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<title>ItalyTraveller - Itinerari ed Experiences</title>
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<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 15:01:09 +0100</pubDate>
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<title>Itinerari - Appuntamento a Firenze</title>
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&lt;p&gt;Una magnifica citt&amp;#224; come &lt;strong&gt;Firenze&lt;/strong&gt; non pu&amp;#242; essere cresciuta spontaneamente come un fiore di campo. Qualcuno ha seminato le sue meraviglie, importanti personalit&amp;#224; che ne fecero la fama e la ricchezza. Famiglie come i &lt;strong&gt;Medici&lt;/strong&gt;, per esempio, la cui storia &amp;#232; legata a doppio filo con l'intera Toscana. Non tutti sanno, per&amp;#242;, che grazie ad alcuni personaggi, Firenze &amp;#232; stata anche &lt;strong&gt;citt&amp;#224; all'avanguardia&lt;/strong&gt; in diversi campi: dallo sport alla cultura, dalla moda alla lavorazione delle pietre, senza dimenticare la fotografia. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Cominciando proprio da &lt;strong&gt;sport e cultura&lt;/strong&gt;, c'&amp;#232; il nome di un uomo impresso nella &lt;strong&gt;storia di Firenze&lt;/strong&gt;: &lt;strong&gt;Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano&lt;/strong&gt;. Un nobile e un eclettico, che ader&amp;#236; al Fascismo e al Futurismo e che si diede da fare per la sua citt&amp;#224;, fondando, nel 1926, la &lt;strong&gt;societ&amp;#224; calcistica della Fiorentina&lt;/strong&gt;. Per la nuova squadra, destinata nel tempo a ottenere grandi riconoscimenti, il &lt;strong&gt;marchese Ridolfi&lt;/strong&gt; scelse la maglia viola, imprimendo un inconfondibile marchio al team della sua citt&amp;#224;. Storicamente all'avanguardia, per&amp;#242;, Firenze aveva gi&amp;#224; il suo personalissimo calcio. Il &lt;strong&gt;Calcio Fiorentino&lt;/strong&gt; (o calcio in livrea) &amp;#232; infatti una disciplina sportiva che si pensa sia antesignana dell'attuale gioco del pallone, con il quale non mancano i punti in comune. &lt;strong&gt;Giocato dal 1400 al 170&lt;/strong&gt;0, per secoli fu abbandonato e ha rivisto la luce nel 1930, anno in cui si decise di far rivivere il calcio fiorentino per celebrare l'anniversario della &lt;strong&gt;storica partita&lt;/strong&gt; che ebbe luogo a Firenze il 17 febbraio 1530: un match che si disput&amp;#242; in &lt;strong&gt;Piazza Santa Croce&lt;/strong&gt;, fra la squadra dei &lt;em&gt;&amp;quot;bianchi&amp;quot;&lt;/em&gt; e quella dei &lt;em&gt;&amp;quot;verdi&amp;quot;&lt;/em&gt; mentre la citt&amp;#224; era assediata. Ancora oggi, nella stessa piazza, nel mese di giugno si ha l'occasione di rivivere questo &lt;strong&gt;magnifico spettacolo&lt;/strong&gt;, con &lt;strong&gt;sfilate storiche&lt;/strong&gt; e spettacolari partite di calcio fra i quartieri rivali della citt&amp;#224;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Pochi anni dopo, sempre il marchese Ridolfi fu, insieme a &lt;strong&gt;Vittorio Gui&lt;/strong&gt;, uno dei promotori di un altro appuntamento culturale che si svolge ancora oggi: il &lt;strong&gt;Maggio Musicale Fiorentino&lt;/strong&gt;. Dal 1933, ogni anno, a Firenze si ripete questo &lt;strong&gt;festival di opere liriche, concerti, balletti e spettacoli di prosa&lt;/strong&gt;. Nelle intenzioni dei fondatori, venne scelto il mese di maggio per ricordare le &lt;strong&gt;medievali feste del Calendimaggio&lt;/strong&gt;, che contraddistinguono tutto il centro Italia: feste della primavera a base di &lt;strong&gt;musica e danza&lt;/strong&gt; per salutare l'inverno e accogliere la stagione calda.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due gli appuntamenti annuali, invece, per le sfilate di &lt;strong&gt;Pitti Immagine&lt;/strong&gt; che seguono il calendario della &lt;strong&gt;moda internazionale&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Pitti Uomo&lt;/strong&gt; e Pitti Bimbo sono kermesse imperdibili per gli appassionati di moda. Ma non mancano neanche appuntamenti dedicati all'arredamento, ai filati, alle pelli e alle fragranze. Tutte lavorazioni fortemente legate al territorio toscano, ma &amp;#232; a &lt;strong&gt;Firenze&lt;/strong&gt; in particolare che &amp;#232; legata la &lt;strong&gt;lavorazione delle pietre dure&lt;/strong&gt;. Fondato da Ferdinando I de' Medici, &lt;strong&gt;l'Opificio delle Pietre dure&lt;/strong&gt; &amp;#232; oggi un moderno centro specializzato nel restauro. Ma soprattutto regala la possibilit&amp;#224; di ammirare le creazioni realizzate dagli allievi di questa scuola nel corso dei secoli nel magnifico &lt;strong&gt;Museo dell'Opificio&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ancora un museo dedicato a un'arte per cui &lt;strong&gt;Firenze&lt;/strong&gt; &amp;#232; stata all'avanguardia nell'antico &lt;strong&gt;complesso delle ex Leopoldine&lt;/strong&gt;. &amp;#200; qui che si trova il &lt;strong&gt;Museo di Storia della Fotografia&lt;/strong&gt;, un'esposizione legata indissolubilmente ad una famiglia fiorentina che per prima intu&amp;#236; l'importanza di questa nuova arte: gli &lt;strong&gt;Alinari&lt;/strong&gt;. Nel 1852 i &lt;strong&gt;fratelli Alinari&lt;/strong&gt; crearono la loro prima bottega che, ad oggi, &amp;#232; arrivata a custodire ben &lt;strong&gt;4 milioni di immagini&lt;/strong&gt; nei propri archivi. &lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - Calabria &quot;coast to coast&quot;</title>
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<category>itinerari</category>
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&lt;p&gt;Un viaggio lungo le &lt;strong&gt;sponde tirreniche della Calabria&lt;/strong&gt;, non pu&amp;#242; che partire dalla famosa localit&amp;#224; balneare di &lt;strong&gt;Tropea&lt;/strong&gt;. Tappa finale a &lt;strong&gt;Scilla&lt;/strong&gt;, non solo per la sua storia e per le sue bellezze naturali, ma anche per la sua vicinanza alle &lt;strong&gt;montagne dell'Aspromonte&lt;/strong&gt;: basta una piccola deviazione per ritrovarsi in un paesaggio alpino e assaporare l'aria buona delle &lt;strong&gt;montagne pi&amp;#249; alte del Sud Italia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rinomata localit&amp;#224; della &lt;strong&gt;Costa degli Dei&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Tropea&lt;/strong&gt; &amp;#232; famosa per le sue &lt;strong&gt;spiagge e calette&lt;/strong&gt; bagnate da un &lt;strong&gt;mare cristallino&lt;/strong&gt;, nonch&amp;#233; per la produzione della cipolla rossa. Sorge su un promontorio fra i &lt;strong&gt;Golfi di Gioia e di Sant'Eufemia&lt;/strong&gt;: una posizione magica che dona a Tropea un'incredibile variet&amp;#224; di ambienti. Fra le discese a mare pi&amp;#249; famose la &lt;strong&gt;Spiaggetta della Linguata&lt;/strong&gt; (appunto a forma di lingua), &lt;em&gt;&amp;quot;a Cava&amp;quot;&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;&amp;quot;u Bacino&amp;quot;&lt;/em&gt; (a forma di catino), i &lt;em&gt;&amp;quot;Cantini&amp;quot;&lt;/em&gt;. Il centro storico &amp;#232; un susseguirsi di interessanti edifici: i &lt;strong&gt;palazzi signorili&lt;/strong&gt; con gli imponenti portali; il &lt;strong&gt;Palazzo Toraldo&lt;/strong&gt; che un tempo era un castello e che oggi conserva la &lt;strong&gt;collezione archeologica di Tropea&lt;/strong&gt;; una &lt;strong&gt;Cattedrale Normanna&lt;/strong&gt; che risale al 1100; i sei &lt;strong&gt;&amp;quot;balconi&amp;quot;, affacci sul mare&lt;/strong&gt; dalla vista mozzafiato. Ma il vero simbolo di Tropea &amp;#232; il &lt;strong&gt;Santuario della Madonna dell'Isola&lt;/strong&gt;, antica meta di pellegrinaggi collocata su una penisoletta ai piedi della citt&amp;#224;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Proseguendo lungo la costa si arriva sullo scoglio di &lt;strong&gt;Capo Vaticano&lt;/strong&gt;. Si trova nel territorio di &lt;strong&gt;Ricadi&lt;/strong&gt;, un borgo adagiato sull&lt;strong&gt;'altopiano del Monte Poro&lt;/strong&gt;. Qui si susseguono &lt;strong&gt;spiagge di sabbia bianca finissima&lt;/strong&gt; e dalle incredibili suggestioni. La &lt;strong&gt;Spiaggia Occhiali&lt;/strong&gt; prende questo nome proprio da due buchi che sembrano due occhiali, la &lt;strong&gt;Baia di Riaci&lt;/strong&gt; &amp;#232; una lunga distesa di sabbia, la &lt;strong&gt;Spiaggia Volo du Corvaru&lt;/strong&gt; &amp;#232; attigua a una rupe a strapiombo dove i corvi nidificano. Ancora c'&amp;#232; la &lt;strong&gt;Baia di Formicoli&lt;/strong&gt;, particolarmente rinomata per i suoi fondali ricchi di fauna, &lt;strong&gt;paradiso per i subacquei&lt;/strong&gt;. Per gli appassionati della &lt;strong&gt;cucina calabrese&lt;/strong&gt; e dei sapori forti, merita una piccola deviazione verso l'entroterra il paese di &lt;strong&gt;Spilinga&lt;/strong&gt;. &amp;#200; in questo borgo che si pu&amp;#242; trovare l'originale &lt;strong&gt;&amp;quot;nduja&amp;quot; calabrese&lt;/strong&gt;, il piccantissimo insaccato di maiale dal colore rosso fuoco.