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Manta e il castello dell'affresco

Un affresco gioiello del periodo tardo-gotico al Castello della Manta.

Manta e il castello dell'affresco

Il viaggiatore che decide di esplorare le colline piemontesi attorno a Saluzzo per approdare al Castello della Manta deve aver ben presente alcuni avvertimenti: Manta non è il nome di una fata medievale ma di un piccolo borgo, il castello appare solo al termine della salita sulla collina e sulle prime può dare un'impressione deludente.
Non è un insieme di torri, finestre gotiche, fossati e mura merlate ma un edificio un po' tozzo circondato da uno spendido panorama. Questo maniero dall'aria austera sembra quasi un simbolo dell'animo piemontese, all'inizio un po' chiuso ma poi in grado di serbare molte sorprese.

Il maestro del castello

Il nucleo originario risale al XIII sec. e alla fine del 1300 apparteneva già al marchese di Saluzzo Tommaso III che fu anche un raffinato autore di poemi cortesi. Dopo la sua morte, il figlio Valerano nel 1416 decise di trasformare questa piazzaforte difensiva in una dimora signorile dove accogliere una corte di intellettuali e poeti.

E' in questo periodo che nasce il gioiello del Castello della Manta, quel "Salone Baronale" che con il suo ciclo di affreschi rappresenta uno dei massimi capolavori della pittura tardo-gotica in Europa. Un affresco laico e festoso, da guardare come una sorta di "fumetto dell'epoca" realizzato da un misterioso pittore senza nome ormai conosciuto come il "Maestro del Castello della Manta".

Eroi pagani, cristiani ed ebraici

Entrando nella sala attraverso una porticina si rimane subito incantati dagli affreschi della parete di fronte alla finestra dove l'ignoto pittore ha fatto stagliare su uno sfondo color pergamena 18 figure, 9 guerrieri e 9 eroine abbigliati con i più bei costumi del tempo.

L'ispirazione dell'artista è sicuramente stata influenzata dai poemi che andavano di moda in quel periodo. Il gruppo degli eroi è una fantasiosa mescolanza che supera i confini del tempo riunendo tre personaggi pagani come Ettore, Alessandro Magno e Giulio Cesare, tre eroi della tradizione ebraica e cioè Giosuè, Giuda Maccabeo, David e infine tre eroi cristiani ovvero Goffredo di Buglione, Artù e Carlo Magno.

E si rimane colpiti dal glamour delle figure femminili, da quel senso di festa aristocratica e spensierata che pervade tutta la scena

Acqua miracolosa

Questo affresco è solo una metà del capolavoro dipinto sulle pareti della "Sala Baronale". Nella parete interrotta dalla finestra il pittore ha voluto rappresentare la "Fontana della Giovinezza", il sogno a lungo cullato da tanti poemi e romanzi cavallereschi che parlano di una leggendaria fontana la cui acqua prometterebbe una gioventù eterna.
Qui il pittore abbandona l'eleganza stilizzata dell'altro affresco e si scatena nel rappresentare in modo caricaturale re e popolani, principi e contadini che arrivano da ogni parte alla radura della fontana e qui si immergono. L'acqua li trasforma in giovani vigorosi che corrono verso il bosco rappresentato a ridosso del camino.

Ancora affreschi

Oggi il Castello della Manta è uno dei tesori d'arte tutelati dal FAI. Oltre alla "Sala Baronale" merita di essere visitata anche la cinquecentesca "Sala delle Grottesche" e la chiesa di Santa Maria a fianco del castello che conserva un ciclo di affreschi sulla vita di Gesù attribuiti anche essi attribuiti al misterioso Maestro del Castello della Manta.

Castello della Manta
Manta (Cuneo)
Tel: +39 0175 87822
Castello della Manta

Orari
Da Marzo a Settembre: da martedì a domenica dalle 10 alle 18.
Ottobre, Novembre e seconda metà di Febbraio: da martedì a domenica dalle 10 alle 17.

Arte

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