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La Firenze di Dante

Divina Commedia alla mano, viaggio nei luoghi di Firenze raccontati da Dante Alighieri.

La Firenze di Dante

Un itinerario alla scoperta della Firenze di Dante, una città che - a cavallo fra il Duecento e il Trecento - era contesa fra le fazioni dei Guelfi e dei Ghibellini. Il viaggio inizia da Porta San Gallo, di fronte a Piazza della Libertà. È uno degli antichi ingressi della città, da cui passavano persone e merci provenienti da Bologna.

La sua costruzione fu voluta, nel 1285, da Rolandino da Canossa, capitano di parte guelfa. Tutt'intorno a questa porta, le antiche mura, cominciate a costruire a partire dal 1282 e affidate ad architetti come Arnolfo di Cambio, Giotto e Andrea Pisano.

Come indicò Dante

La passeggiata prosegue verso uno dei simboli della città: la Basilica di Santa Maria Novella. La sua costruzione fu iniziata nella prima metà del Duecento e l'esterno si presenta con marmi bianchi e verdi in contrasto cromatico per formare disegni geometrici.
All'interno, nella Cappella Strozzi, dipinta da Nando di Cione, si trova un Giudizio Universale raffigurato secondo gli schemi che tracciò Dante Alighieri nella Divina Commedia. La presenza del poeta si vede nello stesso affresco, nel quale sono stati dipinti gli eletti, fra i quali appunto Dante.

Beatrice

Per scoprire tutti i segreti del Sommo poeta basta visitare il museo a lui dedicato. La Casa di Dante ripercorre la vita e le opere del poeta duecentesco.
È lo stesso Dante a dare un'indicazione nei suoi scritti per collocare la sua residenza se non nello stesso palazzo in cui è ospitato il museo, sicuramente nella stessa zona, accanto alla Chiesa di Santa Margherita de' Cerchi dove il poeta incontrò per la prima volta la sua Beatrice Portinari.

Qui, stando alla tradizione, Dante si sposò con Gemma Donati. E nella stessa chiesa si trova la tomba del padre di Beatrice, Folco Portinari, e non si esclude che possa essere sepolta la stessa amata di Dante.

Un tesoro nel cuore di Firenze

È nel centro storico che si concentrano le tracce dell'epoca dei guelfi e dei ghibellini. Il Palazzo del Bargello, dove anticamente si amministrava la giustizia è il simbolo di quei tempi.
Questo palazzo ospita il Museo Nazionale del Bargello con opere di Michelangelo, Luca della Robbia, Benvenuto Cellinie capolavori senza tempo come il David di Donatello. Nella Cappella del Bargello, dipinta dalla scuola di Giotto, si trova anche una raffigurazione di Dante Alighieri.

Museo en plein air

L'itinerario si conclude al cospetto di un altro simbolo di Firenze: Piazza della Signoria. Come racconta il sommo poeta, qui si trovavano le case degli Uberti, famiglia ghibellina, abbattute dopo il trionfo della fazione guelfa. Questo luogo fu scelto per ospitare il cuore pulsante della città, suggellato dalla costruzione del trecentesco Palazzo della Signoria, la cui progettazione fu affidata ad Arnolfo di Cambio.

In seguito venne costruita la Loggia della Signoria o dei Lanzi. Sia la loggia che la piazza si presentano oggi come una galleria di sculture: il Marzocco e la Giuditta e Oloferne di Donatello, il David di Michelangelo, il Perseo di Benvenuto Cellini, per citare le più importanti.

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