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Abbandonata la Costa degli Dei si scende lungo il litorale per arrivare alla &lt;strong&gt;Costa Viola&lt;/strong&gt;, dove il colore del mare al tramonto sembra effettivamente colorarsi di viola. Qui si trova &lt;strong&gt;Scilla&lt;/strong&gt;, famosa fin dall'antichit&amp;#224; insieme a &lt;strong&gt;Cariddi&lt;/strong&gt;, sulla sponda opposta: &lt;strong&gt;la leggenda&lt;/strong&gt; racconta che in queste due localit&amp;#224; si trovassero dei mostri pronti a divorare gli incauti navigatori dello stretto. La citt&amp;#224; di Scilla ha due anime: la &lt;strong&gt;Marina Grande con la sua lunga spiaggia&lt;/strong&gt; e le sue sembianze pi&amp;#249; moderne si oppone al &lt;strong&gt;Rione Chianalea&lt;/strong&gt;, l'antico e caratteristico &lt;strong&gt;borgo di pescatori&lt;/strong&gt; con le sue strette discese a mare e le case di pescatori che sembrano poggiate sull'acqua. A dividere le due anime di Scilla, il &lt;strong&gt;Castello Ruffo&lt;/strong&gt;, la fortezza pi&amp;#249; bella di Calabria.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Bastano pochi chilometri per arrivare a &lt;strong&gt;Gambarie&lt;/strong&gt; e ritrovarsi in un paesaggio alpino, in una &lt;strong&gt;stazione sciistica&lt;/strong&gt; alle porte del &lt;strong&gt;Parco Nazionale di Aspromonte&lt;/strong&gt;. Se d'inverno qui si scia, d'estate si possono affrontare le decine di &lt;strong&gt;percorsi di trekking&lt;/strong&gt; all'interno di questo ambiente incontaminato, tra pinete e faggi. E per rivedere il mare, questa volta da lontano, basta prendere la &lt;strong&gt;seggiovia&lt;/strong&gt; che porta sulle vette del &lt;strong&gt;Monte Scirocco&lt;/strong&gt; e del &lt;strong&gt;Monte Nardello&lt;/strong&gt;. Salendo fino in cima il panorama si fa mozzafiato, dalle meraviglie del verde dei boschi al blu del mare della Costa Viola, fino alle sponde siciliane che per uno scherzo ottico sembrano attaccate alla terraferma.&lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - Lontano dal mare</title>
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<category>itinerari</category>
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&lt;p&gt;Come una tavolozza colorata, &lt;strong&gt;Caltagirone&lt;/strong&gt; attira i turisti con le sue variopinte ceramiche nel &lt;strong&gt;centro della Sicilia&lt;/strong&gt;. Palazzi unici decorati con &lt;strong&gt;le maioliche&lt;/strong&gt;, ma anche un susseguirsi di negozietti dove acquistare un vero souvenir siciliano. Il vero simbolo di Caltagirone &amp;#232; la celebre &lt;strong&gt;Scalinata della Chiesa di Santa Maria del Monte&lt;/strong&gt;. Centoquarantadue scalini arricchiti da maioliche con decorazioni geometriche, floreali e figurative, che ripercorrono la &lt;strong&gt;storia della Sicilia&lt;/strong&gt; dall'et&amp;#224; degli &lt;strong&gt;arabi&lt;/strong&gt; fino all&lt;strong&gt;'epoca contemporanea&lt;/strong&gt;. Due gli eventi che vedono protagonista, ogni anno, questa scalinata: &lt;strong&gt;la Luminaria e l'Infiorata&lt;/strong&gt;. Entrambi spettacoli suggestivi: il primo (il 24-25 luglio e il 14-15 agosto) vede circa quattromila fiammelle disposte sui gradini; il secondo (a maggio) vede gli scalini colorarsi di fiori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La tappa successiva &amp;#232; un viaggio all'indietro fino al tempo dei romani, a &lt;strong&gt;Piazza Armerina&lt;/strong&gt;. &amp;#200; qui che si trova la celebre &lt;strong&gt;Villa del Casale&lt;/strong&gt;, un'antica dimora rurale, costruita fra il III e il IV secolo d.C., arrivata intatta fino a noi. Il percorso si snoda attraverso le &lt;strong&gt;quaranta stanze della villa&lt;/strong&gt;, camminando su passerelle aeree che permettono di vedere i &lt;strong&gt;magnifici mosaici&lt;/strong&gt; dall'alto senza calpestarli. Fra le decorazioni, scene di caccia con animali della savana si alternano a bellissime donne al bagno. Anche il &lt;strong&gt;borgo di Piazza Armerina&lt;/strong&gt; vanta un piacevole centro storico, stretto attorno alla centrale &lt;strong&gt;Piazza Garibaldi&lt;/strong&gt;. Due gli edifici di culto di maggior pregio: il &lt;strong&gt;Duomo barocco&lt;/strong&gt; con i suoi colorati stucchi e la &lt;strong&gt;Chiesa di San Rocco&lt;/strong&gt; con il suo imponente &lt;strong&gt;portale barocco&lt;/strong&gt;. Il &lt;strong&gt;Castello Aragonese&lt;/strong&gt;, infine, grazie alla sua posizione di controllo sul territorio regala una magnifica vista sulla valle intorno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Posizionata in alto anche la citt&amp;#224; di &lt;strong&gt;Enn&lt;/strong&gt;a, capoluogo di provincia pi&amp;#249; alto d'Italia, che gli antichi romani definirono &lt;em&gt;&amp;quot;urbs inexpugnabilis&amp;quot;&lt;/em&gt;, per la sua collocazione strategica sulla catena dei &lt;strong&gt;Monti Erei&lt;/strong&gt;. La citt&amp;#224; si divide in &lt;em&gt;Enna Alta&lt;/em&gt; ed &lt;em&gt;Enna Bassa&lt;/em&gt;. Nella parte alta si trova la &lt;strong&gt;Rocca di Cerere&lt;/strong&gt;, zona archeologica con un importante &lt;strong&gt;tempio dedicato alla Dea&lt;/strong&gt;. Ma &amp;#232; il periodo medievale, con il passaggio di &lt;strong&gt;Federico II di Svevia&lt;/strong&gt; che ha lasciato i maggiori segni. &amp;#200; qui, nel &lt;strong&gt;Castello di Lombardia&lt;/strong&gt;, che l'imperatore assunse il titolo di &lt;strong&gt;Re di Trinacria&lt;/strong&gt; nel 1314. Il Castello di Lombardia &amp;#232; un imponente &lt;strong&gt;fortezza con vasti piazzali&lt;/strong&gt;. Dalla &lt;strong&gt;Torre Pisana&lt;/strong&gt;, l'unica rimasta integra, &amp;#232; possibile godere di una vista talmente estesa da riuscire a scorgere anche la sagoma dell'Etna. Dello stesso periodo anche la &lt;strong&gt;Torre di Federico II&lt;/strong&gt;, alta 24 metri, costruita in forma ottagonale e posta all'interno di un &lt;strong&gt;parco pubblico&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Citt&amp;#224; araba&lt;/strong&gt;, che un tempo si chiamava &lt;em&gt;&amp;quot;Qalat-an- Nisa&amp;quot;&lt;/em&gt;, &lt;strong&gt;Caltanissetta&lt;/strong&gt; per secoli ha basato la sua economia sullo &lt;strong&gt;zolfo&lt;/strong&gt;. A ricordo di questo passato minerario, &amp;#232; possibile visitare il &lt;strong&gt;Museo mineralogico, paleontologico e della zolfara&lt;/strong&gt;. Grazie alla ricchezza portata dalle solfatare, non mancarono le possibilit&amp;#224; di abbellire il centro storico di Caltanissetta. Se nel &lt;strong&gt;periodo barocco&lt;/strong&gt; vennero edificate la maggior parte delle chiese, &amp;#232; nel Settecento che venne chiamato ad abbellirle il &lt;strong&gt;pittore fiammingo Guglielmo Borremans&lt;/strong&gt;. A lui si devono gli affreschi della &lt;strong&gt;Cattedrale di Santa Maria La Nova e San Michele&lt;/strong&gt; (edificata tra il 1570 e il 1622), nonch&amp;#233; quelli della vicina &lt;strong&gt;Chiesa del Collegio&lt;/strong&gt; o di Sant'Agata. &lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - I mille volti del Lazio</title>
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<category>itinerari</category>
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&lt;p&gt;Abbandonati i fasti di Roma, non &amp;#232; difficile trovare la stessa ricchezza anche nella provincia. Si arriva, cos&amp;#236;, a &lt;strong&gt;Tivoli&lt;/strong&gt;, una citt&amp;#224; la cui fortuna &amp;#232; stata decisa dall'acqua, sia quella del &lt;strong&gt;fiume Aniene&lt;/strong&gt; che l'attraversa, che &lt;strong&gt;l'acqua termale&lt;/strong&gt; della vicina &lt;strong&gt;Bagni di Tivoli&lt;/strong&gt;. Queste caratteristiche fecero entrare l&lt;strong&gt;'antica Tibur&lt;/strong&gt; nell'orbita di Roma. Ma &amp;#232; l&lt;strong&gt;'imperatore Adriano&lt;/strong&gt; il primo ad essersi innamorato di questo centro. In venti anni, fra il 118 e il 138 d.C., l'imperatore fece costruire la magnifica &lt;strong&gt;Villa Adriana&lt;/strong&gt;. Una &lt;strong&gt;vera e propria citt&amp;#224;&lt;/strong&gt;, nella quale Adriano volle rappresentare i luoghi pi&amp;#249; importanti dei territori orientali dell'impero. Molti secoli dopo, &lt;strong&gt;nel Cinquecento&lt;/strong&gt;, &amp;#232; un &lt;strong&gt;cardinale, Ippolito d'Este&lt;/strong&gt;, ad essere attirato da Tivoli, dove volle un'altra villa rimasta immortale. Affid&amp;#242; la direzione dei lavori di &lt;strong&gt;Villa d'Este&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Pirro Ligorio&lt;/strong&gt;, che realizz&amp;#242; un &lt;strong&gt;giardino all'italiana&lt;/strong&gt;, le cui &lt;strong&gt;meravigliose fontane&lt;/strong&gt; sono alimentate dalle acque del fiume Aniene. Il fiume torna a &lt;strong&gt;Villa Gregoriana&lt;/strong&gt;, elegante &lt;strong&gt;residenza ottocentesca&lt;/strong&gt; che ha la particolarit&amp;#224; di regalare una vista esclusiva sulla cascata del fiume Aniene. