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Venezia. Silenzio e rose

L'isola di San Lazzaro degli Armeni nel cuore della Laguna di Venezia.

Venezia. Silenzio e rose

"Profuma di cardamono e cannella, di origano, di rosa, di violetta, di flessibili rami di cipresso, di usignoli in esilio, questo raro inestimabile gioiello...". Così un poeta armeno descrive l'incanto dell'Isola di San Lazzaro, un frammento di Oriente nel mezzo della Laguna di Venezia.
Un luogo al di fuori delle rotte del turismo di massa, un volto diverso di Venezia che regala ai viaggiatori la scoperta di una cultura antica e una parentesi di tranquillità e silenzio dopo le follie multicolori del Carnevale veneziano.

Il convento del monaco Manug di Pietro

La piccola Isola di San Lazzaro degli Armeni si trova tra il Lido e il Lazzaretto Vecchio e in passato fu un lebbrosario, come dichiara il nome del santo a cui fu consacrata. Rimase poi in stato di abbandono per secoli finché, all'inizio del 1700, il monaco armeno Manug di Pietro, chiamato "Mechitar", per sfuggire alla persecuzione dei Turchi arrivò a Venezia ed ebbe il permesso dal governo della Serenissima di insediarsi qui e fondare un convento.

La cultura armena nel cuore della laguna

Venezia è stata una delle città multietniche più vivaci del Mediterraneo e anche la presenza della comunità armena di fede greco-ortodossa conferma questa inclinazione.

Letteralmente affascinato dalla lingua e della cultura armena, il poeta inglese George Byron soggiornò qui nel 1816 per circa sei mesi come è testimoniato da una stanza a lui dedicata

Mechitar voleva preservare la memoria del passato e accrescere la diffusione della cultura armena e i monaci detti "mechitaristi" proseguirono in questo intento fondando nel 1786 una tipografia poliglotta e traducendo in armeno opere scientifiche e letterarie. Per questa attività culturale la Congregazione dei Padri Armeni non fu soppresso da Napoleone che la considerò un'accademia letteraria.

La biblioteca, la pinacoteca e la mummia egizia del principe Nehmekhet

Grazie ai contributi di facoltosi benefattori, oggi l'Isola di San Lazzaro è uno dei principali centri di cultura armena del mondo ed è un punto di riferimento per gli studiosi di lingue orientali

L'isola ospita una chiesetta che fu ricostruita nel 1883 dopo un incendio, una pinacoteca con quadri di Palma il Giovane e anche un affresco del Tiepolo, un museo ricco di collezioni di ogni tipo tra cui la mummia egiziana del principe Nehmekhet perfettamente conservata, una biblioteca di 4500 manoscritti e 100.000 volumi.

Prima di lasciare l'Isola di San Lazzaro acquista un vasetto di Vartanush, la marmellata di antica tradizione fatta con i petali delle rose coltivate da monaci

Per arrivare all'Isola di San Lazzaro si prende il vaporetto Actv dalla fermata San Zaccaria e in circa 20 minuti ci si lascia alle spalle Venezia per arrivare a questa oasi di silenzio.
Sotto un melograno un padre mechitarista attende i visitatori per condurli in visita guidata a tutto il complesso. Il monastero è circondato da un giardino con piante esotiche, pini e molte varietà di rose che i padri coltivano con amore.

San Lazzaro degli Armeni
Tel: +39 041 5260104

Visite: 15.25 - 17.25 (visita unica guidata tutti i giorni)

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