e proprio salotto letterario dove Lord Byron, piuttosto che Marcel Proust, Amedeo Modigliani o Ernst Hemingway s'intrattenevano, lasciandosi ispirare dalla magia di una città straordinaria. In molti casi non mancano cimeli autentici ad aumentare fascino e curiosità.
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