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La Napoli che c'è sotto Napoli

Dalla luce del Sole Mio al buio del sottosuolo: viaggio nel ventre di Napoli

La Napoli che c'è sotto Napoli

E' il caso di dire che non ci si dovrebbe fermare alla superficie se si vogliono conoscere a fondo una città piena di vita dove Napoli dove le grandi architetture che si stagliano sotto l'azzurro cielo italiano e l'amore per la luce del Sole Mio è l'inno della città.
Ma c'è anche dell'altro da scoprire. Un aspetto sconosciuto, antico e misterioso che vive al di sotto della superficie brulicante di vita. "Sotto" è la parola chiave una città che ha il suo "doppio" nel sottosuolo, un'anima segreta da scoprire.

Nel ventre di Napoli

Napoli è una città a due livelli, nata su un terreno di roccia tufacea estremamente leggero e agevole da scavare. Già in epoca greco-romana il sottosuolo di Napoli venne scavato per la costruzione di un acquedotto collegato a una serie di cisterne attraverso una ragnatela di cunicoli.
Nei secoli successivi la città per ingrandirsi continuò a costruire pozzi e cisterne e a trarre i materiali di costruzione dalle sue stesse viscere, edificando i palazzi direttamente sopra alle cave di estrazione.

I moderni Caronte della LAES, Libera Associazione Escursionisti Sotterranei organizzano emozionanti visite a questo "ventre di Napoli" partendo sotto i Quartieri Spagnoli, in vico S.Anna di Palazzo 52.

La città greca

Di qui si scende per esplorare l'antico acquedotto del Carmignano, camminando attraverso le cisterne che i Greci avevano impermeabilizzato e percorrendo il labirinto dei cunicoli che connettevano più di 4000 pozzi.
Si scende sotto chiese e palazzi, ci si imbatte nei resti di un teatro romano, si ascoltano le guide che raccontano di come in passato ogni abitazione potesse attingere acqua dalle cisterne attraverso i pozzi domestici a cui avevano accesso i "pozzari", signori di questo mondo inferiore.

Pare il mito del "munaciello", il fantasma di tante case napoletane, sia nato proprio dai pozzari che vestiti di nero, dal largo cappuccio, dalle cisterne risalivano per dentro le case. Magari per far compagnia alla padrona di casa. Che al marito che intraveda un ombra in fuga rispondevano:"E' passato 'o munaciello"...

Da poco è anche possibile visituare '"Borbonica sotterranea"''', ovvero la galleria sotterranea che i Borboni fecero costruire nell'800 per collegare Piazza del Plebiscito con la zona di Chiaia per assicurarsi una via di fuga verso il mare e anche un rapido accesso in difesa delle residenze reali.

La "Fabula Vergiliana"

Un'altra esperienza suggestiva è la Fabula Vergiliana, i racconti emozionali che i narratori dell'arte dell'associazione "Mani e Vulcani" mettono in scena di sera nei sotterranei del Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore.
I visitatori vengono condotti lungo questo percorso archeologico alla luce di una lanterna ad olio e accompagnati alla scoperta di una Napoli misteriosa e incantata dove sopravvivono miti affascinanti come quello di Virgilio Mago.
Questa figura sospesa tra storia e leggenda è strettamente legata ai miti legati alla fondazione di Napoli come si narra nella Cronaca di Partenope, un testo della fine del XIV secolo conservato alla Biblioteca Nazionale.

Itinerari

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