Baia di Napoli Irpinia: terra di lupi e di antichi sapori

In giro per i monti dell’Irpinia, battendo sentieri poco conosciuti dal turismo di massa che portano alla scoperta di genuine prelibatezze.

Tra le province di Benevento e Avellino la vegetazione è ovunque lussureggiante, perché favorita dalle abbondanti piogge che cadono per buona parte dell'anno.
Predomina un panorama dolce e rilassante. Svettano le colline dell'Appennino, prima di digradare verso la pianura, verso Ovest, verso la costa tirrenica. Questa terra è l'Irpinia, la provincia di Avellino, terra che emana un delizioso aroma di liquore, di vino, di squisiti dolci fatti con le mandorle e il miele.

Irpinia, ovvero terra di lupi. Se è vero il detto dei latini "Omen Nomen" - "Il destino nel proprio nome", quello di questa parte della Campania deriva proprio dalla presenza nei boschi di questo territorio dell'hyrpus - lupo nella lingua degli Osci, popolo che anticamente abitava queste zone. E il lupo è diventato proprio il simbolo della provincia di Avellino. Qui ogni paese cela una tradizione gastronomica, una storia speciale, una ricetta particolare.

Il nostro percorso inizia da Ospedaletto d'Alpinolo, grazioso borgo medievale, dove si può gustare il 'cupeto', ovvero un delizioso torrone con mandorle o nocciole e miele, già noto ai tempi di Marziale.

Da Ospedaletto si può raggiungere assai agevolmente Mercogliano, comune di circa 12mila abitanti, situato al centro della Campania: costituisce il punto di partenza ideale per chi vuole visitare la regione in lungo e in largo, arrivando velocemente sia a Pompei, Ercolano, la Costiera amalfitana, Napoli, Sorrento, che a Caserta e a Benevento.
I collegamenti sono facilitati grazie alla sua vicinanza alla rete autostradale. Il paesaggio circostante è fatto di colline e monti all'orizzonte, i massicci del Partenio e dei Monti Picentini, ideali per trovare riposo e ristoro dalle fatiche quotidiane.
Da Mercogliano, prendendo la funicolare, si arriva al Santuario di Montevergine, fondato da San Guglielmo da Vercelli nel XII secolo, uno dei luoghi più visitati di tutta la Campania, meta di numerosi pellegrinaggi soprattutto d'estate, anche per via dell'aria fresca e salubre.
Il Palazzo Abbaziale di Loreto, antica sede invernale dell'Abate di Montevergine, ospita la pregevole biblioteca pubblica che merita sicuramente una visita approfondita.

Tra Avellino e Atripalda, a pochi chilometri da Mercogliano, si trova il cuore della viticoltura irpina che ha dato vita a tre diverse tipologie di vino, il Taurasi, il Fiano d'Avellino e il Greco di Tufo.
Queste tre Docg della Campania sono tra i più apprezzati vini di tutto il Sud Italia: il rosso e corposo Taurasi, ottenuto da uve di aglianico, il bianco Fiano, detto Latino per distinguerlo dai vitigni di origine greca, ossia dal biondo Greco di Tufo, che si accompagna deliziosamente a tutti i piatti a base di pesce e frutti di mare, formaggi non stagionati e molli, e risotti.
Lo spumante, invece, si abbina perfettamente come aperitivo ad antipasti freddi con salumi e affettati.
Il Greco di Tufo viene prodotto in un'area assai ampia che, oltre a comprendere molti comuni dell'Irpinia, tocca anche alcune zone in provincia di Benevento.

Alle falde del monte Terminio (m. 1805), si trova Serino, tra i comuni più estesi della provincia di Avellino per estensione territoriale. Il paese è famoso per le fresche sorgenti - in Irpinia, come detto poco prima piove molto - e per le castagne: i marroni di Serino si dividono in due prelibate qualità, Verdole e Montemarano.
Il comune di Serino ha realizzato un parco faunistico che sorge lungo la S.P. 22, che da Serino conduce a Giffoni Valle Piana al km 8, sulla sinistra del fiume Sabato e ai piedi di una ripida montagna che supera i 1300 metri.
Il Parco, delimitato da una recinzione di circa 6 km, comprende due aree: una a monte della strada di 300.000 mq. e l'altra a valle di 200.000 mq.
Il Parco Faunistico rientra nel progetto più ampio del Parco Naturale Regionale dei Monti Picentini e offre numerose occasioni di escursioni interessanti a contatto con la natura.

Ottime castagne - come quelle appartenenti alla varietà Pallumina - si possono scoprire anche a Montella, che si raggiunge attraverso la statale Ofantina che collega l'Irpinia con la Puglia e la Basilicata: Montella è un comune circondato da folti boschi di castagno e da verdi pascoli, grazie ai quali si ricavano ottimi formaggi e latticini, come il Caciocavallo Silano Dop e la Manteca.

In Irpinia la cucina è ovunque gustosa, ricca e particolarmente saporita: particolarmente rinomati sono i formaggi, ovini e bovini, sia freschi che stagionati, e gli insaccati - tra cui spicca la salsiccia secca di Montecalvo. Gli amanti delle sagre paesane, dove poter scoprire sapori e profumi di un tempo, saranno accontentati a Bagnoli Irpino, a pochi chilometri da Montella, nel cuore del Parco regionale dei Monti Picentini, sulla valle del Calore, dove si tiene nel mese di ottobre la sagra delle castagne e del tartufo. Il tartufo nero qui è frequentemente usato come complemento della gastronomia locale.

Lungo la statale Ofantina sorge il santuario di San Gerardo Maiella, fondato da sant'Alfonso de' Liguori nel 1748, frequentato ogni anno da circa un milione di pellegrini. Si trova sulla collina di Materdomini sull'Alta Valle del Sele.
Nel 1974 venne eretto un nuovo e più ampio santuario in stile neoclassico a croce latina e a tre navate, ma il terribile terremoto del 1980 distrusse tutto irrimediabilmente.
È stato ricostruito e riaperto al culto soltanto nel 2000, e nella navata centrale e nelle due laterali sono stati ricollocati gli antichi altari restaurati.
L'urna con il corpo del Santo è stata collocata ai piedi del presbiterio, e davanti ad essa una scultura marmorea che raffigura San Gerardo tra la gente, in ricordo della sua fervida attività missionaria che lo portò agli onori degli altari nel 1904, canonizzato da Papa Pio X.

La tappa conclusiva è senza dubbio Sant'Angelo dei Lombardi, fondata dai Longobardi. Antica sede vescovile, è famosa per l'Abbazia del Goleto che ha fatto guadagnare al centro campano l'appellativo di "Assisi d'Irpinia". È uno dei luoghi più suggestivi e visitati della Campania. Particolarmente interessanti sono la Torre Febronia, eretta in stile romanico, la cappella funeraria e la cappella di San Luca. L'Abbazia è attualmente affidata alla cura e alla gestione dei Piccoli Fratelli di Charles de Foucald.



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