Un viaggio affascinante in questa parte della Sardegna centro settentrionale.
È un percorso ben articolato quello che da Sassari si compie per raggiungere Olbia, percorrendo la strada statale 131. Tappa dopo tappa si snoda un viaggio affascinante in questa parte della Sardegna centro settentrionale, ovvero l'area del Logudoro, generosa e fertile grazie ai terreni vulcanici di cui è composta. Il Logudoro, oggi in graduale e costante ripresa, è stato il distretto della Sardegna che ha subito il maggior depauperamento demografico degli ultimi 60 anni.
L'inizio di questo percorso lungo la vecchia statale è segnato dalla presenza in lontananza di un massiccio gruppo di montagne calcaree: qui si trovano tre paesi, Cargeghe, Muros e Ossi, quest'ultimo tra i centri più importanti della zona, insieme a Ozieri e Chiesi. Ecco che si presenta la morfologia tipica della terra sarda, anche in questa zona, come altrove, aspra e selvaggia. Altrettanto consuete all'occhio del visitatore saranno le folte e verdi chiome degli ulivi presenti in abbondanza nel paesaggio circostante.
La prima sosta di questo itinerario nel Logudoro è la Chiesa della Santissima Trinità della Saccargia, in assoluto tra le più belle dell'intera Sardegna. Quest'antica abbazia si trova a 16 km da Sassari, nelle vicinanze di un'altra arteria importante, la S.S. 597, ossia la direttissima Sassari-Olbia. Superba e maestosa, sorge isolata, al centro della campagna, e questa sua posizione le ha fatto guadagnare negli anni un fascino e una suggestione notevoli. Costruita a partire dal XII sec. in evidente stile romanico-pisano grazie alla presenza di blocchi basaltici scuri e calcare bianco, la chiesa fu affidata ai Monaci Camaldolesi.
Nelle immediate vicinanze dell'imponente costruzione sacra, meta di numerosi turisti durante tutto l'arco dell'anno, troviamo Codrongianus, piccolo centro che conta circa 1300 abitanti, situato a 317 m sul livello del mare, sui colli del Logudoro. Il dialetto parlato in questa zona, ovvero il Logudorese, è considerato il principale dialetto letterario della lingua sarda ed è alla base della Limba Sarda Comuna, conosciuta con l'abbreviazione LSC, e ha sempre suscitato nei linguisti e filologi sempre un notevole interesse.
Il viaggio può proseguire a questo punto verso il lago di Coghinas, il più importante del nord della Sardegna per portata d'acqua. Fu ricavato, in epoca fascista, grazie allo sbarramento dell'omonimo fiume - confine orientale della zona del Logudoro - e ha reso fertili e generose le terre circostanti, dove si estendono a perdita d'occhio vigneti e uliveti.
Passando attraverso la piana di Chilivani si giunge a Ozieri, piccolo centro rinomato per i "sospiri", dolci di pasta di mandorle e zucchero. Ma ci sono tante altre delizie del palato di origine molto antica da assaporare, come i "sas copulettas" e le "origliettas": i primi sono preparati con pan di Spagna inzuppato con acqua di mandorle, le seconde sono invece delle trecce di pasta e strutto condite con miele. Condite sempre con il miele sono le "seadas", ovvero ravioli di pasta ripieni di formaggio inacidito, fritti e decorati appunto con miele. Ma la vera specialità della zona è certamente la carne di cinghiale arrostita alla brace, servita a tavola su grossi vassoi di legno o sughero. Altrettanto caratteristiche, infine, sono le "spianate", una particolare tipologia di pane fatto in casa molto sottile.
Superato il comune di Oschiri e il Santuario di Nostra Signora di Castro, in stile romanico-lombardo, si può ammirare il complesso montuoso dei Monti di Alà, ricoperti da una fitta vegetazione, le cui vette raggiungono e, in alcuni casi superano, i 1000 metri.
L'ultima tappa di questo percorso è Berchidda, a 30 km da Olbia. Due elementi hanno portato alle luci della ribalta questo piccolo comune sardo: il vino e la musica jazz. Berchidda è, infatti, un centro rinomato per la produzione del vino Vermentino, nato dall'omonimo vitigno aromatico, probabilmente originario del Portogallo che è alla base di molti vini sardi. Qui è possibile visitare il Museo del Vino, la prima struttura multimediale in Italia dedicata al vino, che ne ripercorre la storia e le tradizioni sarde più significative. L'aver dato i natali a Paolo Fresu, tra i più acclamati trombettisti jazz d'Italia e d'Europa, ha reso Berchidda l'enclave della musica afroamericana in terra sarda. Qui ogni anno si svolge ad agosto il "Time in Jazz", festival internazionale ideato dallo stesso Fresu e che dal 1988 chiama ad esibirsi i maggiori esponenti della scena jazz nazionale ed internazionale in questa cornice paesaggistica davvero insolita.


