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Paestum, i templi che hanno sfidato i secoli

Tra i templi di Paestum nel Cilento l'archeologia diventa emozione

Paestum, i templi che hanno sfidato i secoli

Paestum è la porta di ingresso settentrionale del Cilento, il territorio in provincia di Salerno che offre un tesoro di storia e natura a chi si accinge ad esplorarlo. Lo sapevano bene gli aristocratici che tra '700 e '800 intraprendevano un viaggio attraverso le meraviglie dell'antichità italiana. Il celebre Grand Tour spesso iniziava proprio da Paestum che vanta la presenza di tre civiltà: greca, lucana e romana.

I templi con vista mare e monti

Arrivando da nord si supera Eboli e si arriva alla grande pianura formata dal fiume Sele. La Costiera Amalfitana è poco distante, da una parte c'è il mare, sullo sfondo i monti Alburni, al centro della piana un'area archeologica di 120 ettari dove gli scavi sono circondati da ben 5 km di mura, l'unica testimonianza dei sistemi difensivi attuati dalle città della Magna Grecia. In origine il nome di questa città era Poseidonia e fu fondata tra il VII e il VI sec a.C. dai coloni greci provenienti dalla città di Sibari. Alcuni secoli dopo vi si insediarono i Lucani che vennero però sbaragliati dai Romani che rimasero così colpiti dalla grande area sacra che sorgeva in questo luogo da "adottarla" completamente lasciandola intatta.

Un'emozione che dura da 2700 anni

Ancora oggi i templi di Paestum sono perfettamente conservati e le loro colonne possenti che si stagliano contro il cielo lasciano senza fiato anche chi a scuola non amava la storia.

Appena arrivati si rimane immediatamente affascinati dalla maestosità di due templi: quello chiamato impropriamente la "Basilica" dai primi studiosi settecenteschi che in realtà era dedicato a Hera e quello dedicato a Nettuno, considerato la principale testimonianza di architettura dorica in Magna Grecia. Più distante sul lato opposto dell'area archeologica sorge il terzo tempio dedicato ad Atena, di dimensioni leggermente più contenute rispetto agli altri ma ancora adornato dello splendido pronao che conduceva alla cella della divinità. Al centro dell'area sorgono i resti del foro romano nato dove sorgeva precedentemente l'"agorà" della città greca.

Una full immersion nell'archeologia della Magna Grecia

Se la visita a Paestum ha risvegliato l'archeologo che è in te devi completare la tua esperienza andando nel vicino Museo Archeologico Nazionale che racconta la vita di questa antica città attraverso reperti preziosi come statue e corredi funerari. L'opera più celebre è la Tomba del Tuffatore, l'unica di questo periodo affrescata con eleganti figure tra cui quella di un giovane che si tuffa dal trampolino. Un'immagine vibrante che ha attraversato i secoli conservando intatta la sua suggestione.

Scavi Archeologici di Paestum e Museo Nazionale

via Magna Grecia, 919
Capaccio (SA)
tel: +39 0828 811023
Orari: dalle 9 a un'ora prima del tramonto
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Arte

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