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il viaggio prosegue verso i &lt;strong&gt;confini del Lazio&lt;/strong&gt;, fra Umbria, Marche e Abruzzo. Qui stava l&lt;strong&gt;'antico popolo dei Sabini&lt;/strong&gt;, cui si deve il nome &lt;strong&gt;Sabina&lt;/strong&gt; con cui &amp;#232; conosciuta questa zona, il cui centro nevralgico &amp;#232; &lt;strong&gt;Rieti&lt;/strong&gt;. Non solo capoluogo di provincia, ma anche &lt;em&gt;&amp;quot;Umbilicus Italiae&amp;quot;&lt;/em&gt;, come attesta la pietra collocata nella centrale &lt;strong&gt;Piazza San Rufo&lt;/strong&gt;. Conosciuta fin dai tempi dei romani, che hanno lasciato il &lt;strong&gt;Ponte Romano sul Fiume Velino&lt;/strong&gt;, Rieti si presenta pi&amp;#249; come un elegante borgo medievale. Il Palazzo comunale, che ospita al suo interno il &lt;strong&gt;Museo Civico&lt;/strong&gt;, risale al XIII secolo, bench&amp;#233; rimaneggiato nel XVIII. Precedente il &lt;strong&gt;Duomo dell'Assunta&lt;/strong&gt; (XII secolo), caratterizzato da un alto &lt;strong&gt;campanile romanico e interni barocchi&lt;/strong&gt;, frutto di un rimaneggiamento secentesco. A un passo dal Duomo si trova il &lt;strong&gt;Battistero&lt;/strong&gt;, anch'esso romanico, che ospita al suo interno un interessante &lt;strong&gt;Museo Diocesano&lt;/strong&gt;, ricco di oggetti sacri. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella &lt;strong&gt;Sabina&lt;/strong&gt; non &amp;#232; difficile trovare sia un'occasione di dedicarsi allo &lt;strong&gt;sport&lt;/strong&gt;, che un tranquillo rifugio religioso. Rieti si trova ai piedi del &lt;strong&gt;Monte Terminillo&lt;/strong&gt;, la pi&amp;#249; importante &lt;strong&gt;stazione sciistica&lt;/strong&gt; del Lazio. Per chi preferisce la quiete di un eremo, basta allontanarsi di pochi chilometri per trovare gli antichi segni del passaggio di San Francesco d'Assisi. Detto &lt;em&gt;Sinai Francescano&lt;/em&gt;, il &lt;strong&gt;Convento di Forte Colombo&lt;/strong&gt; &amp;#232; il luogo in cui il santo sub&amp;#236; la cauterizzazione degli occhi ammalati ed ebbe la visione di Cristo. Proseguendo in direzione &lt;strong&gt;Poggio Bustone&lt;/strong&gt;, altro luogo sacro ai seguaci di San Francesco, si attraversa la &lt;strong&gt;Riserva Naturale dei laghi reatini&lt;/strong&gt;, paradiso per gli amanti del &lt;strong&gt;bird-watching&lt;/strong&gt;. Visitata pi&amp;#249; volte dal santo di Assisi, la &lt;strong&gt;Chiesa Conventuale di San Giacomo Maggiore&lt;/strong&gt; a Poggio Bustone conserva un interessante ciclo di &lt;strong&gt;affreschi&lt;/strong&gt;. Per entrare nella quiete dell'eremo dove soleva ritirarsi il santo, bisogna invece salire fino a mille metri di altezza nel &lt;strong&gt;Santuario del Sacro Speco&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultima tappa alle pendici del &lt;strong&gt;Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga&lt;/strong&gt;, nella verdeggiante Conca di Amatrice. Da qui si possono intraprendere &lt;strong&gt;sentieri di trekking&lt;/strong&gt; nel verde, oppure regalarsi una tranquilla visita nel centro medievale di &lt;strong&gt;Amatrice&lt;/strong&gt;. Notevole il &lt;strong&gt;Complesso monumentale di San Francesco&lt;/strong&gt;, coronato da un elegante &lt;strong&gt;portale gotico&lt;/strong&gt;. Nel &lt;strong&gt;Museo Civico&lt;/strong&gt; si pu&amp;#242; ammirare una collezione di opere raccolte nelle numerose chiese di Amatrice e dintorni. E per concludere il viaggio in bellezza: un bel piatto di &lt;strong&gt;Pasta all'Amatriciana&lt;/strong&gt;, la &lt;strong&gt;specialit&amp;#224; laziale&lt;/strong&gt; che prende il nome proprio da questa citt&amp;#224;.&lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - Teatri veneziani</title>
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&lt;p&gt;Su e gi&amp;#249; per ponti e tra le calli. Ecco che cosa attende il turista &lt;strong&gt;in giro per Venezia&lt;/strong&gt;, amata e ammirata in tutto il mondo. A cominciare dal &lt;strong&gt;Ponte di Rialto&lt;/strong&gt;, senza dubbio uno dei simboli irrinunciabili, fulcro attorno al quale ruotava l'economia e la vita del capoluogo del Veneto nel Settecento. E' uno dei quattro ponti che attraversano il &lt;strong&gt;Canal Grande&lt;/strong&gt;, in un quartiere che un tempo era il cuore del commercio col suo mercato. Ancora oggi si respira la stessa atmosfera, tra negozi e bancarelle di ogni genere. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Poco distante sorge il &lt;strong&gt;Teatro Carlo Goldoni&lt;/strong&gt;, pi&amp;#249; antico del &lt;em&gt;&amp;quot;La Fenice&amp;quot;&lt;/em&gt;, dove il grande commediografo cittadino, il pi&amp;#249; importante che la stessa &lt;strong&gt;letteratura italiana&lt;/strong&gt; abbia avuto, port&amp;#242; in scena alcune delle sue pi&amp;#249; &lt;strong&gt;celebri commedie&lt;/strong&gt; nella &lt;strong&gt;met&amp;#224; del Settecento&lt;/strong&gt;, all'apice del suo successo. Questo &lt;strong&gt;tipico teatro all'italiana&lt;/strong&gt;, che ospita una ricca stagione di spettacoli del &lt;strong&gt;Teatro Stabile del Veneto&lt;/strong&gt;, assai frequentati, fu intitolato all'autore de &lt;em&gt;&amp;quot;La locandiera&amp;quot;&lt;/em&gt; soltanto un secolo pi&amp;#249; tardi, nel 1875. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per rimanere in tema di &lt;strong&gt;commedia e goliardia&lt;/strong&gt; tipicamente veneziane, oltre che in zona, vale la pena visitare anche la &lt;strong&gt;casa di Goldoni&lt;/strong&gt;, il cui ingresso da &lt;strong&gt;Calle dei Nomboli&lt;/strong&gt; conduce su un cortile con scala esterna a due rampe e parapetto a colonnine, seguendo i canoni dell'architettura in voga all'epoca. La casa ospita un &lt;strong&gt;museo goldoniano&lt;/strong&gt;, cimeli teatrali, una biblioteca e un archivio, il portego, ovvero la scena goldoniana, &lt;strong&gt;il Teatrino&lt;/strong&gt; e le &lt;strong&gt;Marionette del palazzo Grimani ai Servi&lt;/strong&gt;, gi&amp;#224; al Museo di Ca' Rezzonico, il &lt;strong&gt;Museo del Settecento veneziano&lt;/strong&gt;: tutto per proiettare il visitatore nell'atmosfera della Venezia del XVIII secolo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che i veneziani si divertissero e parecchio ne troviamo conferma nella storia del &lt;strong&gt;Casin&amp;#242; di Venezia&lt;/strong&gt;, il primo d'Italia, inaugurato nel 1638. Tre diverse sedi, una sulla terraferma, in &lt;strong&gt;Ca' Noghera&lt;/strong&gt;, una sul &lt;strong&gt;Lido&lt;/strong&gt;, per i veneziani che andavano al mare, chiusa per&amp;#242; nel 2000 e una nei pressi del Canal Grande in &lt;strong&gt;Ca' Vendramin Calergi&lt;/strong&gt;, ammirata anche da Gabriele D'Annunzio, in uno dei palazzi storici pi&amp;#249; belli della citt&amp;#224;, un tempo abitata dai dogi e ultima &lt;strong&gt;dimora di Richard Wagner&lt;/strong&gt; per un'importante realt&amp;#224; del divertimento &lt;em&gt;made in Serenissima&lt;/em&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un'altra tappa dell'intrattenimento &amp;#232; il &lt;strong&gt;teatro &amp;quot;La Fenice&amp;quot;&lt;/strong&gt;, fondato sul finire del &lt;strong&gt;Settecento&lt;/strong&gt;, mentre in citt&amp;#224; erano gi&amp;#224; attivi altri teatri. Simbolo per eccellenza della cultura, dell'arte e del teatro a Venezia, in Italia e nel mondo, &amp;quot;La Fenice&amp;quot; era il fiore all'occhiello di tutta la regione. Si dot&amp;#242; di un &lt;strong&gt;palco reale&lt;/strong&gt; solo in seguito dell'arrivo di &lt;strong&gt;Napoleone&lt;/strong&gt;. Di qui sono passati tutti i pi&amp;#249; importanti artisti della storia del &lt;strong&gt;melodramma&lt;/strong&gt;, da &lt;strong&gt;Giuseppina Strepponi&lt;/strong&gt;, compagna di &lt;strong&gt;Giuseppe Verdi a Maria Callas&lt;/strong&gt;. Oggi la fondazione a suo nome raccoglie uno straordinario archivio con locandine, manifesti, avvisi, libretti d'opera originali, lettere autografe, spartiti. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arrivando a &lt;strong&gt;Piazza San Marco&lt;/strong&gt;, cuore della citt&amp;#224;, non si pu&amp;#242; perdere un giro fra i &lt;strong&gt;caff&amp;#232; antistanti&lt;/strong&gt; la &lt;strong&gt;Basilica di San Marco&lt;/strong&gt;, nati all'indomani dell'arrivo di questi preziosi chicchi nel &lt;strong&gt;porto di Venezia&lt;/strong&gt; che verso la fine del Seicento dominava il mare Adriatico. Oggi come allora sono un rinomato luogo di ritrovo per una pausa o per un aperitivo: in passato, in particolare, erano un vero e proprio &lt;strong&gt;salotto letterario&lt;/strong&gt; dove &lt;strong&gt;Lord Byron&lt;/strong&gt;, piuttosto che &lt;strong&gt;Marcel Proust, Amedeo Modigliani o Ernst Hemingway&lt;/strong&gt; s'intrattenevano, lasciandosi ispirare dalla magia di una citt&amp;#224; straordinaria. In molti casi non mancano cimeli autentici ad aumentare fascino e curiosit&amp;#224;. &lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - Roma fuori le mura</title>
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<category>itinerari</category>
