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<title>ItalyTraveller - Itinerari ed Experiences</title>
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<language>it</language>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:39:06 +0100</pubDate>
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<title>Itinerari - Roma fuori le mura</title>
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<category>itinerari</category>
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&lt;p&gt;Se si dice &lt;em&gt;&amp;quot;fuori le mura&amp;quot;&lt;/em&gt; a un romano, la prima cosa a cui penser&amp;#224; &amp;#232; alla &lt;strong&gt;Basilica di San Paolo fuori le mura&lt;/strong&gt;, appunto. Si trova in zona &lt;strong&gt;Eur&lt;/strong&gt;, a due passi dalla lunghissima via Ostiense, ed &amp;#232; una delle quattro &lt;strong&gt;basiliche papali&lt;/strong&gt; (con San Pietro, Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano). &amp;#200; una &lt;strong&gt;ottocentesca ricostruzione&lt;/strong&gt;, pi&amp;#249; o meno fedele, di una &lt;strong&gt;basilica preesistente del IV secolo&lt;/strong&gt;. Gi&amp;#224; dalla facciata si intuisce la sua ricchezza, decorata com'&amp;#232; da un enorme &lt;strong&gt;mosaico a tessere dorate&lt;/strong&gt;, che rappresenta il Cristo fra i santi Pietro, Andrea, Paolo e Luca. Notevole anche il &lt;strong&gt;chiostro della basilica&lt;/strong&gt;, che si salv&amp;#242; dall'incendio, quindi si presenta con la sua foggia pi&amp;#249; antica, con meravigliose &lt;strong&gt;colonne binate intarsiate&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Meno conosciuta &amp;#232; la &lt;strong&gt;Chiesa di Sant'Agnese fuori le mura&lt;/strong&gt;, che si affaccia sulla &lt;strong&gt;via Nomentana&lt;/strong&gt; ed &amp;#232; praticamente attaccata ad un'altra &lt;strong&gt;chiesa, Santa Costanza&lt;/strong&gt;. Entrambe hanno origini antichissime e possono vantare dei magnifici mosaici. La leggenda racconta che la giovanissima Agnese, ancora dodicenne, fu esposta nuda per ordine di Diocleziano, ma miracolosamente i suoi capelli cominciarono a crescere per coprirla interamente. La chiesa, invece, &amp;#232; stata costruita nel IV secolo da &lt;strong&gt;Costanza, figlia dell'imperatore Costantino&lt;/strong&gt;, guarita dalla lebbra dopo aver pregato sulla tomba della santa. Nel VII secolo fu decorata con i magnifici &lt;strong&gt;mosaici bizantini&lt;/strong&gt; che si possono ammirare ancora oggi e che rappresentano Sant'Agnese vestita come un'imperatrice bizantina. I &lt;strong&gt;mosaici di Santa Costanza&lt;/strong&gt; (nata come mausoleo per l'imperatore Costantino e le sue figlie) risalgono invece al IV secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Chiesa di San Lorenzo fuori le mura&lt;/strong&gt; &amp;#232; pi&amp;#249; conosciuta, spesso inconsapevolmente, perch&amp;#233; d&amp;#224; il nome a uno dei quartieri della &lt;strong&gt;movida romana, San Lorenzo&lt;/strong&gt; appunto. Qui di sera si pu&amp;#242; camminare e fermarsi in piazza fra i giovani universitari che sorseggiano una birra chiacchierando. &amp;#200; di giorno, invece, che si pu&amp;#242; visitare questa bella chiesa dall'aspetto composito. &amp;#200; dedicata a uno dei protomartiri pi&amp;#249; venerati, bruciato sulla graticola nel 258 d.C. La &lt;strong&gt;prima basilica fu eretta da Costantino&lt;/strong&gt;, poi ricostruita nel 576 e ancora rimaneggiata nel XIII secolo. La chiesa si trova nei pressi di una delle entrate del &lt;strong&gt;Cimitero monumentale del Verano&lt;/strong&gt;, un &lt;strong&gt;immenso giardino&lt;/strong&gt; intervallato da lapidi e cappelle, delle quali alcune sono anche pregiate. Chi volesse compiere un percorso fra le tombe potr&amp;#224; riconoscere le fotografie di attori come &lt;strong&gt;Gassman, Manfredi, Mastroianni, Sordi&lt;/strong&gt;, senza dimenticare i &lt;strong&gt;fratelli De Filippo&lt;/strong&gt;; registi come &lt;strong&gt;Rossellini, De Sica e Luchino Visconti&lt;/strong&gt;; scrittori e poeti come &lt;strong&gt;Ungaretti, Moravia, Trilussa&lt;/strong&gt;; politici di qualsiasi schieramento, da Almirante a Togliatti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non bisogna essere appassionati del genere per rendersi conto che questo cimitero romano ha un fascino particolare. Ancor pi&amp;#249; intensa &amp;#232; l'esperienza di pace che si pu&amp;#242; avere nel &lt;strong&gt;Cimitero acattolico di Testaccio&lt;/strong&gt;. Anche qui siamo a due passi da uno dei centri della vita romana, ma il silenzio che si avverte in questo piccolo cimitero, dove riposano tra gli altri &lt;strong&gt;Keats e Shelley&lt;/strong&gt;, &amp;#232; quasi inverosimile. Si presenta come una &lt;strong&gt;piccola pineta&lt;/strong&gt;, intervallata da tombe per lo pi&amp;#249; ornate da statue. Un piccolo bosco di angeli e croci. Praticamente attaccata al cimitero, la &lt;strong&gt;Piramide di Caio Cestio&lt;/strong&gt;. In questo caso, si tratta del monumento funebre di uno solo: Caio Cestio Epulone, morto nel 12 a.C., che volle per il suo eterno riposo una tomba che lo rese immortale.&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Verde e silenzio a Milano</title>
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<category>Time to Relax</category>
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&lt;p&gt;Anche una citt&amp;#224; frenetica come &lt;strong&gt;Milano&lt;/strong&gt;, dove il tempo sembra scorrere sempre pi&amp;#249; veloce, pu&amp;#242; riservare piacevoli sorprese in tema di relax. &lt;strong&gt;Via Montenapoleone e Via della Spiga&lt;/strong&gt; fanno parte della geografia del lusso che circonda il &lt;strong&gt;Bulgari Hotel&lt;/strong&gt;, un perfetto connubio tra &lt;strong&gt;esclusivit&amp;#224; e design&lt;/strong&gt; realizzato dallo Studio di Architettura Antonio Citterio &amp;amp; Partners.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Mosaici oro per la piscina&lt;/strong&gt;, vetro verde per rendere l&lt;strong&gt;'hammam suggestivo come uno smeraldo&lt;/strong&gt;: la &lt;strong&gt;spa dell'hotel&lt;/strong&gt; &amp;#232; stata concepita come un &lt;strong&gt;tempio dedicato al benessere&lt;/strong&gt;, una parentesi esclusiva da dedicare a s&amp;#233; stessi. Una tranquillit&amp;#224; fragrante di &lt;strong&gt;aromi essenziali&lt;/strong&gt; avvolge l'area dedicata ai &lt;strong&gt;massaggi&lt;/strong&gt; dove sono praticate numerose &lt;strong&gt;tecniche orientali&lt;/strong&gt;, tra cui il massaggio a quattro mani effettuato da due terapiste che agiscono in perfetta sincronia per ottenere un rilassamento profondo. L'offerta della spa prevede rituali &lt;em&gt;&amp;quot;Full Day&amp;quot;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&amp;quot;Half Day&amp;quot;&lt;/em&gt; oltre che un'attrezzata &lt;strong&gt;sala fitness&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per i &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;frequent traveller&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; che vogliono alleviare le tensioni dovute ad un lungo viaggio o al jet leg sono stati studiati alcuni &lt;strong&gt;pacchetti esclusivi&lt;/strong&gt; che includono &lt;strong&gt;massaggi&lt;/strong&gt; alla schiena con pietre calde, &lt;strong&gt;applicazioni di alghe marine&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;digitopressioni agli occhi&lt;/strong&gt;. Come tocco finale viene lasciata una &lt;strong&gt;minitrousse di prodotti&lt;/strong&gt; per proseguire i trattamenti durante il viaggio. L'hotel offre anche uno &lt;strong&gt;speciale Men&amp;#249; Spa&lt;/strong&gt; con piatti gustosi e leggeri da gustare per una pausa di benessere anche dal punto di vista del palato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La dimensione del relax nasce anche dall'incontro &lt;strong&gt;tra silenzio e natura&lt;/strong&gt;. Questo approccio &amp;#232; reso possibile dalla presenza di un &lt;strong&gt;giardino privato di 4000 mq&lt;/strong&gt; confinante con il Giardino Botanico di Brera. Un gioiello verde pensato come dono di serenit&amp;#224; per gli ospiti e circondato da &lt;strong&gt;pareti di vetro&lt;/strong&gt; che creano una continuit&amp;#224; spaziale con gli ambienti dell'hotel e permettono di goderne la vista in ogni stagione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;The Bulgari Hotel&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Privata Fratelli Gabba, 7/b &lt;br /&gt;
Milano&lt;br /&gt;
Tel. +39 02 8058051&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.bulgarihotels.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.bulgarihotels.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - L'Onice di Santo Stefano</title>
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<category>Gourmet hotel</category>
