Arte experience.
Diefenbach alla Certosa
La Certosa di San Giacomo a Capri e l'arte impetuosa di Karl Diefenbach.
Il gioiello medievale della Certosa di San Giacomo è una delle tappe immancabili in una visita a Capri. Questo edificio monumentale fu edificato nel 1374 da Giacomo Arcucci, segretario di Giovanna d'Angiò, come ringraziamento per la nascita del figlio maschio. La Certosa e i monaci che la abitavano nei secoli ebbero una vita travagliata soprattutto a causa degli attacchi della pirateria saracena. Oggi il complesso accoglie il liceo classico di Capri ed è un'oasi di quiete lambita dai Giardino di Augusto, così chiamati perché furono costruiti su antichi insediamenti romani. Il visitatore che si reca alla Certosa per ammirare la chiesa con l'imponente affresco settecentesco e i due chiostri scanditi da colonne, non si aspetta di trovare nel refettorio le grandi tele simboliste del Museo Diefenbach.
Sul candore delle pareti spiccano le 31 opere che compongono il "corpus caprese" del pittore Karl Wilhelm Diefenbach e che furono a lungo abbandonate a uno stato di degrado, finché agli inizi degli anni'70 vennero donate allo stato italiano. La vita travagliata di questo artista è già di per sè un motivo di interesse che accresce il fascino ipnotico delle sue opere. Diefenbach nacque in Germania nel 1875, studiò a Monaco di Baviera e cominciò a frequentare i circoli artistici ma in breve tempo maturò un'autentica avversione per l'ambiente borghese e le sue convenzioni. Vegetariano, nudista, antimilitarista, proclamava la necessità di una fusione totale tra uomo arte e natura e ben presto si recò a vivere con la famiglia in una cava di pietra dove riceveva alcuni artisti vestito di un saio bianco. Per questa sua condotta decisamente sovversiva per l'epoca venne osteggiato dalle autorità civili e la moglie stremata da questo stile di vita cercò di avvelenarlo. La sua fama come artista, però, si diffuse in tutto il paese e una sua mostra a Vienna nel 1891 ebbe anche la visita della famiglia imperiale. Diefenbach però si sentiva perseguitato e dopo varie peregrinazioni approdò a Capri nel 1900 decidendo di rimanere qui fino alla fine dei suoi giorni.
"Capri mi basterà per tutta la vita con queste aspre rupi che adoro, con questo mare tremendo e bellissimo". Questa dichiarazione d'amore fremente e appassionata verso l'isola sembra riecheggiare tra le sue opere realizzate con pittura a olio a cui aggiungeva materiali diversi come sabbia e bitume per ottenere nuove consistenze materiche. E' difficile rimanere indifferenti davanti alla tensione che emerge in questi quadri dove improvvisi squarci luminosi interrompono il buio secondo la sua convinzione che "Il male è mancanza di luce". Un'intensità dolorosa e romantica che contrasta con il candore antico della Certosa e che riflette lo spirito dell'isola e la sua capacità nei secoli di attirare sognatori e poeti.
Museo Diefenbach
Certosa di San Giacomo
Capri (Napoli)
Orari: tutti i giorni dalle 9.00 alle 14.00
domenica dalle 9.00 alle 13.00 - chiuso il lunedì
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Capri
Considerata la perla del Golfo di Napoli, l'isola di Capri è conosciuta in tutto il mondo...