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&lt;p&gt;Se si dice &lt;em&gt;&amp;quot;fuori le mura&amp;quot;&lt;/em&gt; a un romano, la prima cosa a cui penser&amp;#224; &amp;#232; alla &lt;strong&gt;Basilica di San Paolo fuori le mura&lt;/strong&gt;, appunto. Si trova in zona &lt;strong&gt;Eur&lt;/strong&gt;, a due passi dalla lunghissima via Ostiense, ed &amp;#232; una delle quattro &lt;strong&gt;basiliche papali&lt;/strong&gt; (con San Pietro, Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano). &amp;#200; una &lt;strong&gt;ottocentesca ricostruzione&lt;/strong&gt;, pi&amp;#249; o meno fedele, di una &lt;strong&gt;basilica preesistente del IV secolo&lt;/strong&gt;. Gi&amp;#224; dalla facciata si intuisce la sua ricchezza, decorata com'&amp;#232; da un enorme &lt;strong&gt;mosaico a tessere dorate&lt;/strong&gt;, che rappresenta il Cristo fra i santi Pietro, Andrea, Paolo e Luca. Notevole anche il &lt;strong&gt;chiostro della basilica&lt;/strong&gt;, che si salv&amp;#242; dall'incendio, quindi si presenta con la sua foggia pi&amp;#249; antica, con meravigliose &lt;strong&gt;colonne binate intarsiate&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Meno conosciuta &amp;#232; la &lt;strong&gt;Chiesa di Sant'Agnese fuori le mura&lt;/strong&gt;, che si affaccia sulla &lt;strong&gt;via Nomentana&lt;/strong&gt; ed &amp;#232; praticamente attaccata ad un'altra &lt;strong&gt;chiesa, Santa Costanza&lt;/strong&gt;. Entrambe hanno origini antichissime e possono vantare dei magnifici mosaici. La leggenda racconta che la giovanissima Agnese, ancora dodicenne, fu esposta nuda per ordine di Diocleziano, ma miracolosamente i suoi capelli cominciarono a crescere per coprirla interamente. La chiesa, invece, &amp;#232; stata costruita nel IV secolo da &lt;strong&gt;Costanza, figlia dell'imperatore Costantino&lt;/strong&gt;, guarita dalla lebbra dopo aver pregato sulla tomba della santa. Nel VII secolo fu decorata con i magnifici &lt;strong&gt;mosaici bizantini&lt;/strong&gt; che si possono ammirare ancora oggi e che rappresentano Sant'Agnese vestita come un'imperatrice bizantina. I &lt;strong&gt;mosaici di Santa Costanza&lt;/strong&gt; (nata come mausoleo per l'imperatore Costantino e le sue figlie) risalgono invece al IV secolo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Chiesa di San Lorenzo fuori le mura&lt;/strong&gt; &amp;#232; pi&amp;#249; conosciuta, spesso inconsapevolmente, perch&amp;#233; d&amp;#224; il nome a uno dei quartieri della &lt;strong&gt;movida romana, San Lorenzo&lt;/strong&gt; appunto. Qui di sera si pu&amp;#242; camminare e fermarsi in piazza fra i giovani universitari che sorseggiano una birra chiacchierando. &amp;#200; di giorno, invece, che si pu&amp;#242; visitare questa bella chiesa dall'aspetto composito. &amp;#200; dedicata a uno dei protomartiri pi&amp;#249; venerati, bruciato sulla graticola nel 258 d.C. La &lt;strong&gt;prima basilica fu eretta da Costantino&lt;/strong&gt;, poi ricostruita nel 576 e ancora rimaneggiata nel XIII secolo. La chiesa si trova nei pressi di una delle entrate del &lt;strong&gt;Cimitero monumentale del Verano&lt;/strong&gt;, un &lt;strong&gt;immenso giardino&lt;/strong&gt; intervallato da lapidi e cappelle, delle quali alcune sono anche pregiate. Chi volesse compiere un percorso fra le tombe potr&amp;#224; riconoscere le fotografie di attori come &lt;strong&gt;Gassman, Manfredi, Mastroianni, Sordi&lt;/strong&gt;, senza dimenticare i &lt;strong&gt;fratelli De Filippo&lt;/strong&gt;; registi come &lt;strong&gt;Rossellini, De Sica e Luchino Visconti&lt;/strong&gt;; scrittori e poeti come &lt;strong&gt;Ungaretti, Moravia, Trilussa&lt;/strong&gt;; politici di qualsiasi schieramento, da Almirante a Togliatti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non bisogna essere appassionati del genere per rendersi conto che questo cimitero romano ha un fascino particolare. Ancor pi&amp;#249; intensa &amp;#232; l'esperienza di pace che si pu&amp;#242; avere nel &lt;strong&gt;Cimitero acattolico di Testaccio&lt;/strong&gt;. Anche qui siamo a due passi da uno dei centri della vita romana, ma il silenzio che si avverte in questo piccolo cimitero, dove riposano tra gli altri &lt;strong&gt;Keats e Shelley&lt;/strong&gt;, &amp;#232; quasi inverosimile. Si presenta come una &lt;strong&gt;piccola pineta&lt;/strong&gt;, intervallata da tombe per lo pi&amp;#249; ornate da statue. Un piccolo bosco di angeli e croci. Praticamente attaccata al cimitero, la &lt;strong&gt;Piramide di Caio Cestio&lt;/strong&gt;. In questo caso, si tratta del monumento funebre di uno solo: Caio Cestio Epulone, morto nel 12 a.C., che volle per il suo eterno riposo una tomba che lo rese immortale.&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Verde e silenzio a Milano</title>
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<category>Time to Relax</category>
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&lt;p&gt;Anche una citt&amp;#224; frenetica come &lt;strong&gt;Milano&lt;/strong&gt;, dove il tempo sembra scorrere sempre pi&amp;#249; veloce, pu&amp;#242; riservare piacevoli sorprese in tema di relax. &lt;strong&gt;Via Montenapoleone e Via della Spiga&lt;/strong&gt; fanno parte della geografia del lusso che circonda il &lt;strong&gt;Bulgari Hotel&lt;/strong&gt;, un perfetto connubio tra &lt;strong&gt;esclusivit&amp;#224; e design&lt;/strong&gt; realizzato dallo Studio di Architettura Antonio Citterio &amp;amp; Partners.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Mosaici oro per la piscina&lt;/strong&gt;, vetro verde per rendere l&lt;strong&gt;'hammam suggestivo come uno smeraldo&lt;/strong&gt;: la &lt;strong&gt;spa dell'hotel&lt;/strong&gt; &amp;#232; stata concepita come un &lt;strong&gt;tempio dedicato al benessere&lt;/strong&gt;, una parentesi esclusiva da dedicare a s&amp;#233; stessi. Una tranquillit&amp;#224; fragrante di &lt;strong&gt;aromi essenziali&lt;/strong&gt; avvolge l'area dedicata ai &lt;strong&gt;massaggi&lt;/strong&gt; dove sono praticate numerose &lt;strong&gt;tecniche orientali&lt;/strong&gt;, tra cui il massaggio a quattro mani effettuato da due terapiste che agiscono in perfetta sincronia per ottenere un rilassamento profondo. L'offerta della spa prevede rituali &lt;em&gt;&amp;quot;Full Day&amp;quot;&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;&amp;quot;Half Day&amp;quot;&lt;/em&gt; oltre che un'attrezzata &lt;strong&gt;sala fitness&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per i &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;frequent traveller&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; che vogliono alleviare le tensioni dovute ad un lungo viaggio o al jet leg sono stati studiati alcuni &lt;strong&gt;pacchetti esclusivi&lt;/strong&gt; che includono &lt;strong&gt;massaggi&lt;/strong&gt; alla schiena con pietre calde, &lt;strong&gt;applicazioni di alghe marine&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;digitopressioni agli occhi&lt;/strong&gt;. Come tocco finale viene lasciata una &lt;strong&gt;minitrousse di prodotti&lt;/strong&gt; per proseguire i trattamenti durante il viaggio. L'hotel offre anche uno &lt;strong&gt;speciale Men&amp;#249; Spa&lt;/strong&gt; con piatti gustosi e leggeri da gustare per una pausa di benessere anche dal punto di vista del palato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La dimensione del relax nasce anche dall'incontro &lt;strong&gt;tra silenzio e natura&lt;/strong&gt;. Questo approccio &amp;#232; reso possibile dalla presenza di un &lt;strong&gt;giardino privato di 4000 mq&lt;/strong&gt; confinante con il Giardino Botanico di Brera. Un gioiello verde pensato come dono di serenit&amp;#224; per gli ospiti e circondato da &lt;strong&gt;pareti di vetro&lt;/strong&gt; che creano una continuit&amp;#224; spaziale con gli ambienti dell'hotel e permettono di goderne la vista in ogni stagione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;The Bulgari Hotel&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Privata Fratelli Gabba, 7/b &lt;br /&gt;
Milano&lt;br /&gt;
Tel. +39 02 8058051&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.bulgarihotels.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.bulgarihotels.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - L'Onice di Santo Stefano</title>
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<category>Gourmet hotel</category>