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&lt;p&gt;Una vista indimenticabile sulla citt&amp;#224; di &lt;strong&gt;Firenze&lt;/strong&gt; &amp;#232; il primo biglietto da vista dell&lt;strong&gt;'hotel Villa La Vedetta&lt;/strong&gt; ospitato in un romantico &lt;strong&gt;palazzo rinascimentale&lt;/strong&gt; e strategicamente posizionato in &lt;strong&gt;piazzale Michelangelo&lt;/strong&gt;. Oltre ad uno splendido parco con &lt;strong&gt;giardino all'italiana e piscina panoramica&lt;/strong&gt;, l'altro fiore all'occhiello di questo esclusivo hotel fiorentino &amp;#232; il &lt;strong&gt;ristorante gourmet Onice&lt;/strong&gt;, diventato celebre in citt&amp;#224; per l'eleganza degli ambienti, il servizio impeccabile e la cucina di alto livello premiata nel 2004 con una &lt;strong&gt;stella Michelin&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo &lt;strong&gt;chef Stefano Santo&lt;/strong&gt; ha alle spalle un curriculum internazionale di tutto rispetto presso il &lt;strong&gt;Peacock Alley di Dublino&lt;/strong&gt; e il pluristellato &lt;strong&gt;Square Restaurant di Londra&lt;/strong&gt; ma avuto anche la possibilit&amp;#224; di confrontarsi con la &lt;strong&gt;grande cucina toscana&lt;/strong&gt; lavorando come &lt;strong&gt;sous-chef di Gaetano Trovato&lt;/strong&gt;, anima del ristorante Arnolfo di Colle Val d'Elsa, uno dei punti fermi della ristorazione di questa regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;cucina dell'Onice Lounge &amp;amp; Restaurant&lt;/strong&gt; &amp;#232; un mix equilibrato di &lt;strong&gt;prodotti del territorio interpretati in chiave contemporanea&lt;/strong&gt; con incursioni in gusti e sapori di altre culture culinarie. Da provare i &lt;strong&gt;menu stagionali&lt;/strong&gt; o i menu &lt;strong&gt;degustazione &amp;quot;Ignis, Terra e Aqua&amp;quot;&lt;/strong&gt; che propongono piatti come la &lt;em&gt;&amp;quot;zuppetta di ceci con cavolo croccante e tempura di gambero al cocco&amp;quot;&lt;/em&gt;, un'interpretazione inedita di due &lt;strong&gt;prodotti tipicamente toscani&lt;/strong&gt; come i ceci e il cavolo nero, oppure il &lt;em&gt;&amp;quot;tortino caldo di marroni con shot al miele, gelato al rosmarino e fior di sale&amp;quot;&lt;/em&gt; che diventa un omaggio ai sapori dell'autunno. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel menu del &lt;strong&gt;Ristorante Onice&lt;/strong&gt; non manca mai una gloria locale, &lt;strong&gt;la Bistecca di Fiorentina&lt;/strong&gt; servita con verdure, legumi e sale affumicato. La carta dei vini lascia primeggiare i &lt;strong&gt;grandi rossi toscani&lt;/strong&gt; che sottolineano il prestigio enogastronomico di questa regione.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Onice Lounge &amp;amp; Restaurant&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Hotel Villa La Vedetta &lt;br /&gt;
Viale Michelangiolo, 78 &lt;br /&gt;
Firenze&lt;br /&gt;
Tel. +39 055 681631&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.villalavedettahotel.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.villalavedettahotel.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Il vino della tempesta</title>
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<category>Vino e dintorni</category>
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&lt;p&gt;La storia di un vino come &lt;strong&gt;il Marsala&lt;/strong&gt; inizia da una tempesta. Nel &lt;strong&gt;1773&lt;/strong&gt; il commerciante inglese &lt;strong&gt;John Woodhouse&lt;/strong&gt; a causa del mare agitato approd&amp;#242; nel &lt;strong&gt;porto di Marsala&lt;/strong&gt;, invece che a Mazara del Vallo dove era diretto, e qui assaggi&amp;#242; il &lt;strong&gt;Perpetuum&lt;/strong&gt;, un &lt;strong&gt;robusto vino locale&lt;/strong&gt; di cui volle acquistare un grosso quantitativo. Durante il &lt;strong&gt;viaggio di ritorno in Inghilterra&lt;/strong&gt; il &lt;strong&gt;mare in burrasca&lt;/strong&gt; agit&amp;#242; le botti guastandone il contenuto ma Woodhouse non si perse d'animo e aggiunse alcool ad ogni botte per aumentare la gradazione del vino e conservarlo meglio. Il risultato di questo stratagemma fu sorprendente, il vino and&amp;#242; a ruba e da quel momento divent&amp;#242; uno dei vini preferiti dagli inglesi tra cui anche &lt;strong&gt;l'ammiraglio Nelson&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel &lt;strong&gt;1832&lt;/strong&gt; tra i &lt;strong&gt;produttori di Marsala&lt;/strong&gt; emerge il primo italiano, &lt;strong&gt;Vincenzo Florio&lt;/strong&gt; che costru&amp;#236; nella citt&amp;#224; di Marsala le &lt;strong&gt;splendide cantine in tufo&lt;/strong&gt; che ancora oggi si possono visitare. Alla famiglia Florio si deve il merito di avere dato &lt;strong&gt;un'anima moderna alla Sicilia&lt;/strong&gt; operando in campi diversi come tonnare, fonderie, compagnie di navigazione, ceramiche. L'orgoglio di famiglia rimase per&amp;#242; &lt;strong&gt;il Marsala&lt;/strong&gt;, quel vino nato da un errore il cui &lt;strong&gt;profumo evoca la Sicilia&lt;/strong&gt; in ogni parte del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella &lt;strong&gt;citt&amp;#224; di Marsala&lt;/strong&gt;, a pochi chilometri da &lt;strong&gt;Trapani&lt;/strong&gt; lungo la &lt;strong&gt;costa occidentale della Sicilia&lt;/strong&gt;, le &lt;strong&gt;cantine Florio&lt;/strong&gt; sono all'interno di un &lt;strong&gt;baglio ottocentesco di fronte al mare&lt;/strong&gt;. Visitarle vuole dire fare un viaggio all'indietro nel tempo lungo le navate scandite da archi a sesto acuto che ospitarono personaggi come &lt;strong&gt;Garibaldi e Tomasi di Lampedusa&lt;/strong&gt;. Questo &amp;#232; &lt;strong&gt;il regno del Marsala&lt;/strong&gt; pi&amp;#249; famoso nel mondo che ancora oggi viene lavorato e affinato in &lt;strong&gt;20.000 mq&lt;/strong&gt; di ambienti suggestivi come una chiesa. L'emozione di incontrare &lt;strong&gt;la pi&amp;#249; antica realt&amp;#224; vinicola siciliana&lt;/strong&gt; culmina nella visita all&lt;strong&gt;'Enoteca Storica creata dalla famiglia Florio&lt;/strong&gt; per conservare circa &lt;strong&gt;42.000 bottiglie&lt;/strong&gt; millesimate delle annate migliori tra cui le &lt;strong&gt;riserve del 1939 e del 1944&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cantine Florio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Vincenzo Florio, 1&lt;br /&gt;
Marsala (Trapani)&lt;br /&gt;
Tel. +39 0923 781306/305&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.cantineflorio.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.cantineflorio.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Orario visite prestabilite&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Da Luned&amp;#236; a Venerd&amp;#236;: 10:00/11:00/15:30/16:30&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Sabato: 9:30/10:30/11:00&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Cuoche da salotto</title>
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<category>Cooking Class</category>
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&lt;p&gt;Otto anni di attivit&amp;#224; e un'atmosfera coinvolgente e stimolante. La &lt;strong&gt;scuola di cucina &amp;quot;Cuochepercaso&amp;quot;&lt;/strong&gt; nasce dalla passione di &lt;strong&gt;Valeria Vocaturo&lt;/strong&gt; per il buon cibo di casa ed &amp;#232; diventata un punto di incontro per chi a &lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt; vuole migliorare la propria &lt;strong&gt;creativit&amp;#224; in cucina&lt;/strong&gt;. Facile da raggiungere nel cuore del &lt;strong&gt;quartiere Prati&lt;/strong&gt;, la cucina di Valeria &amp;#232; allegra e luminosa come i grembiuli arancio che vengono dati ai partecipanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scuola &amp;#232; in realt&amp;#224; un punto di incontro dove &amp;#232; possibile scegliere tra un &lt;strong&gt;ricco calendario di lezioni&lt;/strong&gt; che spaziano dalla &lt;strong&gt;cucina di base alla cucina regionale&lt;/strong&gt;, dai &lt;strong&gt;piatti etnici&lt;/strong&gt; alla piccola pasticceria fino ai suggerimenti per la tavola delle feste. Profondamente interessata alla &lt;strong&gt;cultura del cibo&lt;/strong&gt; in ogni suo aspetto, Valeria ha anche fondato &lt;strong&gt;l'associazione culturale &amp;quot;La mia cucina di casa&amp;quot;&lt;/strong&gt; che promuove la diffusione della &lt;strong&gt;cultura culinaria di ogni parte del mondo&lt;/strong&gt;, difendendo la biodiversit&amp;#224; in opposizione alla omologazione di cibi e sapori. Per questo da &amp;quot;Cuochepercaso&amp;quot; &amp;#232; possibile anche frequentare i Luned&amp;#236; di &lt;strong&gt;Letteratura Gastronomica&lt;/strong&gt; dove vengono presentati libri interessanti di &amp;quot;cucina e dintorni&amp;quot;, i Sabati della &lt;strong&gt;Storia Gastronomica&lt;/strong&gt; con incontri sulla &lt;strong&gt;cucina ebraico-romanesca&lt;/strong&gt; arricchiti da visite guidate per scoprire la citt&amp;#224; in modo diverso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel corso di ogni incontro ci si confronta anche sui migliori &lt;strong&gt;attrezzi da cucina&lt;/strong&gt;, si scambiano gli &lt;strong&gt;indirizzi dei pi&amp;#249; golosi rivenditori di Roma&lt;/strong&gt;, si parla di ristoranti, &lt;strong&gt;trucchi per risparmiare, ricette di famiglia&lt;/strong&gt;. Particolarmente interessanti sono le lezioni sulla &lt;strong&gt;preparazione di pane, grissini e pizze&lt;/strong&gt;, quelle che esplorano tecniche di cottura come il vapore e la frittura o le divertenti &lt;strong&gt;lezioni sul cibo e le stelle&lt;/strong&gt;, dove Valeria con l'aiuto di due astrologhe cerca di individuare i piatti pi&amp;#249; adatti ad ogni segno zodiacale. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scuola di cucina Cuochepercaso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Germanico, 197 &lt;br /&gt;
