Carnevale di Venezia Luoghi e attivitą
Venezia, repubblica organizzata sul governo di un'oligarchia chiusa in se stessa, trovò utile dare l'illusione ai ceti più umili di diventare per un breve tempo dell'anno simili ai potenti, concedendo loro di poter sbeffeggiare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Un'ottima valvola di sfogo, lo si può intuire, contro le tensioni sociali, sull'esempio del "panem et circenses" latino.
Una delle etimologie più diffuse della parola "Carnevale" è quella derivante dal latino carnis laxatio, evolutosi nell'italiano antico "Carnasciale", con il significato di "abbandono della carne"; se sia da intendersi come un abbandono alla carne come alimento (prima della Quaresima dove la Chiesa predica astinenza e digiuno), o come lussuria, non è dato sapere con certezza. Sta di fatto che il periodo tra la fine del Natale e il Mercoledì delle Ceneri contempla nell'immaginario collettivo tutt'e due queste trasgressioni.
Il Senato della Repubblica Serenissima ufficializzò l'esistenza del Carnevale nel 1296, con un editto in cui dichiarava giornata festiva il giorno precedente la Quaresima. Da allora la festa si è andata dilatando. Normalmente l'inizio era fissato il 26 dicembre, con conclusione il giorno delle Ceneri. Spesso tuttavia venivano concesse licenze carnascialesche per l'utilizzo delle maschere fin dal primo ottobre, e feste e banchetti si celebravano anche durante la Quaresima. E persino durante la festa della Sensa, che durava 15 giorni, era consentito l'uso della maschera e del travestimento. Il Carnevale arrivò così a durare alcuni mesi.
Dall'anno della sua "rinascita" moderna, il Carnevale di Venezia si è dato un "titolo", uno slogan, quasi a segnare con un tocco di razionalità e "ordine" un tempo che tradizionalmente dovrebbe invece essere dedicato all'improvvisazione e alla spontaneità
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