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&lt;p&gt;Una vista indimenticabile sulla citt&amp;#224; di &lt;strong&gt;Firenze&lt;/strong&gt; &amp;#232; il primo biglietto da vista dell&lt;strong&gt;'hotel Villa La Vedetta&lt;/strong&gt; ospitato in un romantico &lt;strong&gt;palazzo rinascimentale&lt;/strong&gt; e strategicamente posizionato in &lt;strong&gt;piazzale Michelangelo&lt;/strong&gt;. Oltre ad uno splendido parco con &lt;strong&gt;giardino all'italiana e piscina panoramica&lt;/strong&gt;, l'altro fiore all'occhiello di questo esclusivo hotel fiorentino &amp;#232; il &lt;strong&gt;ristorante gourmet Onice&lt;/strong&gt;, diventato celebre in citt&amp;#224; per l'eleganza degli ambienti, il servizio impeccabile e la cucina di alto livello premiata nel 2004 con una &lt;strong&gt;stella Michelin&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo &lt;strong&gt;chef Stefano Santo&lt;/strong&gt; ha alle spalle un curriculum internazionale di tutto rispetto presso il &lt;strong&gt;Peacock Alley di Dublino&lt;/strong&gt; e il pluristellato &lt;strong&gt;Square Restaurant di Londra&lt;/strong&gt; ma avuto anche la possibilit&amp;#224; di confrontarsi con la &lt;strong&gt;grande cucina toscana&lt;/strong&gt; lavorando come &lt;strong&gt;sous-chef di Gaetano Trovato&lt;/strong&gt;, anima del ristorante Arnolfo di Colle Val d'Elsa, uno dei punti fermi della ristorazione di questa regione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;cucina dell'Onice Lounge &amp;amp; Restaurant&lt;/strong&gt; &amp;#232; un mix equilibrato di &lt;strong&gt;prodotti del territorio interpretati in chiave contemporanea&lt;/strong&gt; con incursioni in gusti e sapori di altre culture culinarie. Da provare i &lt;strong&gt;menu stagionali&lt;/strong&gt; o i menu &lt;strong&gt;degustazione &amp;quot;Ignis, Terra e Aqua&amp;quot;&lt;/strong&gt; che propongono piatti come la &lt;em&gt;&amp;quot;zuppetta di ceci con cavolo croccante e tempura di gambero al cocco&amp;quot;&lt;/em&gt;, un'interpretazione inedita di due &lt;strong&gt;prodotti tipicamente toscani&lt;/strong&gt; come i ceci e il cavolo nero, oppure il &lt;em&gt;&amp;quot;tortino caldo di marroni con shot al miele, gelato al rosmarino e fior di sale&amp;quot;&lt;/em&gt; che diventa un omaggio ai sapori dell'autunno. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel menu del &lt;strong&gt;Ristorante Onice&lt;/strong&gt; non manca mai una gloria locale, &lt;strong&gt;la Bistecca di Fiorentina&lt;/strong&gt; servita con verdure, legumi e sale affumicato. La carta dei vini lascia primeggiare i &lt;strong&gt;grandi rossi toscani&lt;/strong&gt; che sottolineano il prestigio enogastronomico di questa regione.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Onice Lounge &amp;amp; Restaurant&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Hotel Villa La Vedetta &lt;br /&gt;
Viale Michelangiolo, 78 &lt;br /&gt;
Firenze&lt;br /&gt;
Tel. +39 055 681631&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.villalavedettahotel.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.villalavedettahotel.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Il vino della tempesta</title>
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<category>Vino e dintorni</category>
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&lt;p&gt;La storia di un vino come &lt;strong&gt;il Marsala&lt;/strong&gt; inizia da una tempesta. Nel &lt;strong&gt;1773&lt;/strong&gt; il commerciante inglese &lt;strong&gt;John Woodhouse&lt;/strong&gt; a causa del mare agitato approd&amp;#242; nel &lt;strong&gt;porto di Marsala&lt;/strong&gt;, invece che a Mazara del Vallo dove era diretto, e qui assaggi&amp;#242; il &lt;strong&gt;Perpetuum&lt;/strong&gt;, un &lt;strong&gt;robusto vino locale&lt;/strong&gt; di cui volle acquistare un grosso quantitativo. Durante il &lt;strong&gt;viaggio di ritorno in Inghilterra&lt;/strong&gt; il &lt;strong&gt;mare in burrasca&lt;/strong&gt; agit&amp;#242; le botti guastandone il contenuto ma Woodhouse non si perse d'animo e aggiunse alcool ad ogni botte per aumentare la gradazione del vino e conservarlo meglio. Il risultato di questo stratagemma fu sorprendente, il vino and&amp;#242; a ruba e da quel momento divent&amp;#242; uno dei vini preferiti dagli inglesi tra cui anche &lt;strong&gt;l'ammiraglio Nelson&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel &lt;strong&gt;1832&lt;/strong&gt; tra i &lt;strong&gt;produttori di Marsala&lt;/strong&gt; emerge il primo italiano, &lt;strong&gt;Vincenzo Florio&lt;/strong&gt; che costru&amp;#236; nella citt&amp;#224; di Marsala le &lt;strong&gt;splendide cantine in tufo&lt;/strong&gt; che ancora oggi si possono visitare. Alla famiglia Florio si deve il merito di avere dato &lt;strong&gt;un'anima moderna alla Sicilia&lt;/strong&gt; operando in campi diversi come tonnare, fonderie, compagnie di navigazione, ceramiche. L'orgoglio di famiglia rimase per&amp;#242; &lt;strong&gt;il Marsala&lt;/strong&gt;, quel vino nato da un errore il cui &lt;strong&gt;profumo evoca la Sicilia&lt;/strong&gt; in ogni parte del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella &lt;strong&gt;citt&amp;#224; di Marsala&lt;/strong&gt;, a pochi chilometri da &lt;strong&gt;Trapani&lt;/strong&gt; lungo la &lt;strong&gt;costa occidentale della Sicilia&lt;/strong&gt;, le &lt;strong&gt;cantine Florio&lt;/strong&gt; sono all'interno di un &lt;strong&gt;baglio ottocentesco di fronte al mare&lt;/strong&gt;. Visitarle vuole dire fare un viaggio all'indietro nel tempo lungo le navate scandite da archi a sesto acuto che ospitarono personaggi come &lt;strong&gt;Garibaldi e Tomasi di Lampedusa&lt;/strong&gt;. Questo &amp;#232; &lt;strong&gt;il regno del Marsala&lt;/strong&gt; pi&amp;#249; famoso nel mondo che ancora oggi viene lavorato e affinato in &lt;strong&gt;20.000 mq&lt;/strong&gt; di ambienti suggestivi come una chiesa. L'emozione di incontrare &lt;strong&gt;la pi&amp;#249; antica realt&amp;#224; vinicola siciliana&lt;/strong&gt; culmina nella visita all&lt;strong&gt;'Enoteca Storica creata dalla famiglia Florio&lt;/strong&gt; per conservare circa &lt;strong&gt;42.000 bottiglie&lt;/strong&gt; millesimate delle annate migliori tra cui le &lt;strong&gt;riserve del 1939 e del 1944&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cantine Florio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Vincenzo Florio, 1&lt;br /&gt;
Marsala (Trapani)&lt;br /&gt;
Tel. +39 0923 781306/305&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.cantineflorio.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.cantineflorio.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Orario visite prestabilite&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Da Luned&amp;#236; a Venerd&amp;#236;: 10:00/11:00/15:30/16:30&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Sabato: 9:30/10:30/11:00&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Cuoche da salotto</title>
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<category>Cooking Class</category>
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&lt;p&gt;Otto anni di attivit&amp;#224; e un'atmosfera coinvolgente e stimolante. La &lt;strong&gt;scuola di cucina &amp;quot;Cuochepercaso&amp;quot;&lt;/strong&gt; nasce dalla passione di &lt;strong&gt;Valeria Vocaturo&lt;/strong&gt; per il buon cibo di casa ed &amp;#232; diventata un punto di incontro per chi a &lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt; vuole migliorare la propria &lt;strong&gt;creativit&amp;#224; in cucina&lt;/strong&gt;. Facile da raggiungere nel cuore del &lt;strong&gt;quartiere Prati&lt;/strong&gt;, la cucina di Valeria &amp;#232; allegra e luminosa come i grembiuli arancio che vengono dati ai partecipanti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La scuola &amp;#232; in realt&amp;#224; un punto di incontro dove &amp;#232; possibile scegliere tra un &lt;strong&gt;ricco calendario di lezioni&lt;/strong&gt; che spaziano dalla &lt;strong&gt;cucina di base alla cucina regionale&lt;/strong&gt;, dai &lt;strong&gt;piatti etnici&lt;/strong&gt; alla piccola pasticceria fino ai suggerimenti per la tavola delle feste. Profondamente interessata alla &lt;strong&gt;cultura del cibo&lt;/strong&gt; in ogni suo aspetto, Valeria ha anche fondato &lt;strong&gt;l'associazione culturale &amp;quot;La mia cucina di casa&amp;quot;&lt;/strong&gt; che promuove la diffusione della &lt;strong&gt;cultura culinaria di ogni parte del mondo&lt;/strong&gt;, difendendo la biodiversit&amp;#224; in opposizione alla omologazione di cibi e sapori. Per questo da &amp;quot;Cuochepercaso&amp;quot; &amp;#232; possibile anche frequentare i Luned&amp;#236; di &lt;strong&gt;Letteratura Gastronomica&lt;/strong&gt; dove vengono presentati libri interessanti di &amp;quot;cucina e dintorni&amp;quot;, i Sabati della &lt;strong&gt;Storia Gastronomica&lt;/strong&gt; con incontri sulla &lt;strong&gt;cucina ebraico-romanesca&lt;/strong&gt; arricchiti da visite guidate per scoprire la citt&amp;#224; in modo diverso.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel corso di ogni incontro ci si confronta anche sui migliori &lt;strong&gt;attrezzi da cucina&lt;/strong&gt;, si scambiano gli &lt;strong&gt;indirizzi dei pi&amp;#249; golosi rivenditori di Roma&lt;/strong&gt;, si parla di ristoranti, &lt;strong&gt;trucchi per risparmiare, ricette di famiglia&lt;/strong&gt;. Particolarmente interessanti sono le lezioni sulla &lt;strong&gt;preparazione di pane, grissini e pizze&lt;/strong&gt;, quelle che esplorano tecniche di cottura come il vapore e la frittura o le divertenti &lt;strong&gt;lezioni sul cibo e le stelle&lt;/strong&gt;, dove Valeria con l'aiuto di due astrologhe cerca di individuare i piatti pi&amp;#249; adatti ad ogni segno zodiacale. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scuola di cucina Cuochepercaso&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Germanico, 197 &lt;br /&gt;