Roma &lt;br /&gt;
Tel. +39 063216620&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.cuochepercaso.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.cuochepercaso.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Giardini veneziani</title>
<link>http://www.italytraveller.com/it/x/green-ideas/e/giardini-veneziani</link>
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<category>Green Ideas</category>
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&lt;p&gt;Guardare &lt;strong&gt;Venezia&lt;/strong&gt; dall'altro pu&amp;#242; generare un moto di sorpresa per la miriade di &lt;strong&gt;tasselli verdi&lt;/strong&gt; che si inseriscono tra calli e palazzi. Venezia ha una trama nascosta di giardini che &lt;strong&gt;tra '600 e l'800&lt;/strong&gt; erano considerati numerose centinaia. Oggi i &lt;strong&gt;giardini di Venezia&lt;/strong&gt; sono un labirinto nel labirinto, a volte sconosciuti, a volte non accessibili, e richiedono passione e spirito di esplorazione per essere scoperti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presso il &lt;strong&gt;palazzo di C&amp;#224; Rezzonico&lt;/strong&gt;, sede del &lt;strong&gt;museo del Settecento Veneziano&lt;/strong&gt;, si pu&amp;#242; trovare una splendida ricostruzione di &lt;strong&gt;&amp;quot;giardino di palazzo&amp;quot;&lt;/strong&gt; con elementi tipici come le aiuole geometriche, la pergola e la vera da pozzo. Un altro spazio verde che suggerisce come fossero i &lt;strong&gt;giardini settecenteschi&lt;/strong&gt; veneziani &amp;#232; quello di &lt;strong&gt;C&amp;#224; Tron&lt;/strong&gt; oggi sede dell&lt;strong&gt;'Istituto Universitario di Architettura di Venezia&lt;/strong&gt;. Tra i &lt;strong&gt;giardini ottocenteschi&lt;/strong&gt; vi sono alcuni parchi pubblici meno conosciuti che rappresentano un'esplorazione alternativa della Serenissima: il &lt;strong&gt;giardino Savorgnan&lt;/strong&gt; nei pressi del &lt;strong&gt;Ponte delle Guglie&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;giardino Groggia a Cannaregio&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;Giardini reali&lt;/strong&gt; a fianco di &lt;strong&gt;Piazza San Marco&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni tra i pi&amp;#249; suggestivi giardini veneziani appartengono ad hotel esclusivi che al lusso degli ambienti uniscono il fascino di questi gioielli verdi. Uno di questi &amp;#232; il &lt;strong&gt;giardino Rizzo Patarol&lt;/strong&gt; oggi di propriet&amp;#224; del Grand Hotel dei Dogi a &lt;strong&gt;Cannaregio&lt;/strong&gt;. Agli inizi del '700 venne strutturato come &lt;strong&gt;giardino botanico&lt;/strong&gt;, poi fu modificato secondo la moda romantica  e infine nel 2002 venne restaurato con cura e arricchito di rose, clematidi e ortensie. Un altro esempio di &lt;strong&gt;giardino storico&lt;/strong&gt; &amp;#232; quello dell&lt;strong&gt;'Hotel Cipriani alla Giudecca&lt;/strong&gt; dove piante e fiori si alternano agli orti e alle vigne che la tradizione popolare afferma furono frequentate da &lt;strong&gt;Casanova&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da non perdere anche &lt;strong&gt;due giardini contemporanei&lt;/strong&gt; come il piccolo e ricercato spazio verde, quasi un giardino zen, realizzato da Carlo Scarpa negli anni '50 per la &lt;strong&gt;Fondazione Querini Stampalia&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.querinistampalia.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.querinistampalia.it&lt;/a&gt;). Entrando nel palazzo della Fondazione in &lt;strong&gt;Campo Santa Maria Formosa&lt;/strong&gt; una parete di cristallo sembra far entrare nel salone il verde del prato. Notevole &amp;#232; anche il &lt;strong&gt;Teatro Verde della Fondazione Giorgio Cini&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.cini.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.cini.it&lt;/a&gt;) nel &lt;strong&gt;parco dell'Isola di San Giorgio&lt;/strong&gt;, ispirato all'armonia degli anfiteatri classici ma anche alla tradizione dei &lt;em&gt;&amp;quot;teatri di verzura&amp;quot;&lt;/em&gt;  e da poco riaperto al pubblico. Per chi vuole farsi sedurre dalla dimensione segreta dei giardini veneziani c'&amp;#232; il &lt;strong&gt;Wigwam Club Giardini Storici Venezia&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.giardini-venezia.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.giardini-venezia.it&lt;/a&gt;), un'associazione che organizza numerose visite a giardini privati che normalmente non sono visitabili.&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Caravaggio e Bacon</title>
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<category>Viaggiare ad arte</category>
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cortocircuito estetico&lt;/strong&gt;. Esperienza da vertigine. Questo pu&amp;#242; essere l'effetto sul visitatore della &lt;strong&gt;mostra &amp;quot;Caravaggio-Bacon&amp;quot;&lt;/strong&gt; in atto &lt;strong&gt;fino al 24 gennaio 2010&lt;/strong&gt; alla &lt;strong&gt;Galleria Borghese di Roma&lt;/strong&gt;. Un'iniziativa ardita che pone a confronto, con un salto temporale di quattrocento anni, &lt;strong&gt;due tra le personalit&amp;#224; pi&amp;#249; geniali e complesse dell'arte occidentale&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'accostamento tra i due pittori non ha ragioni storiche, dal momento che non si possono affermare riferimenti alla &lt;strong&gt;pittura di Caravaggio&lt;/strong&gt; nelle &lt;strong&gt;opere di Francis Bacon&lt;/strong&gt;. Eppure &amp;#232; possibile creare tra questi due personaggi un'invisibile nesso che li accomuna nell'alone di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;pittore maledetto&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, nella concentrazione sulla &lt;strong&gt;figura umana&lt;/strong&gt;, nella predilezione per la forma espressiva del ritratto e per il colore nero che consente di lavorare sui &lt;strong&gt;contrasti di luce ed ombra&lt;/strong&gt;. Entrambi giocatori d'azzardo, entrambi uomini tormentati dalla tragedia della vita che hanno saputo trasferire nelle loro &lt;strong&gt;opere con un'intensit&amp;#224; dolorosa e geniale&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mostra presenta &lt;strong&gt;quattordici opere di Caravaggio&lt;/strong&gt;, di cui sei appartengono alla collezione permanente della Galleria Borghese come il &lt;em&gt;&amp;quot;Bacchino malato&amp;quot;&lt;/em&gt; o la &lt;em&gt;&amp;quot;Madonna dei Palafrenieri&amp;quot;&lt;/em&gt;.  Le &lt;strong&gt;opere di Bacon sono sedici&lt;/strong&gt; (di cui due trittici) in parte provenienti dalla &lt;strong&gt;Tate Gallery di Londra&lt;/strong&gt; dove da poco si &amp;#232; conclusa una mostra monografica sull'artista. Tra i quadri del &lt;strong&gt;pittore dublinese&lt;/strong&gt; spiccano quelli su &lt;em&gt;Papa Innocenzo X ritratto da Vel&amp;#224;zquez&lt;/em&gt;. Protagonista della mostra &amp;#232; l'emozione dello spettatore che pu&amp;#242; creare una personale rete di rimandi tra i due artisti e scoprire come il genio annulla i confini temporali per rimanere intatto nella sua potenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo evento rientra nel ciclo di dieci &lt;strong&gt;grandi mostre monografiche&lt;/strong&gt; in dieci anni che la &lt;strong&gt;Galleria Borghese&lt;/strong&gt; ha iniziato nel 2006 con la mostra su Raffaello continuando nel 2008 con quelle su Antonio Canova e il Correggio. Dopo la mostra su Caravaggio e Bacon seguiranno con cadenza annuale le mostre su Dosso Dossi, Tiziano, Cranach, Bernini, Domenichino fino a quella programmata per il 2015 sui Borghese e l'Antico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Caravaggio-Bacon&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Galleria Borghese&lt;br /&gt;
Piazzale Museo Borghese 5 - Roma &lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.caravaggio-bacon.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caravaggio-bacon.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;2 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Orari: da marted&amp;#236; a domenica, dalle 9.00 alle 19.00&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Prenotazione obbligatoria&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Le Seterie del Re</title>
