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Selinunte, città degli dei senza nome

In Sicilia, alla scoperta del parco archeologico più grande d'Europa

Selinunte, città degli dei senza nome

I viaggiatori settecenteschi del Grand Tour la chiamarono "La Città degli Dei", incantati dalla grandiosità delle rovine dalla sua posizione, un suggestivo isolamento che fa risaltare lo scenario di colline circostanti e il mare della costa sud-occidentale della Sicilia.

Selinunte racchiude nel suo nome il profumo del prezzemolo selvatico, "sèlinon" per gli antichi greci

La fondazione della città fu ad opera dei coloni, giunti dalle città greche nella seconda parte del VII secolo a.C, presso la foce del fiume Modione nel comune di Castelvetrano. L'imponenza dei templi e degli altri reperti archeologici parlano di un passato grandioso grazie alla terra fertile e al mare ricco di pesci. Questa potenza creò conflitti con altre città vicine come Segesta e infine fu stroncata dai Cartaginesi che distrussero Selinunte due secoli dopo.

L'alfabeto dell'archeologia

Oggi i templi dell'antica Selinunte sono contraddistinti da lettere dell'alfabeto poiché gli studiosi non sono certi su quali divinità venissero venerate in ognuno. Selinunte era divisa in quattro parti e il più imponente era l'Acropoli costruita su una spianata calcarea a picco sul mare con un sistema di fortificazioni che circondavano i luoghi di culto e gli edifici pubblici. Oggi qui si stagliano le rovine del tempio "C" che è diventato una sorta di simbolo di questo parco archeologico.

La città vera e propria si sviluppava sulla collina di Manuzza, mentre sulla collina orientale si trovano i tre grandi templi "E", "F" e "G". Quest'ultimo è uno dei più grandi edifici sacri del mondo antico e le sue rovine ricoprono una superficie di 6000 mq. Una delle due colonne di questo tempio, rialzate nell'800, è chiamata in dialetto popolare "lu fusu di la vecchia" (il fuso della vecchia) per il suo slancio verticale verso il cielo.

Lungo il corso del fiume si trovava l'altra area sacra, il santuario detto della Malophoros (colei che porta il melograno), probabilmente dedicato a Demetra e ai suoi culti legati alla fertilità.

Il cantiere dei templi

A dieci chilometri dal parco archeologico di Selinunte si trova un luogo meno conosciuto ma che vale davvero una visita per la sua particolarità. Sono le Cave di Cusa da dove furono estratti i blocchi di tufo che servirono a costruire i templi di Selinunte.

Dopo 24 secoli questo sito trasmette ancora la sensazione di laboratorio a cielo aperto dove si possono vedere tutte le fasi del lavoro. Qui venivano estratti i blocchi in forma cilindrica che poi venivano trasportati sui carri fino alla zona del cantiere dove gli scalpellini provvedevano ali intagli e alle scanalature.

Se dopo questo viaggio nel tempo vi va di continuare l'esperienza archeologica" può raggiungere a poco più di 50 chilometri la città di Segesta fondata dal popolo degli Elimi e acerrima nemica di Selinunte Dalla cima della collina il grande tempio dorico domina il territorio, mentre spostandosi di due chilometri si arriva al teatro che fu costruito alla fine del III secolo a.C. e poteva contenere fino a quattromila spettatori. Ancora oggi d'estate lo spirito di questo luogo rivive nelle rappresentazioni teatrali e negli spettacoli che vengono organizzati ogni anno.

Info e Orari

Parco archeologico di Selinunte
Castelvetrano (Trapani)
Tel +39 0924 46540 / 0924 46277
Aperto tutto l'anno dalle 9,00 alle 17,00

Arte

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