Roma &lt;br /&gt;
Tel. +39 063216620&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.cuochepercaso.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.cuochepercaso.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Giardini veneziani</title>
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<category>Green Ideas</category>
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&lt;p&gt;Guardare &lt;strong&gt;Venezia&lt;/strong&gt; dall'altro pu&amp;#242; generare un moto di sorpresa per la miriade di &lt;strong&gt;tasselli verdi&lt;/strong&gt; che si inseriscono tra calli e palazzi. Venezia ha una trama nascosta di giardini che &lt;strong&gt;tra '600 e l'800&lt;/strong&gt; erano considerati numerose centinaia. Oggi i &lt;strong&gt;giardini di Venezia&lt;/strong&gt; sono un labirinto nel labirinto, a volte sconosciuti, a volte non accessibili, e richiedono passione e spirito di esplorazione per essere scoperti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Presso il &lt;strong&gt;palazzo di C&amp;#224; Rezzonico&lt;/strong&gt;, sede del &lt;strong&gt;museo del Settecento Veneziano&lt;/strong&gt;, si pu&amp;#242; trovare una splendida ricostruzione di &lt;strong&gt;&amp;quot;giardino di palazzo&amp;quot;&lt;/strong&gt; con elementi tipici come le aiuole geometriche, la pergola e la vera da pozzo. Un altro spazio verde che suggerisce come fossero i &lt;strong&gt;giardini settecenteschi&lt;/strong&gt; veneziani &amp;#232; quello di &lt;strong&gt;C&amp;#224; Tron&lt;/strong&gt; oggi sede dell&lt;strong&gt;'Istituto Universitario di Architettura di Venezia&lt;/strong&gt;. Tra i &lt;strong&gt;giardini ottocenteschi&lt;/strong&gt; vi sono alcuni parchi pubblici meno conosciuti che rappresentano un'esplorazione alternativa della Serenissima: il &lt;strong&gt;giardino Savorgnan&lt;/strong&gt; nei pressi del &lt;strong&gt;Ponte delle Guglie&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;giardino Groggia a Cannaregio&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;Giardini reali&lt;/strong&gt; a fianco di &lt;strong&gt;Piazza San Marco&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Alcuni tra i pi&amp;#249; suggestivi giardini veneziani appartengono ad hotel esclusivi che al lusso degli ambienti uniscono il fascino di questi gioielli verdi. Uno di questi &amp;#232; il &lt;strong&gt;giardino Rizzo Patarol&lt;/strong&gt; oggi di propriet&amp;#224; del Grand Hotel dei Dogi a &lt;strong&gt;Cannaregio&lt;/strong&gt;. Agli inizi del '700 venne strutturato come &lt;strong&gt;giardino botanico&lt;/strong&gt;, poi fu modificato secondo la moda romantica  e infine nel 2002 venne restaurato con cura e arricchito di rose, clematidi e ortensie. Un altro esempio di &lt;strong&gt;giardino storico&lt;/strong&gt; &amp;#232; quello dell&lt;strong&gt;'Hotel Cipriani alla Giudecca&lt;/strong&gt; dove piante e fiori si alternano agli orti e alle vigne che la tradizione popolare afferma furono frequentate da &lt;strong&gt;Casanova&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da non perdere anche &lt;strong&gt;due giardini contemporanei&lt;/strong&gt; come il piccolo e ricercato spazio verde, quasi un giardino zen, realizzato da Carlo Scarpa negli anni '50 per la &lt;strong&gt;Fondazione Querini Stampalia&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.querinistampalia.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.querinistampalia.it&lt;/a&gt;). Entrando nel palazzo della Fondazione in &lt;strong&gt;Campo Santa Maria Formosa&lt;/strong&gt; una parete di cristallo sembra far entrare nel salone il verde del prato. Notevole &amp;#232; anche il &lt;strong&gt;Teatro Verde della Fondazione Giorgio Cini&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.cini.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.cini.it&lt;/a&gt;) nel &lt;strong&gt;parco dell'Isola di San Giorgio&lt;/strong&gt;, ispirato all'armonia degli anfiteatri classici ma anche alla tradizione dei &lt;em&gt;&amp;quot;teatri di verzura&amp;quot;&lt;/em&gt;  e da poco riaperto al pubblico. Per chi vuole farsi sedurre dalla dimensione segreta dei giardini veneziani c'&amp;#232; il &lt;strong&gt;Wigwam Club Giardini Storici Venezia&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.giardini-venezia.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.giardini-venezia.it&lt;/a&gt;), un'associazione che organizza numerose visite a giardini privati che normalmente non sono visitabili.&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Caravaggio e Bacon</title>
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<category>Viaggiare ad arte</category>
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Cortocircuito estetico&lt;/strong&gt;. Esperienza da vertigine. Questo pu&amp;#242; essere l'effetto sul visitatore della &lt;strong&gt;mostra &amp;quot;Caravaggio-Bacon&amp;quot;&lt;/strong&gt; in atto &lt;strong&gt;fino al 24 gennaio 2010&lt;/strong&gt; alla &lt;strong&gt;Galleria Borghese di Roma&lt;/strong&gt;. Un'iniziativa ardita che pone a confronto, con un salto temporale di quattrocento anni, &lt;strong&gt;due tra le personalit&amp;#224; pi&amp;#249; geniali e complesse dell'arte occidentale&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'accostamento tra i due pittori non ha ragioni storiche, dal momento che non si possono affermare riferimenti alla &lt;strong&gt;pittura di Caravaggio&lt;/strong&gt; nelle &lt;strong&gt;opere di Francis Bacon&lt;/strong&gt;. Eppure &amp;#232; possibile creare tra questi due personaggi un'invisibile nesso che li accomuna nell'alone di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;pittore maledetto&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, nella concentrazione sulla &lt;strong&gt;figura umana&lt;/strong&gt;, nella predilezione per la forma espressiva del ritratto e per il colore nero che consente di lavorare sui &lt;strong&gt;contrasti di luce ed ombra&lt;/strong&gt;. Entrambi giocatori d'azzardo, entrambi uomini tormentati dalla tragedia della vita che hanno saputo trasferire nelle loro &lt;strong&gt;opere con un'intensit&amp;#224; dolorosa e geniale&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La mostra presenta &lt;strong&gt;quattordici opere di Caravaggio&lt;/strong&gt;, di cui sei appartengono alla collezione permanente della Galleria Borghese come il &lt;em&gt;&amp;quot;Bacchino malato&amp;quot;&lt;/em&gt; o la &lt;em&gt;&amp;quot;Madonna dei Palafrenieri&amp;quot;&lt;/em&gt;.  Le &lt;strong&gt;opere di Bacon sono sedici&lt;/strong&gt; (di cui due trittici) in parte provenienti dalla &lt;strong&gt;Tate Gallery di Londra&lt;/strong&gt; dove da poco si &amp;#232; conclusa una mostra monografica sull'artista. Tra i quadri del &lt;strong&gt;pittore dublinese&lt;/strong&gt; spiccano quelli su &lt;em&gt;Papa Innocenzo X ritratto da Vel&amp;#224;zquez&lt;/em&gt;. Protagonista della mostra &amp;#232; l'emozione dello spettatore che pu&amp;#242; creare una personale rete di rimandi tra i due artisti e scoprire come il genio annulla i confini temporali per rimanere intatto nella sua potenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo evento rientra nel ciclo di dieci &lt;strong&gt;grandi mostre monografiche&lt;/strong&gt; in dieci anni che la &lt;strong&gt;Galleria Borghese&lt;/strong&gt; ha iniziato nel 2006 con la mostra su Raffaello continuando nel 2008 con quelle su Antonio Canova e il Correggio. Dopo la mostra su Caravaggio e Bacon seguiranno con cadenza annuale le mostre su Dosso Dossi, Tiziano, Cranach, Bernini, Domenichino fino a quella programmata per il 2015 sui Borghese e l'Antico.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Caravaggio-Bacon&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Galleria Borghese&lt;br /&gt;
Piazzale Museo Borghese 5 - Roma &lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.caravaggio-bacon.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caravaggio-bacon.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;2 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Orari: da marted&amp;#236; a domenica, dalle 9.00 alle 19.00&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Prenotazione obbligatoria&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Le Seterie del Re</title>
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<category>Viaggiare ad arte</category>