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<category>Viaggiare ad arte</category>
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&lt;p&gt;A pochi chilometri dalla &lt;strong&gt;Reggia di Caserta&lt;/strong&gt; sorge un esempio unico in Italia di &lt;strong&gt;utopia reale a sfondo illuminista&lt;/strong&gt;. Quando &lt;strong&gt;nel 1759&lt;/strong&gt; il re Carlo III occup&amp;#242; il trono di Spagna lasci&amp;#242; il &lt;strong&gt;Regno di Napoli e delle due Sicilie&lt;/strong&gt; in eredit&amp;#224; al figlio &lt;strong&gt;Ferdinando IV&lt;/strong&gt;. Il giovane re decise di convertire il piccolo &lt;strong&gt;borgo di San Leucio&lt;/strong&gt;, che veniva utilizzato come casino di caccia, in un esperimento industriale e sociale legato alla &lt;strong&gt;manifattura della seta&lt;/strong&gt;. Nel 1778 venne creata quindi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Ferdinandopoli&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, una citt&amp;#224; ideale costruita attorno a una &lt;strong&gt;reggia-filanda&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per la prima volta un re sceglieva di condividere i propri spazi con gli ambienti produttivi e le &lt;strong&gt;abitazioni dei tessitori&lt;/strong&gt; che vennero costruite tutte uguali. La manifattura era a ciclo completo con locali dedicati all&lt;strong&gt;'allevamento dei bachi da seta&lt;/strong&gt;, alla &lt;strong&gt;torcitura&lt;/strong&gt; tramite strumenti azionati da ruote idrauliche e alla &lt;strong&gt;tessitura realizzata su telai di ciliegio&lt;/strong&gt;. Straordinaria &amp;#232; la portata innovativa del &lt;strong&gt;&amp;quot;Codice delle leggi&amp;quot;&lt;/strong&gt; promulgato nel 1789: uomini e donne che lavoravano nelle seterie erano considerati uguali, il salario era proporzionale al merito, la scuola era gratuita e obbligatoria, parte dei guadagni andavano versati in una &lt;strong&gt;Cassa della Carit&amp;#224;&lt;/strong&gt; in favore degli invalidi e dei malati. Inoltre, il re regal&amp;#242; &lt;strong&gt;un telaio ad ogni famiglia&lt;/strong&gt; perch&amp;#233; venisse tramandata &lt;strong&gt;l'arte della seta&lt;/strong&gt;. La fama delle &lt;strong&gt;seterie reali di San Leucio&lt;/strong&gt; si diffuse a tutte le corti d'Europa che ne ricercavano i preziosi manufatti. Questo sogno si interruppe nel 1799 con la Rivoluzione Francese ma ancora oggi la &lt;strong&gt;manifatture di San Leucio&lt;/strong&gt; sono attive tanto da fornire le sete per le &lt;strong&gt;bandiere della Casa Bianca e di Buckingham Palace&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;complesso della Real Colonia&lt;/strong&gt; &amp;#232; stato restaurato e dichiarato &lt;strong&gt;Patrimonio dell'Umanit&amp;#224; dall'UNESCO&lt;/strong&gt;. Oggi la visita del sito comprende gli &lt;strong&gt;Appartamenti Reali&lt;/strong&gt; con sale affrescate e lo splendido &lt;strong&gt;Bagno della Regina&lt;/strong&gt;, realizzato per &lt;strong&gt;Maria Carolina&lt;/strong&gt; come un a bagno termale romano; gli spazi di &lt;strong&gt;Archeologia Industriale&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;antichi attrezzi e telai&lt;/strong&gt; perfettamente funzionanti; il &lt;strong&gt;Museo della seta&lt;/strong&gt; che accoglie un'esposizione di tessuti; i &lt;strong&gt;Giardini del Belvedere&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Casa del Tessitore&lt;/strong&gt;, visitabile su richiesta, come esempio di abitazione operaia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Real Fabbrica della seta di San Leucio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Numero Verde: 800.41.15.15&lt;br /&gt;
Tel. +39 0823 301817&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.realbelvedere.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.realbelvedere.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Orario invernale: dalle ore 9.00 alle ore 18.00 (l'ultima visita parte alle ore 16.30)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Orario estivo: dalle ore 9.30 alle ore 18.30 (l'ultima visita parte alle ore 17.00)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Giorno di chiusura: marted&amp;#236; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Caff&#232; Italia</title>
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<category>Top of the Month</category>
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Caff&amp;#232; e storia italiana&lt;/strong&gt;. Due realt&amp;#224; profondamente legate visto che nel 1615 il caff&amp;#232; fu introdotto in Europa proprio dai commercianti veneziani che lo importavano dall'Oriente. Per questo motivo &lt;strong&gt;Venezia&lt;/strong&gt; fu la prima citt&amp;#224; italiana ad assaporare il gusto del caff&amp;#232; e divenne la patria delle prime &lt;em&gt;&amp;quot;Botteghe del caff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt; tra cui il celebre &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Florian&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffeflorian.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffeflorian.com&lt;/a&gt;) &lt;strong&gt;fondato nel 1720&lt;/strong&gt;, che ancora oggi si affaccia su &lt;strong&gt;Piazza San Marco&lt;/strong&gt; ed &amp;#232; considerato il pi&amp;#249; antico d'Europa. Oltre a questo storico locale che fu frequentato da &lt;strong&gt;Goldoni e Casanova&lt;/strong&gt; sulla piazza si affacciano altre due caffetterie storiche, il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Lavena&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.lavena.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.lavena.it&lt;/a&gt;) frequentato da musicisti come &lt;strong&gt;Wagner e Liszt&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;Gran Caff&amp;#232; Quadri&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.quadrivenice.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.quadrivenice.com&lt;/a&gt;) amato da &lt;strong&gt;Lord Byron&lt;/strong&gt;. Dopo Venezia la moda di bere &lt;em&gt;&amp;quot;l'acqua negra bollente&amp;quot;&lt;/em&gt; si diffuse nelle principali citt&amp;#224; italiane dove si aprirono caffetterie frequentate da politici, scrittori e filosofi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt; vanta un buon numero di questi &lt;strong&gt;caff&amp;#232; storici&lt;/strong&gt; che ancora oggi conservano intatto il loro fascino e che erano teatro soprattutto della vita politica cittadina. Il suggestivo &lt;strong&gt;Al Bicerin&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.bicerin.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.bicerin.it&lt;/a&gt;) &amp;#232; uno scrigno di specchi e velluto come al tempo di &lt;strong&gt;Cavour&lt;/strong&gt;, la &lt;strong&gt;Caffetteria Baratti &amp;amp; Milano&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.barattiemilano.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.barattiemilano.it&lt;/a&gt;) &amp;#232; ornata di marmi, boiserie di legno e lo &lt;strong&gt;stemma di Casa Savoia&lt;/strong&gt;; il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; San Carlo&lt;/strong&gt; fu il primo locale italiano a dotarsi di illuminazione a gas e nel 1837 fu anche chiuso come sede di attivit&amp;#224; sovversive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Trieste&lt;/strong&gt; ha un rapporto profondo con questa bevanda sia perch&amp;#233; accoglie alcuni tra i pi&amp;#249; suggestivi &lt;strong&gt;caff&amp;#232; storici italiani&lt;/strong&gt;, sia perch&amp;#233; &amp;#232; la patria di una grande realt&amp;#224; del settore come &lt;strong&gt;Illy&lt;/strong&gt; che tra le numerose iniziative per promuovere la &lt;strong&gt;cultura del caff&amp;#232;&lt;/strong&gt; ha istituito anche l&lt;em&gt;&amp;quot;Universit&amp;#224; del caff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt; rivolta sia ai professionisti che agli appassionati (&lt;a href=&quot;http://www.unicaffe.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.unicaffe.it&lt;/a&gt;). Visitando locali dal &lt;strong&gt;fascino mitteleuropeo&lt;/strong&gt; come il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; degli Specchi&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffespecchi.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffespecchi.it&lt;/a&gt;), il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Tommaseo&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffetommaseo.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffetommaseo.com&lt;/a&gt;), il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; San Marco&lt;/strong&gt; si comprende come a Trieste il ritrovarsi al caff&amp;#232; sia ancora una consuetudine abituale di giovani e meno giovani. Non a caso ogni anno nel periodo natalizio viene organizzata la manifestazione &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Le vie del caff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; con concerti e spettacoli teatrali ambientati nei principali caff&amp;#232; della citt&amp;#224;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Padova&lt;/strong&gt; non pu&amp;#242; mancare nella lista delle &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;citt&amp;#224; del caff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; per il suo celebre &lt;strong&gt;Pedrocchi&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffepedrocchi.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffepedrocchi.it&lt;/a&gt;), il caff&amp;#232; senza porte che &lt;strong&gt;Stendhal&lt;/strong&gt; defin&amp;#236; il &lt;em&gt;&amp;quot;migliore d'Italia&amp;quot;&lt;/em&gt; e che oggi &amp;#232; ritornato agli antichi splendori proponendo anche una serie di incontri culturali e qualificandosi come uno dei migliori ristoranti del Veneto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Milano&lt;/strong&gt; nel 1800 trasform&amp;#242; alcuni caff&amp;#232; in autentici scenari di dibattito culturale e politico. Ricordando alcune pagine di storia italiana oggi si pu&amp;#242; assaporare questa atmosfera sedendo tra i &lt;strong&gt;decori liberty del Caff&amp;#232; Zucca&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffemiani.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffemiani.it&lt;/a&gt;) in &lt;strong&gt;Galleria Vittorio Emanuele&lt;/strong&gt;. Qui facevano le ore piccole &lt;strong&gt;Puccini, Verdi e Toscanini&lt;/strong&gt; e il caff&amp;#232; venne ritratto da Boccioni nel celebre quadro &lt;em&gt;&amp;quot;Rissa in Galleria&amp;quot;&lt;/em&gt;. Un'altra istituzione milanese &amp;#232; &lt;strong&gt;Cova&lt;/strong&gt; in via Montenapoleone, uno dei &lt;strong&gt;locali-salotto pi&amp;#249; esclusivi della citt&amp;#224;&lt;/strong&gt; che in passato fu un ritrovo di patrioti. A confermare la dimensione intellettuale che spesso caratterizza i &lt;strong&gt;caff&amp;#232; milanesi&lt;/strong&gt; c'&amp;#232; l'esempio recente del &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Letterario&lt;/strong&gt; di via Solferino 27 dove si possono sfogliare i libri messi a disposizione sui tavoli, prenderli in prestito a casa, portare i propri e innescare una rete di commenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Firenze&lt;/strong&gt; &amp;#232; una tappa interessante di questo itinerario italiano al sapore di caff&amp;#232; grazie al &lt;strong&gt;Gran Caff&amp;#232; Giubbe Rosse&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.giubberosse.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.giubberosse.it&lt;/a&gt;) che deve il proprio nome alle divise fiammanti dei camerieri secondo lo stile viennese. Anche questo locale ebbe il proprio &lt;em&gt;&amp;quot;battesimo di fuoco&amp;quot;&lt;/em&gt; dal punto di vista culturale con una rissa memorabile tra &lt;strong&gt;Futuristi di Milano e i Vociani fiorentini&lt;/strong&gt;. Ancora il locale mantiene viva la propria identit&amp;#224; culturale con iniziative come gli &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Incontri letterari&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; del mercoled&amp;#236;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt; considera il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Greco&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.anticocaffegreco.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.anticocaffegreco.it&lt;/a&gt;), a pochi passi da &lt;strong&gt;Piazza di Spagna&lt;/strong&gt;, uno dei simboli del proprio fascino eterno. Le propriet&amp;#224; corroboranti del caff&amp;#232; qui accesero le migliori menti degli ultimi due secoli. Addirittura si dice che se lo frequentasse un cardinale potrebbe anche diventare papa come accadde a &lt;strong&gt;Leone XIII&lt;/strong&gt;. In citt&amp;#224; ci sono altre realt&amp;#224; contemporanee che hanno puntato sul binomio &lt;strong&gt;caff&amp;#232;-cultura&lt;/strong&gt;. E' il caso del &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Letterario&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffeletterarioroma.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffeletterarioroma.it&lt;/a&gt;) del &lt;strong&gt;quartiere Ostiense&lt;/strong&gt;, un progetto polifunzionale con aree dedicate al design, un &lt;em&gt;&amp;quot;bibliocaff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt;, e anche una sede di produzione televisiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Napoli&lt;/strong&gt; vive la propria identit&amp;#224; in simbiosi profonda con il caff&amp;#232;, una bevanda di culto celebrata da canzoni, film, grandi interpreti come &lt;strong&gt;Edoardo de Filippo e Tot&amp;#242;&lt;/strong&gt;. Eppure qui il caff&amp;#232; si diffuse solo nell'800 con la comparsa dei &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;caffettieri&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, venditori ambulanti che giravano le strade all'alba portando contenitori pieni di caff&amp;#232; e un cesto con zucchero e tazzine. Nello stesso periodo comparvero le caffetterie sullo stampo di quelle sorte nelle altre citt&amp;#224; d'Italia e d'Europa. Un esempio splendido &amp;#232; il &lt;strong&gt;Gran Caff&amp;#232; Gambrinus&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffegambrinus.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffegambrinus.com&lt;/a&gt;) quasi una pinacoteca nel cuore della citt&amp;#224; grazie alle opere di alcuni tra i maggiori artisti dell'epoca.&lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - Viaggio nella Sicilia barocca</title>
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<category>itinerari</category>
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Citt&amp;#224; come giardini di pietra&lt;/strong&gt;. Una pietra che al tramonto si tinge di rosa. &lt;strong&gt;Da Noto a Ragusa&lt;/strong&gt; &amp;#232; un &lt;strong&gt;tripudio d'arte barocca&lt;/strong&gt;: chiese e palazzi creano delle indimenticabili scenografie, con paesi che sembrano presepi arroccati sulla roccia. Eppure &amp;#232; una ricchezza segnata da un terribile evento. &amp;#200; il 1693 e il lato Sud Est della Sicilia viene squassato da un terribile terremoto. Le &lt;strong&gt;province di Ragusa e Siracusa&lt;/strong&gt; sono fra le pi&amp;#249; colpite, ma &amp;#232; proprio per questo evento tragico che il destino di questi luoghi cambia. Un nuovo fervore, soprattutto religioso, spinge la ricostruzione. &amp;#200; il &lt;strong&gt;secolo del Barocco&lt;/strong&gt; e architetti come il siracusano Rosario Gagliardi cambiano il volto di questi luoghi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Noto&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;capitale del Barocco&lt;/em&gt;, &amp;#232; protetta dall'Unesco in quanto patrimonio dell'umanit&amp;#224;. Lungo la via principale, &lt;strong&gt;Corso Vittorio Emanuele&lt;/strong&gt;, si incontrano tre piazzette con altrettante chiese barocche: &lt;strong&gt;San Francesco all'Immacolata&lt;/strong&gt;, preceduta dalla sua imponente scalinata, il &lt;strong&gt;Monastero del Santissimo Salvatore&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Convento di Santa Chiara&lt;/strong&gt;. Sfocia quindi in Piazza Municipio, il salotto buono della citt&amp;#224;. Qui si affaccia &lt;strong&gt;la Cattedrale&lt;/strong&gt;, con la sua scenografica facciata introdotta da un'ampia scalinata e scandita da due campanili. Ai lati della Cattedrale, il &lt;strong&gt;Palazzo Vescovile del XIX sec.&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;Palazzo Landolina&lt;/strong&gt;. Sul lato opposto ancora le linee curve di Palazzo Ducezio, sede del comune, e infine la Chiesa di San Domenico, del Gagliardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tappa successiva a &lt;strong&gt;Pachino&lt;/strong&gt;, per una &lt;strong&gt;sosta gastronomica&lt;/strong&gt;. &amp;#200; qui che si producono i famosi &lt;strong&gt;pomodorini di Pachino Igp&lt;/strong&gt; (indicazione geografica protetta), che devono il loro sapore alla meravigliosa terra in cui crescono, dove il clima &amp;#232; mite e le acque irrigue contengono un alto grado di salinit&amp;#224;. A due passi si trova &lt;strong&gt;Portopalo di Capo Passero&lt;/strong&gt;, il punto pi&amp;#249; a &lt;strong&gt;Sud della Sicilia&lt;/strong&gt;, che addirittura si trova al di sotto del parallelo di Tunisi. Qui si possono ancora osservare gli stabilimenti della &lt;strong&gt;tonnara di Capo Passero&lt;/strong&gt;, oggi non pi&amp;#249; in funzione, notevole esempio di archeologia industriale. Ma il consiglio migliore &amp;#232; quello di trovare una spiaggia riparata e godere dello splendido mare che lambisce queste coste, prima di ricominciare il viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rientrati nell'interno, nel viaggio verso Ragusa, una sosta a &lt;strong&gt;Modica&lt;/strong&gt; non si pu&amp;#242; trascurare. Al centro di una vallata, &lt;strong&gt;Modica sembra un presepe di pietra&lt;/strong&gt;. Al suo interno, per&amp;#242;, nasconde una netta divisione, fra due parti della citt&amp;#224; che un tempo erano rivali. &amp;#200; per questo che ha &lt;strong&gt;due duomi&lt;/strong&gt;: la &lt;strong&gt;Chiesa di San Giorgio&lt;/strong&gt;, uno dei pi&amp;#249; spettacolari esempi di &lt;strong&gt;barocco ibleo&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Chiesa di San Pietro&lt;/strong&gt;. A mettere d'accordo tutti, &amp;#232; la dolcezza del &lt;strong&gt;cioccolato di Modica&lt;/strong&gt;, che merita un'altra sosta gourmet.