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I mille volti del Lazio

Da un fiume, l’Aniene, che ha fatto la ricchezza di Tivoli, alle montagne della Sabina.

I mille volti del Lazio, Lazio

Abbandonati i fasti di Roma, non è difficile trovare la stessa ricchezza anche nella provincia. Si arriva, così, a Tivoli, una città la cui fortuna è stata decisa dall'acqua, sia quella del fiume Aniene che l'attraversa, che l'acqua termale della vicina Bagni di Tivoli. Queste caratteristiche fecero entrare l'antica Tibur nell'orbita di Roma. Ma è l'imperatore Adriano il primo ad essersi innamorato di questo centro. In venti anni, fra il 118 e il 138 d.C., l'imperatore fece costruire la magnifica Villa Adriana. Una vera e propria città, nella quale Adriano volle rappresentare i luoghi più importanti dei territori orientali dell'impero. Molti secoli dopo, nel Cinquecento, è un cardinale, Ippolito d'Este, ad essere attirato da Tivoli, dove volle un'altra villa rimasta immortale. Affidò la direzione dei lavori di Villa d'Este a Pirro Ligorio, che realizzò un giardino all'italiana, le cui meravigliose fontane sono alimentate dalle acque del fiume Aniene. Il fiume torna a Villa Gregoriana, elegante residenza ottocentesca che ha la particolarità di regalare una vista esclusiva sulla cascata del fiume Aniene.

Il viaggio prosegue verso i confini del Lazio, fra Umbria, Marche e Abruzzo. Qui stava l'antico popolo dei Sabini, cui si deve il nome Sabina con cui è conosciuta questa zona, il cui centro nevralgico è Rieti. Non solo capoluogo di provincia, ma anche "Umbilicus Italiae", come attesta la pietra collocata nella centrale Piazza San Rufo. Conosciuta fin dai tempi dei romani, che hanno lasciato il Ponte Romano sul Fiume Velino, Rieti si presenta più come un elegante borgo medievale. Il Palazzo comunale, che ospita al suo interno il Museo Civico, risale al XIII secolo, benché rimaneggiato nel XVIII. Precedente il Duomo dell'Assunta (XII secolo), caratterizzato da un alto campanile romanico e interni barocchi, frutto di un rimaneggiamento secentesco. A un passo dal Duomo si trova il Battistero, anch'esso romanico, che ospita al suo interno un interessante Museo Diocesano, ricco di oggetti sacri.

Nella Sabina non è difficile trovare sia un'occasione di dedicarsi allo sport, che un tranquillo rifugio religioso. Rieti si trova ai piedi del Monte Terminillo, la più importante stazione sciistica del Lazio. Per chi preferisce la quiete di un eremo, basta allontanarsi di pochi chilometri per trovare gli antichi segni del passaggio di San Francesco d'Assisi. Detto Sinai Francescano, il Convento di Forte Colombo è il luogo in cui il santo subì la cauterizzazione degli occhi ammalati ed ebbe la visione di Cristo. Proseguendo in direzione Poggio Bustone, altro luogo sacro ai seguaci di San Francesco, si attraversa la Riserva Naturale dei laghi reatini, paradiso per gli amanti del bird-watching. Visitata più volte dal santo di Assisi, la Chiesa Conventuale di San Giacomo Maggiore a Poggio Bustone conserva un interessante ciclo di affreschi. Per entrare nella quiete dell'eremo dove soleva ritirarsi il santo, bisogna invece salire fino a mille metri di altezza nel Santuario del Sacro Speco.

Ultima tappa alle pendici del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nella verdeggiante Conca di Amatrice. Da qui si possono intraprendere sentieri di trekking nel verde, oppure regalarsi una tranquilla visita nel centro medievale di Amatrice. Notevole il Complesso monumentale di San Francesco, coronato da un elegante portale gotico. Nel Museo Civico si può ammirare una collezione di opere raccolte nelle numerose chiese di Amatrice e dintorni. E per concludere il viaggio in bellezza: un bel piatto di Pasta all'Amatriciana, la specialità laziale che prende il nome proprio da questa città.


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