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultima tappa a &lt;strong&gt;Ragusa&lt;/strong&gt;, con la sua doppia anima. A una &lt;strong&gt;Ragusa novecentesca&lt;/strong&gt;, dove tuttavia non mancano &lt;strong&gt;chiese e palazzi barocchi&lt;/strong&gt; disseminati qui e l&amp;#224;, si contrappone un &lt;strong&gt;centro storico&lt;/strong&gt; un tempo abbandonato, ma oggi rinato grazie al turismo: &lt;strong&gt;Ragusa Ibla&lt;/strong&gt;. Gi&amp;#224; la discesa a Ibla &amp;#232; un'avventura fra tornanti e scalinate, da fare a piedi se non si vogliono perdere i magnifici scorci che riserva questa strada. Il &lt;strong&gt;Duomo di San Giorgio&lt;/strong&gt; &amp;#232; senza dubbio il tesoro pi&amp;#249; importante che riserva questo scrigno che &amp;#232; Ibla. Opera del &lt;strong&gt;Gagliardi&lt;/strong&gt;, si presenta con la caratteristica forma a torre di molti &lt;strong&gt;edifici di culto della Val di Noto&lt;/strong&gt;. Attribuita al Gagliardi anche la &lt;strong&gt;Chiesa di San Giuseppe&lt;/strong&gt;, dalla facciata molto simile a quella del Duomo. Infine, un ultimo sguardo a queste terre dalla curatissima &lt;strong&gt;Villa Comunale o Giardino Ibleo&lt;/strong&gt;, con il suo magnifico sfondo panoramico.&lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - Torino dai Savoia al Lingotto</title>
<link>http://www.italytraveller.com/it/i/torino-dai-savoia-al-lingotto</link>
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&lt;p&gt;Una delle caratteristiche che ha reso nota &lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt;, capoluogo del &lt;strong&gt;Piemonte&lt;/strong&gt;, &amp;#232; la presenza di una serie di &lt;strong&gt;portici monumentali&lt;/strong&gt;. Non si tratta di una serie qualsiasi. &amp;#200; lunga ben 18 chilometri, di cui 12 sono addirittura interconnessi. Del resto, lo sviluppo urbanistico e architettonico della &lt;strong&gt;citt&amp;#224; della Fiat&lt;/strong&gt; &amp;#232; sempre stato armonioso e ben disciplinato. Il giro dei portici pi&amp;#249; famosi inizia da quelli che circondano la centralissima &lt;strong&gt;Piazza San Carlo&lt;/strong&gt;, cui bisogna aggiungere quelli di &lt;strong&gt;Porta Palazzo, piazza Carlo Felice&lt;/strong&gt;. Il portico che unisce piazza Castello a &lt;strong&gt;piazza Vittorio Veneto&lt;/strong&gt; attraverso via Po, sul versante sinistro, prosegue anche nell'attraversamento delle vie successive: l'intento era quello di permettere al re di giungere fino al &lt;strong&gt;fiume Po, il pi&amp;#249; lungo d'Italia&lt;/strong&gt;, senza bagnarsi anche in caso di pioggia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Quella che fu la &lt;strong&gt;prima capitale d'Italia&lt;/strong&gt;, dal 1861 al 1865, conserva ancora gran parte del suo aspetto aristocratico negli edifici del centro storico, nell'atmosfera che si respira per le strade. &lt;strong&gt;Palazzo Carignano&lt;/strong&gt;, che ha ospitato il &lt;strong&gt;primo Parlamento Italiano&lt;/strong&gt; e che accoglie il &lt;strong&gt;Museo del Risorgimento Italiano&lt;/strong&gt;, ne &amp;#232; forse il simbolo pi&amp;#249; rappresentativo ed evocativo insieme a &lt;strong&gt;Palazzo Madama&lt;/strong&gt; e al &lt;strong&gt;Palazzo Reale&lt;/strong&gt;. Accanto ad esso si affaccia sull'omonima piazza l'altrettanto elegante &lt;strong&gt;Palazzo dell'Accademia delle Scienze&lt;/strong&gt;, che ospita, invece, la &lt;strong&gt;Galleria Sabauda&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;Museo Egizio&lt;/strong&gt;. La ricca &lt;strong&gt;Pinacoteca Reale&lt;/strong&gt;, nata grazie alla secolare passione per l'arte figurativa di &lt;strong&gt;Casa Savoia&lt;/strong&gt;, annovera dipinti non da poco, come quelli di &lt;strong&gt;Beato Angelico, Botticelli, Tintoretto, il Guercino e Jan van Eyck&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'edificio pi&amp;#249; alto d'Italia e quello in muratura pi&amp;#249; alto d'Europa &amp;#232; la &lt;strong&gt;Mole Antonelliana&lt;/strong&gt;, in pieno centro a Torino, assai simile a quella della Basilica di San Gaudenzio di Novara. Dalla sommit&amp;#224;, comodamente raggiungibile in ascensore, si gode una stupenda &lt;strong&gt;vista della citt&amp;#224; a 360&amp;#176;&lt;/strong&gt;, da cui si distinguono nettamente &lt;strong&gt;le Alpi&lt;/strong&gt;, e si scorge in lontananza la zona delle &lt;strong&gt;Langhe&lt;/strong&gt; e del &lt;strong&gt;Monferrato&lt;/strong&gt;. Al suo interno &amp;#232; stato allestito da alcuni anni il &lt;strong&gt;Museo Nazionale del Cinema&lt;/strong&gt;, uno dei pi&amp;#249; importanti d'Europa, l'unico al mondo realizzato in verticale: comprende oltre 20.000 apparecchi, dipinti e stampe, oltre &lt;strong&gt;80.000 documenti fotografici&lt;/strong&gt;, oltre 300.000 manifesti, 12.000 film e 26.000 volumi. Ma &lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt; &amp;#232; anche la citt&amp;#224; della &lt;strong&gt;Sacra Sindone&lt;/strong&gt;, l'antico sudario che rimanda alla storia di Ges&amp;#249; e della sua morte in croce, custodita in un &lt;strong&gt;museo fondato nel 1936&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I dintorni della citt&amp;#224; sono soprattutto celebri per la presenza delle numerose &lt;strong&gt;residenze sabaude&lt;/strong&gt; dichiarate dall'Unesco Patrimonio dell'Umanit&amp;#224;, come la &lt;strong&gt;palazzina di caccia di Stupinigi&lt;/strong&gt;, alle porte di Torino, o l'imponente &lt;strong&gt;Reggia di Venaria&lt;/strong&gt;, definita la &lt;em&gt;Versailles d'Italia&lt;/em&gt;, di poco inferiore per dimensioni solo alla Reggia di Caserta. La Reggia di Venaria, infatti, racchiude un borgo, un parco, un gruppo di case, edifici e chiese usate come pertinenze: il suo nome &lt;strong&gt;&amp;quot;Venaria&amp;quot;&lt;/strong&gt; rimanda, come &amp;#232; facile immaginare, all'attivit&amp;#224; venatoria cui si dedicavano &lt;strong&gt;i reali di Casa Savoia&lt;/strong&gt;. Presso la Reggia opera da qualche anno un&lt;strong&gt;'associazione culturale&lt;/strong&gt; che promuove la diffusione del grissino torinese di cui gli stessi sovrani pare fossero ghiottissimi, tanto che fu chiamato il &lt;em&gt;&amp;quot;Pan dei re&amp;quot;&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A pochi chilometri da Torino, sulle &lt;strong&gt;colline di Superga&lt;/strong&gt;, si erge l'omonima sontuosa &lt;strong&gt;Basilica&lt;/strong&gt;. Costruita nel XVIII secolo, contiene &lt;strong&gt;le tombe dei reali di Savoia&lt;/strong&gt; e gli appartamenti dove &amp;#232; possibile effettuare visite guidate. Una scala a chiocciola, poi, conduce alla prima balaustra esterna della &lt;strong&gt;cupol&lt;/strong&gt;a da cui dominare con lo sguardo la &lt;strong&gt;citt&amp;#224; di Torino&lt;/strong&gt; e le &lt;strong&gt;montagne piemontesi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - La nobilt&#224; dei Castelli Romani</title>
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&lt;p&gt;Appena usciti dal traffico della capitale, basta seguire il percorso delle &lt;strong&gt;antiche via Appia e via Tuscolana&lt;/strong&gt; per raggiungere una serie di piccoli paradisi: i &lt;strong&gt;Castelli Romani&lt;/strong&gt;. Sedici comuni che si inerpicano sulle colline, fra &lt;strong&gt;laghi e boschi&lt;/strong&gt;, che gi&amp;#224; anticamente erano apprezzati dalla &lt;strong&gt;nobilt&amp;#224; romana&lt;/strong&gt; per la loro bellezza. Non mancano, infatti, &lt;strong&gt;ville patrizie&lt;/strong&gt; che un tempo servivano come residenze estive di &lt;strong&gt;aristocratici e papi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo piccolo viaggio nei dintorni di Roma comincia da &lt;strong&gt;Frascati&lt;/strong&gt;. Il centro storico &amp;#232; dominato dal &lt;strong&gt;Duomo di San Pietro&lt;/strong&gt;, edificato nel XVI secolo. La sua &lt;strong&gt;facciata barocca&lt;/strong&gt; &amp;#232; incorniciata da due campanili. All'interno non mancano &lt;strong&gt;preziose opere d'arte&lt;/strong&gt; tra cui anche un ricco &lt;strong&gt;archivio di bolle papali&lt;/strong&gt; dal XVI secolo ad oggi. Di sera poi dal &lt;strong&gt;belvedere&lt;/strong&gt; situato all'ingresso della citt&amp;#224; si pu&amp;#242; ammirare lo spettacolo di &lt;strong&gt;luci della vicina Roma&lt;/strong&gt;. Frascati deve la sua notoriet&amp;#224; anche all'omonimo &lt;strong&gt;vino&lt;/strong&gt; prodotto tra le sue colline e che ha ispirato celebri versi della &lt;strong&gt;canzone popolare romanesca&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non lontano da Frascati, le &lt;strong&gt;rovine dell'antica Tuscolo&lt;/strong&gt;. Nonostante il nome etrusco, si tratta di una citt&amp;#224; di &lt;strong&gt;origine latina&lt;/strong&gt;, un centro residenziale per ricchi romani. Posta a 610 metri d'altezza, regala un magnifico &lt;strong&gt;panorama sulla capitale&lt;/strong&gt;, particolarmente suggestivo per la presenza dei resti dell&lt;strong&gt;'acropoli&lt;/strong&gt;, del &lt;strong&gt;teatro&lt;/strong&gt;, del &lt;strong&gt;foro&lt;/strong&gt;, di una rete viaria e di una cisterna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tappa successiva a &lt;strong&gt;Castel Gandolfo&lt;/strong&gt;, che tuttora ospita la &lt;strong&gt;residenza estiva del papa&lt;/strong&gt;. Qui si nota la mano dell'architetto &lt;strong&gt;Gianlorenzo Bernini&lt;/strong&gt;, a cui &amp;#232; stata attribuita la fontana della piazza principale della citt&amp;#224;, nonch&amp;#233; la &lt;strong&gt;barocca Chiesa di San Tommaso da Villanova&lt;/strong&gt;. Un'altro importante edificio &amp;#232; il &lt;strong&gt;Palazzo Pontificio&lt;/strong&gt; eretto tra il 1624 e il 1629 su progetto di Carlo Maderno. Conosciuta anche col nome di &lt;em&gt;Delizia Carolina&lt;/em&gt;, &lt;strong&gt;Villa Torlonia'',  &amp;#232; invece apprezzata per la ricca collezione di preziose &lt;/strong&gt;sculture neoclassiche&lt;strong&gt; che custodisce al suo interno. Questa residenza, ospit&amp;#242;, tra gli altri, lo scrittore &lt;/strong&gt;Johann Wolfgang von Goethe&lt;strong&gt; nel suo celebre &lt;/strong&gt;viaggio in Italia'''.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Residenza di molti imperatori dell'antica Roma, &lt;strong&gt;Albano Laziale&lt;/strong&gt; si presenta come un delizioso &lt;strong&gt;paesino medievale&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;vista sul lago di Albano&lt;/strong&gt;, che nasconde nel suo tessuto notevoli &lt;strong&gt;testimonianze di epoca romana&lt;/strong&gt;. Nel centro storico, possiamo ammirare i resti della monumentale &lt;strong&gt;Porta Pretoria&lt;/strong&gt;, edificata fra il II e il III secolo a.C. Tuttora funzionante &amp;#232; invece il &lt;strong&gt;Cisternone&lt;/strong&gt;: un enorme serbatoio sotterraneo per l'approvvigionamento dell'acqua suddiviso in &lt;strong&gt;cinque imponenti navate&lt;/strong&gt; che sorreggono una struttura ad arco. Presso la &lt;strong&gt;Chiesa di Santa Maria della Stella&lt;/strong&gt;, si trova quella che viene considerata la &lt;strong&gt;cella funeraria dei leggendari Orazi e Curiazi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Partendo da &lt;strong&gt;Ariccia&lt;/strong&gt; si entra nel pieno del &lt;strong&gt;percorso enogastronomico&lt;/strong&gt;. &amp;#200; qui che si produce la famosa &lt;strong&gt;porchetta di Ariccia&lt;/strong&gt;, che si pu&amp;#242; assaggiare in una delle decine di &lt;em&gt;&amp;quot;fraschette&amp;quot;&lt;/em&gt;, locali tipici di queste zone. &lt;strong&gt;Genzano e Lariano&lt;/strong&gt; sono invece famosi per la produzione del &lt;strong&gt;pane casereccio&lt;/strong&gt;, che si accompagna spesso con le altre specialit&amp;#224; di queste terre, come &lt;strong&gt;i formaggi e gli insaccati&lt;/strong&gt;. Ultima tappa a &lt;strong&gt;Nemi&lt;/strong&gt;, per il dessert. Qui si pu&amp;#242; mangiare una deliziosa crostatina con le celebri &lt;strong&gt;fragoline di Nemi&lt;/strong&gt; e fare una passeggiata nel pittoresco borgo con &lt;strong&gt;vista sull'omonimo lago&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - Il paradiso dei gourmet</title>
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&lt;p&gt;In &lt;strong&gt;Umbria&lt;/strong&gt; il &lt;strong&gt;piacere della tavola&lt;/strong&gt;, del buon bere e della &lt;strong&gt;buona cucina&lt;/strong&gt; trova la sua massima espressione. Le campagne risplendono dei riflessi argentei degli &lt;strong&gt;uliveti&lt;/strong&gt;, dai quali si estrae un &lt;strong&gt;eccellente olio extra vergine d'oliva&lt;/strong&gt; talmente delicato da meritare la Dop, la &lt;strong&gt;denominazione di origine protetta&lt;/strong&gt;. Tutta la regione, con le sue fertili terre, &amp;#232; un esempio del felice accostamento di uomo e natura.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E dove la citt&amp;#224; ha preso il posto della campagna, gli odori di una &lt;strong&gt;saporita cucina di terra&lt;/strong&gt; si diffondono nelle strade. &amp;#200; il caso di &lt;strong&gt;Perugia&lt;/strong&gt;, con i suoi vicoli nei quali si celano piccoli &lt;strong&gt;ristoranti e cantine, norcinerie e cioccolaterie&lt;/strong&gt;. &amp;#200; proprio &lt;strong&gt;il cioccolato&lt;/strong&gt; una delle attrazioni che porta in questa citt&amp;#224; migliaia di turisti. Ogni anno, a ottobre, Perugia &amp;#232; sede dell&lt;strong&gt;'Eurochocolate&lt;/strong&gt;, una kermesse che riempie la citt&amp;#224; di irresistibili dolciumi. Ma anche per chi programmasse la visita nella &lt;strong&gt;citt&amp;#224; del Grifone&lt;/strong&gt; in occasione della &lt;strong&gt;Festa del cioccolato&lt;/strong&gt;, prima di andar via non si pu&amp;#242; non aver visto la &lt;strong&gt;Galleria Nazionale dell'Umbria&lt;/strong&gt;, un museo che raccoglie una straordinaria collezione di &lt;strong&gt;arte italiana dal XIII al XVIII secolo&lt;/strong&gt;. Fra le tante opere, &amp;#232; rappresentato soprattutto &lt;strong&gt;Pietro Vannucci, detto il Perugino&lt;/strong&gt;, che ha lasciato la sua impronta anche nel vicino &lt;strong&gt;Duomo di San Lorenzo&lt;/strong&gt; e nel bellissimo &lt;strong&gt;Collegio del Cambio&lt;/strong&gt;, la vecchia &lt;em&gt;&amp;quot;borsa&amp;quot;&lt;/em&gt; di Perugia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbandonato il capoluogo umbro, ci si sposta verso &lt;strong&gt;la campagna, fra agriturismi e castelli&lt;/strong&gt; diventati hotel di charme. La tappa successiva &amp;#232; &lt;strong&gt;Cannara&lt;/strong&gt;, un piccolo paese medievale che deve la sua notoriet&amp;#224; alla produzione di &lt;strong&gt;cipolle&lt;/strong&gt;. Terreno sabbioso e umidit&amp;#224;: il microclima di queste zone, insieme alla sapienza dei contadini, hanno creato nel tempo una qualit&amp;#224; di &lt;strong&gt;cipolle riconosciuto e apprezzato dai gourmet&lt;/strong&gt;. A dominare il &lt;strong&gt;borgo di Cannara&lt;/strong&gt;, il suo gioiello pi&amp;#249; prezioso: il &lt;strong&gt;Castello di Collemancio&lt;/strong&gt;. Fiero e maestoso, non dimostra proprio i suoi &lt;strong&gt;ottocento anni di storia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche &lt;strong&gt;i vigneti&lt;/strong&gt; trovano il loro spazio in &lt;strong&gt;Umbria&lt;/strong&gt;, con risultati sorprendenti. Specialmente nella zona di &lt;strong&gt;Montefalco&lt;/strong&gt; il vino diventa nettare. Qui vengono prodotti il celebre &lt;strong&gt;Sagrantino&lt;/strong&gt; e l'ottimo &lt;strong&gt;Rosso di Montefalco&lt;/strong&gt;. Ma si tratta anche di un bellissimo borgo, che per la sua altezza e la vista che offre &amp;#232; stata soprannominato &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;la terrazza sull'Umbria&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Nella ex &lt;strong&gt;Chiesa di San Francesco&lt;/strong&gt; si pu&amp;#242; ammirare un meraviglioso &lt;strong&gt;museo&lt;/strong&gt;, che parte dal ciclo pittorico dipinto da &lt;strong&gt;Benozzo Gozzoli&lt;/strong&gt; fra il 1450 e il 1452 e dall'affresco che raffigura la &lt;strong&gt;Nativit&amp;#224; del Perugino&lt;/strong&gt;, continua con la pinacoteca e si conclude con una collezione di reperti archeologici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dalla patria del Sagrantino a quella del &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;norcino&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. L&lt;strong&gt;'antico mestiere&lt;/strong&gt; di insaccare &lt;strong&gt;salami speziati e saporiti&lt;/strong&gt;, prende il nome dalla citt&amp;#224; di &lt;strong&gt;Norcia&lt;/strong&gt;. &amp;#200; qui che giungono ogni anno gli amanti di &lt;strong&gt;insaccati e formaggi&lt;/strong&gt;: salame, coglioni di mulo, &lt;strong&gt;capocollo, guanciale, porchetta&lt;/strong&gt;, ma anche &lt;strong&gt;pecorino&lt;/strong&gt;, con o senza il &lt;strong&gt;tartufo umbro&lt;/strong&gt;. Peccati di gola capaci di far capitolare anche i pi&amp;#249; attenti alla linea.&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Fascino Belle Epoque</title>
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<category>Time to Relax</category>
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&lt;p&gt;Camelie, rododendri ed azalee. Circondato da questa cornice rubata a un &lt;strong&gt;quadro&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;fin de siecle&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, l'hotel &lt;strong&gt;Villa e Palazzo Aminta Beauty &amp;amp; SPA&lt;/strong&gt; si affaccia sul &lt;strong&gt;Golfo delle Isole Borromee&lt;/strong&gt;, sulla sponda piemontese del &lt;strong&gt;Lago Maggiore&lt;/strong&gt;. Non a caso la citt&amp;#224; di &lt;strong&gt;Stresa&lt;/strong&gt; che ospita l'hotel &amp;#232; chiamata &lt;em&gt;&amp;quot;la perla del Verbano&amp;quot;&lt;/em&gt;, citando l'antico nome del lago, per la bellezza del paesaggio circostante e l'eleganza delle sue ville. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Perfettamente inserito in questo scenario che incant&amp;#242; il &lt;strong&gt;turismo d'elite di fine secolo&lt;/strong&gt;, l'hotel Villa e Palazzo Aminta sfoggia un sofisticato &lt;strong&gt;fascino Belle Epoque&lt;/strong&gt; che lo rendono &lt;strong&gt;uno dei resort pi&amp;#249; esclusivi del Lago Maggiore&lt;/strong&gt;. Il tempo sembra scorrere pi&amp;#249; dolcemente mentre si percorrono gli spazi dell'hotel concepiti come quelli di una villa di famiglia o mentre ci si affaccia dalla &lt;strong&gt;terrazza sul lago&lt;/strong&gt;. Le tappezzerie, i lampadari di Murano, i marmi e i decori orientaleggianti si ispirano alla magia di Venezia &amp;quot;porta d'Oriente&amp;quot; e rappresentano una sintesi del pi&amp;#249; &lt;strong&gt;prestigioso stile italiano&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La dimensione del &lt;strong&gt;relax&lt;/strong&gt; che gi&amp;#224; naturalmente appartiene a questi luoghi &amp;#232; amplificata dal sofisticato &lt;strong&gt;centro benessere&lt;/strong&gt; dell'hotel diretto dal &lt;strong&gt;Prof. Nicola Sorrentino&lt;/strong&gt;, celebre specialista a cui si rivolgono numerosi personaggi della cultura e dello spettacolo. Gli ospiti sono accolti in un suggestivo ambiente arredato da statue di pietra e &lt;strong&gt;decorazioni ispirate al tempio indiano del Taj Mahal&lt;/strong&gt;. Un team di&lt;strong&gt; medici, fisioterapisti, estetisti, personal trainer e massaggiatori&lt;/strong&gt; &amp;#232; pronto ad applicare una gamma di programmi volti alla &lt;em&gt;&amp;quot;remise en forme&amp;quot;&lt;/em&gt; e al recupero dell'equilibrio tra corpo e spirito. Ogni spazio &amp;#232; dedicato a un aspetto diverso del &lt;strong&gt;relax&lt;/strong&gt; e della &lt;strong&gt;cura fisica&lt;/strong&gt;. Nelle cabine vengono eseguiti trattamenti viso e corpo, massaggi Shatzu, &lt;strong&gt;applicazioni di alghe, fanghi e gelatine di frutta&lt;/strong&gt;, utilizzando anche i &lt;strong&gt;prodotti della Linea Camellias&lt;/strong&gt; realizzata in esclusiva per l'hotel Palazzo Aminta Beauty &amp;amp; SPA.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo &lt;strong&gt;spazio Zen&lt;/strong&gt; &amp;#232; rivolto alla meditazione e al relax profondo grazie ai trattamenti di &lt;strong&gt;idroterapia e bagno turco&lt;/strong&gt;. Chi vuole dedicarsi all'allenamento fisico pu&amp;#242; recarsi nell&lt;strong&gt;'area fitness&lt;/strong&gt; attrezzata con i pi&amp;#249; innovativi &lt;strong&gt;strumenti Technogym&lt;/strong&gt;, oltre che da schermi al plasma e TV satellitare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un'esperienza globale&lt;/strong&gt; di rigenerazione del corpo e dello spirito &amp;#232; offerta dalla &lt;strong&gt;Grotta Palazzo Aminta&lt;/strong&gt;, un ambiente dai colori delicati e dai riflessi dell'oro dove in una morbida luce diffusa si pu&amp;#242; praticare un &lt;strong&gt;percorso di benessere&lt;/strong&gt; attraverso la &lt;strong&gt;cascata di ghiaccio, l'Aromarium, le docce sensoriali e l'idrocromoterapia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Hotel Villa e Palazzo Aminta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Sempione Nord 123&lt;br /&gt;
Stresa (Verbania)&lt;br /&gt;
Tel. +39 0323 933818 &lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.villa-aminta.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.villa-aminta.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Taglienti a Palazzo Lovera</title>
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<category>Gourmet hotel</category>
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&lt;p&gt;Nel centro storico di &lt;strong&gt;Cuneo&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Palazzo Lovera&lt;/strong&gt; vanta una storia di secoli a partire dal 1500, periodo in cui era la dimora nobiliare dei &lt;strong&gt;Conti Lovera di Maria&lt;/strong&gt;. Oggi &amp;#232; un &lt;strong&gt;raffinato hotel&lt;/strong&gt; che ha saputo mantenere intatto il proprio fascino antico e ha puntato su due diverse possibilit&amp;#224; di ristorazione: il &lt;strong&gt;ristorante &amp;quot;Lovera&amp;quot;&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;cucina tipica di tradizione piemontese&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;ristorante gourmet &amp;quot;Delle Antiche Contrade&amp;quot;&lt;/strong&gt;, ospitato in una vecchia &lt;strong&gt;stazione di posta del '700&lt;/strong&gt; completamente ristrutturata e a pochi passi dall'hotel. Un locale celebre presso i buongustai, insignito di &lt;strong&gt;1 stella Michelin&lt;/strong&gt; e oggi teatro della cucina di &lt;strong&gt;Luigi Taglienti, giovane chef&lt;/strong&gt; celebrato come uno dei talenti emergenti in Italia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Taglienti&lt;/strong&gt; pensa a una cucina basata su materie prime povere che fanno parte della &lt;strong&gt;tradizione ligure e piemontese&lt;/strong&gt; come le frattaglie a cui restituisce nuova dignit&amp;#224; seguendo un percorso gi&amp;#224; intrapreso da chef di spicco come Davide Oldani e Massimiliano Alajmo. &lt;strong&gt;Tecnica impeccabile e qualit&amp;#224; assolut&lt;/strong&gt;a sono i requisiti di base per affrontare questi prodotti quasi abbandonati dalla cucina blasonata. Le &lt;strong&gt;frattaglie&lt;/strong&gt; per Taglienti sono anche un territorio in cui mettere alla prova la propria inventiva e suscitare la curiosit&amp;#224; dei clienti come nel suo &lt;em&gt;&amp;quot;Fois Gras all'italiana&amp;quot;&lt;/em&gt; dove usa fegatini di pollo e coniglio invece dei tradizionali fegatini d'oca. Un pizzico di provocazione anche verso i colleghi francesi nell'interpretare un loro piatto &amp;quot;lussuoso&amp;quot; con &lt;strong&gt;creativit&amp;#224; tutta italiana&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nell'ambito del men&amp;#249; speciale &lt;strong&gt;ATTIMI TAGLIENTI&lt;/strong&gt; definito il &lt;em&gt;&amp;quot;misurato eccesso di un men&amp;#249; gourmand&amp;quot;&lt;/em&gt; lo chef si esibisce in &lt;strong&gt;9 interpretazioni d'autore&lt;/strong&gt; tra cui le animelle di manzo al nero di seppia. In omaggio ad un altro prodotto del territorio, lo chef propone interpretazioni diverse del &lt;strong&gt;riso Carnaroli qualit&amp;#224; Acquerello Riserva&lt;/strong&gt; come &lt;em&gt;&amp;quot;il risotto mantecato al profumo di limone rapa rosso e cappuccino di baccal&amp;#224;&amp;quot;&lt;/em&gt;. La carta propone anche alcuni piatti dell'antica tradizione piemontese come &lt;em&gt;l'insalata di trippa di vitella&lt;/em&gt; e i &lt;em&gt;ravioli ripieni di carne di mucca Fassona&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Taglienti, infatti, si dichiara estremamente interessato a ricercare i sapori perduti che ricordano la &lt;strong&gt;cucina di famiglia&lt;/strong&gt; delle mamme e delle nonne che ognuno vorrebbe riassaggiare per tornare ai &lt;strong&gt;sapori dell'infanzia&lt;/strong&gt;. Parte quindi dalla tradizione ligure della &lt;strong&gt;cucina di pesce&lt;/strong&gt; e piemontese della &lt;strong&gt;cucina di terra&lt;/strong&gt; e su questa gioca con equilibrio e intelligenza.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' da provare un'esperienza al cosiddetto &lt;em&gt;&amp;quot;tavolo di famiglia&amp;quot;&lt;/em&gt; del ristorante, allestito in una saletta appartata con &lt;strong&gt;vista sulla cucina&lt;/strong&gt; dove lo chef lavora su una stufa ad induzione senza gas e senza fuoco. Da questa postazione privilegiata si pu&amp;#242; gustare un men&amp;#249; speciale, l'essenza dell'estro e della &lt;strong&gt;filosofia culinaria di Taglienti&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ristorante Delle Antiche Contrade&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Savigliano 11 &lt;br /&gt;
12100 Cuneo&lt;br /&gt;
Tel: +39 0171 480488&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Chiuso tutto il luned&amp;#236; e la domenica sera&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.antichecontrade.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.antichecontrade.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Hotel Palazzo Lovera&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Roma 37&lt;br /&gt;
12100 Cuneo&lt;br /&gt;
Tel: +39 0171 690420&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.palazzolovera.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.palazzolovera.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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