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&lt;p&gt;A pochi chilometri dalla &lt;strong&gt;Reggia di Caserta&lt;/strong&gt; sorge un esempio unico in Italia di &lt;strong&gt;utopia reale a sfondo illuminista&lt;/strong&gt;. Quando &lt;strong&gt;nel 1759&lt;/strong&gt; il re Carlo III occup&amp;#242; il trono di Spagna lasci&amp;#242; il &lt;strong&gt;Regno di Napoli e delle due Sicilie&lt;/strong&gt; in eredit&amp;#224; al figlio &lt;strong&gt;Ferdinando IV&lt;/strong&gt;. Il giovane re decise di convertire il piccolo &lt;strong&gt;borgo di San Leucio&lt;/strong&gt;, che veniva utilizzato come casino di caccia, in un esperimento industriale e sociale legato alla &lt;strong&gt;manifattura della seta&lt;/strong&gt;. Nel 1778 venne creata quindi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Ferdinandopoli&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, una citt&amp;#224; ideale costruita attorno a una &lt;strong&gt;reggia-filanda&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per la prima volta un re sceglieva di condividere i propri spazi con gli ambienti produttivi e le &lt;strong&gt;abitazioni dei tessitori&lt;/strong&gt; che vennero costruite tutte uguali. La manifattura era a ciclo completo con locali dedicati all&lt;strong&gt;'allevamento dei bachi da seta&lt;/strong&gt;, alla &lt;strong&gt;torcitura&lt;/strong&gt; tramite strumenti azionati da ruote idrauliche e alla &lt;strong&gt;tessitura realizzata su telai di ciliegio&lt;/strong&gt;. Straordinaria &amp;#232; la portata innovativa del &lt;strong&gt;&amp;quot;Codice delle leggi&amp;quot;&lt;/strong&gt; promulgato nel 1789: uomini e donne che lavoravano nelle seterie erano considerati uguali, il salario era proporzionale al merito, la scuola era gratuita e obbligatoria, parte dei guadagni andavano versati in una &lt;strong&gt;Cassa della Carit&amp;#224;&lt;/strong&gt; in favore degli invalidi e dei malati. Inoltre, il re regal&amp;#242; &lt;strong&gt;un telaio ad ogni famiglia&lt;/strong&gt; perch&amp;#233; venisse tramandata &lt;strong&gt;l'arte della seta&lt;/strong&gt;. La fama delle &lt;strong&gt;seterie reali di San Leucio&lt;/strong&gt; si diffuse a tutte le corti d'Europa che ne ricercavano i preziosi manufatti. Questo sogno si interruppe nel 1799 con la Rivoluzione Francese ma ancora oggi la &lt;strong&gt;manifatture di San Leucio&lt;/strong&gt; sono attive tanto da fornire le sete per le &lt;strong&gt;bandiere della Casa Bianca e di Buckingham Palace&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;complesso della Real Colonia&lt;/strong&gt; &amp;#232; stato restaurato e dichiarato &lt;strong&gt;Patrimonio dell'Umanit&amp;#224; dall'UNESCO&lt;/strong&gt;. Oggi la visita del sito comprende gli &lt;strong&gt;Appartamenti Reali&lt;/strong&gt; con sale affrescate e lo splendido &lt;strong&gt;Bagno della Regina&lt;/strong&gt;, realizzato per &lt;strong&gt;Maria Carolina&lt;/strong&gt; come un a bagno termale romano; gli spazi di &lt;strong&gt;Archeologia Industriale&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;antichi attrezzi e telai&lt;/strong&gt; perfettamente funzionanti; il &lt;strong&gt;Museo della seta&lt;/strong&gt; che accoglie un'esposizione di tessuti; i &lt;strong&gt;Giardini del Belvedere&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Casa del Tessitore&lt;/strong&gt;, visitabile su richiesta, come esempio di abitazione operaia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Real Fabbrica della seta di San Leucio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Numero Verde: 800.41.15.15&lt;br /&gt;
Tel. +39 0823 301817&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.realbelvedere.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.realbelvedere.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Orario invernale: dalle ore 9.00 alle ore 18.00 (l'ultima visita parte alle ore 16.30)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Orario estivo: dalle ore 9.30 alle ore 18.30 (l'ultima visita parte alle ore 17.00)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;Giorno di chiusura: marted&amp;#236; &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Caff&#232; Italia</title>
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<category>Top of the Month</category>
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Caff&amp;#232; e storia italiana&lt;/strong&gt;. Due realt&amp;#224; profondamente legate visto che nel 1615 il caff&amp;#232; fu introdotto in Europa proprio dai commercianti veneziani che lo importavano dall'Oriente. Per questo motivo &lt;strong&gt;Venezia&lt;/strong&gt; fu la prima citt&amp;#224; italiana ad assaporare il gusto del caff&amp;#232; e divenne la patria delle prime &lt;em&gt;&amp;quot;Botteghe del caff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt; tra cui il celebre &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Florian&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffeflorian.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffeflorian.com&lt;/a&gt;) &lt;strong&gt;fondato nel 1720&lt;/strong&gt;, che ancora oggi si affaccia su &lt;strong&gt;Piazza San Marco&lt;/strong&gt; ed &amp;#232; considerato il pi&amp;#249; antico d'Europa. Oltre a questo storico locale che fu frequentato da &lt;strong&gt;Goldoni e Casanova&lt;/strong&gt; sulla piazza si affacciano altre due caffetterie storiche, il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Lavena&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.lavena.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.lavena.it&lt;/a&gt;) frequentato da musicisti come &lt;strong&gt;Wagner e Liszt&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;Gran Caff&amp;#232; Quadri&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.quadrivenice.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.quadrivenice.com&lt;/a&gt;) amato da &lt;strong&gt;Lord Byron&lt;/strong&gt;. Dopo Venezia la moda di bere &lt;em&gt;&amp;quot;l'acqua negra bollente&amp;quot;&lt;/em&gt; si diffuse nelle principali citt&amp;#224; italiane dove si aprirono caffetterie frequentate da politici, scrittori e filosofi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt; vanta un buon numero di questi &lt;strong&gt;caff&amp;#232; storici&lt;/strong&gt; che ancora oggi conservano intatto il loro fascino e che erano teatro soprattutto della vita politica cittadina. Il suggestivo &lt;strong&gt;Al Bicerin&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.bicerin.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.bicerin.it&lt;/a&gt;) &amp;#232; uno scrigno di specchi e velluto come al tempo di &lt;strong&gt;Cavour&lt;/strong&gt;, la &lt;strong&gt;Caffetteria Baratti &amp;amp; Milano&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.barattiemilano.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.barattiemilano.it&lt;/a&gt;) &amp;#232; ornata di marmi, boiserie di legno e lo &lt;strong&gt;stemma di Casa Savoia&lt;/strong&gt;; il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; San Carlo&lt;/strong&gt; fu il primo locale italiano a dotarsi di illuminazione a gas e nel 1837 fu anche chiuso come sede di attivit&amp;#224; sovversive.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Trieste&lt;/strong&gt; ha un rapporto profondo con questa bevanda sia perch&amp;#233; accoglie alcuni tra i pi&amp;#249; suggestivi &lt;strong&gt;caff&amp;#232; storici italiani&lt;/strong&gt;, sia perch&amp;#233; &amp;#232; la patria di una grande realt&amp;#224; del settore come &lt;strong&gt;Illy&lt;/strong&gt; che tra le numerose iniziative per promuovere la &lt;strong&gt;cultura del caff&amp;#232;&lt;/strong&gt; ha istituito anche l&lt;em&gt;&amp;quot;Universit&amp;#224; del caff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt; rivolta sia ai professionisti che agli appassionati (&lt;a href=&quot;http://www.unicaffe.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.unicaffe.it&lt;/a&gt;). Visitando locali dal &lt;strong&gt;fascino mitteleuropeo&lt;/strong&gt; come il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; degli Specchi&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffespecchi.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffespecchi.it&lt;/a&gt;), il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Tommaseo&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffetommaseo.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffetommaseo.com&lt;/a&gt;), il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; San Marco&lt;/strong&gt; si comprende come a Trieste il ritrovarsi al caff&amp;#232; sia ancora una consuetudine abituale di giovani e meno giovani. Non a caso ogni anno nel periodo natalizio viene organizzata la manifestazione &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Le vie del caff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; con concerti e spettacoli teatrali ambientati nei principali caff&amp;#232; della citt&amp;#224;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Padova&lt;/strong&gt; non pu&amp;#242; mancare nella lista delle &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;citt&amp;#224; del caff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; per il suo celebre &lt;strong&gt;Pedrocchi&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffepedrocchi.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffepedrocchi.it&lt;/a&gt;), il caff&amp;#232; senza porte che &lt;strong&gt;Stendhal&lt;/strong&gt; defin&amp;#236; il &lt;em&gt;&amp;quot;migliore d'Italia&amp;quot;&lt;/em&gt; e che oggi &amp;#232; ritornato agli antichi splendori proponendo anche una serie di incontri culturali e qualificandosi come uno dei migliori ristoranti del Veneto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Milano&lt;/strong&gt; nel 1800 trasform&amp;#242; alcuni caff&amp;#232; in autentici scenari di dibattito culturale e politico. Ricordando alcune pagine di storia italiana oggi si pu&amp;#242; assaporare questa atmosfera sedendo tra i &lt;strong&gt;decori liberty del Caff&amp;#232; Zucca&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffemiani.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffemiani.it&lt;/a&gt;) in &lt;strong&gt;Galleria Vittorio Emanuele&lt;/strong&gt;. Qui facevano le ore piccole &lt;strong&gt;Puccini, Verdi e Toscanini&lt;/strong&gt; e il caff&amp;#232; venne ritratto da Boccioni nel celebre quadro &lt;em&gt;&amp;quot;Rissa in Galleria&amp;quot;&lt;/em&gt;. Un'altra istituzione milanese &amp;#232; &lt;strong&gt;Cova&lt;/strong&gt; in via Montenapoleone, uno dei &lt;strong&gt;locali-salotto pi&amp;#249; esclusivi della citt&amp;#224;&lt;/strong&gt; che in passato fu un ritrovo di patrioti. A confermare la dimensione intellettuale che spesso caratterizza i &lt;strong&gt;caff&amp;#232; milanesi&lt;/strong&gt; c'&amp;#232; l'esempio recente del &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Letterario&lt;/strong&gt; di via Solferino 27 dove si possono sfogliare i libri messi a disposizione sui tavoli, prenderli in prestito a casa, portare i propri e innescare una rete di commenti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Firenze&lt;/strong&gt; &amp;#232; una tappa interessante di questo itinerario italiano al sapore di caff&amp;#232; grazie al &lt;strong&gt;Gran Caff&amp;#232; Giubbe Rosse&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.giubberosse.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.giubberosse.it&lt;/a&gt;) che deve il proprio nome alle divise fiammanti dei camerieri secondo lo stile viennese. Anche questo locale ebbe il proprio &lt;em&gt;&amp;quot;battesimo di fuoco&amp;quot;&lt;/em&gt; dal punto di vista culturale con una rissa memorabile tra &lt;strong&gt;Futuristi di Milano e i Vociani fiorentini&lt;/strong&gt;. Ancora il locale mantiene viva la propria identit&amp;#224; culturale con iniziative come gli &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Incontri letterari&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; del mercoled&amp;#236;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Roma&lt;/strong&gt; considera il &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Greco&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.anticocaffegreco.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.anticocaffegreco.it&lt;/a&gt;), a pochi passi da &lt;strong&gt;Piazza di Spagna&lt;/strong&gt;, uno dei simboli del proprio fascino eterno. Le propriet&amp;#224; corroboranti del caff&amp;#232; qui accesero le migliori menti degli ultimi due secoli. Addirittura si dice che se lo frequentasse un cardinale potrebbe anche diventare papa come accadde a &lt;strong&gt;Leone XIII&lt;/strong&gt;. In citt&amp;#224; ci sono altre realt&amp;#224; contemporanee che hanno puntato sul binomio &lt;strong&gt;caff&amp;#232;-cultura&lt;/strong&gt;. E' il caso del &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Letterario&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffeletterarioroma.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffeletterarioroma.it&lt;/a&gt;) del &lt;strong&gt;quartiere Ostiense&lt;/strong&gt;, un progetto polifunzionale con aree dedicate al design, un &lt;em&gt;&amp;quot;bibliocaff&amp;#232;&amp;quot;&lt;/em&gt;, e anche una sede di produzione televisiva.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Napoli&lt;/strong&gt; vive la propria identit&amp;#224; in simbiosi profonda con il caff&amp;#232;, una bevanda di culto celebrata da canzoni, film, grandi interpreti come &lt;strong&gt;Edoardo de Filippo e Tot&amp;#242;&lt;/strong&gt;. Eppure qui il caff&amp;#232; si diffuse solo nell'800 con la comparsa dei &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;caffettieri&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, venditori ambulanti che giravano le strade all'alba portando contenitori pieni di caff&amp;#232; e un cesto con zucchero e tazzine. Nello stesso periodo comparvero le caffetterie sullo stampo di quelle sorte nelle altre citt&amp;#224; d'Italia e d'Europa. Un esempio splendido &amp;#232; il &lt;strong&gt;Gran Caff&amp;#232; Gambrinus&lt;/strong&gt; (&lt;a href=&quot;http://www.caffegambrinus.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.caffegambrinus.com&lt;/a&gt;) quasi una pinacoteca nel cuore della citt&amp;#224; grazie alle opere di alcuni tra i maggiori artisti dell'epoca.&lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - Viaggio nella Sicilia barocca</title>
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Citt&amp;#224; come giardini di pietra&lt;/strong&gt;. Una pietra che al tramonto si tinge di rosa. &lt;strong&gt;Da Noto a Ragusa&lt;/strong&gt; &amp;#232; un &lt;strong&gt;tripudio d'arte barocca&lt;/strong&gt;: chiese e palazzi creano delle indimenticabili scenografie, con paesi che sembrano presepi arroccati sulla roccia. Eppure &amp;#232; una ricchezza segnata da un terribile evento. &amp;#200; il 1693 e il lato Sud Est della Sicilia viene squassato da un terribile terremoto. Le &lt;strong&gt;province di Ragusa e Siracusa&lt;/strong&gt; sono fra le pi&amp;#249; colpite, ma &amp;#232; proprio per questo evento tragico che il destino di questi luoghi cambia. Un nuovo fervore, soprattutto religioso, spinge la ricostruzione. &amp;#200; il &lt;strong&gt;secolo del Barocco&lt;/strong&gt; e architetti come il siracusano Rosario Gagliardi cambiano il volto di questi luoghi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Noto&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;capitale del Barocco&lt;/em&gt;, &amp;#232; protetta dall'Unesco in quanto patrimonio dell'umanit&amp;#224;. Lungo la via principale, &lt;strong&gt;Corso Vittorio Emanuele&lt;/strong&gt;, si incontrano tre piazzette con altrettante chiese barocche: &lt;strong&gt;San Francesco all'Immacolata&lt;/strong&gt;, preceduta dalla sua imponente scalinata, il &lt;strong&gt;Monastero del Santissimo Salvatore&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;Convento di Santa Chiara&lt;/strong&gt;. Sfocia quindi in Piazza Municipio, il salotto buono della citt&amp;#224;. Qui si affaccia &lt;strong&gt;la Cattedrale&lt;/strong&gt;, con la sua scenografica facciata introdotta da un'ampia scalinata e scandita da due campanili. Ai lati della Cattedrale, il &lt;strong&gt;Palazzo Vescovile del XIX sec.&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;Palazzo Landolina&lt;/strong&gt;. Sul lato opposto ancora le linee curve di Palazzo Ducezio, sede del comune, e infine la Chiesa di San Domenico, del Gagliardi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tappa successiva a &lt;strong&gt;Pachino&lt;/strong&gt;, per una &lt;strong&gt;sosta gastronomica&lt;/strong&gt;. &amp;#200; qui che si producono i famosi &lt;strong&gt;pomodorini di Pachino Igp&lt;/strong&gt; (indicazione geografica protetta), che devono il loro sapore alla meravigliosa terra in cui crescono, dove il clima &amp;#232; mite e le acque irrigue contengono un alto grado di salinit&amp;#224;. A due passi si trova &lt;strong&gt;Portopalo di Capo Passero&lt;/strong&gt;, il punto pi&amp;#249; a &lt;strong&gt;Sud della Sicilia&lt;/strong&gt;, che addirittura si trova al di sotto del parallelo di Tunisi. Qui si possono ancora osservare gli stabilimenti della &lt;strong&gt;tonnara di Capo Passero&lt;/strong&gt;, oggi non pi&amp;#249; in funzione, notevole esempio di archeologia industriale. Ma il consiglio migliore &amp;#232; quello di trovare una spiaggia riparata e godere dello splendido mare che lambisce queste coste, prima di ricominciare il viaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Rientrati nell'interno, nel viaggio verso Ragusa, una sosta a &lt;strong&gt;Modica&lt;/strong&gt; non si pu&amp;#242; trascurare. Al centro di una vallata, &lt;strong&gt;Modica sembra un presepe di pietra&lt;/strong&gt;. Al suo interno, per&amp;#242;, nasconde una netta divisione, fra due parti della citt&amp;#224; che un tempo erano rivali. &amp;#200; per questo che ha &lt;strong&gt;due duomi&lt;/strong&gt;: la &lt;strong&gt;Chiesa di San Giorgio&lt;/strong&gt;, uno dei pi&amp;#249; spettacolari esempi di &lt;strong&gt;barocco ibleo&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Chiesa di San Pietro&lt;/strong&gt;. A mettere d'accordo tutti, &amp;#232; la dolcezza del &lt;strong&gt;cioccolato di Modica&lt;/strong&gt;, che merita un'altra sosta gourmet.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultima tappa a &lt;strong&gt;Ragusa&lt;/strong&gt;, con la sua doppia anima. A una &lt;strong&gt;Ragusa novecentesca&lt;/strong&gt;, dove tuttavia non mancano &lt;strong&gt;chiese e palazzi barocchi&lt;/strong&gt; disseminati qui e l&amp;#224;, si contrappone un &lt;strong&gt;centro storico&lt;/strong&gt; un tempo abbandonato, ma oggi rinato grazie al turismo: &lt;strong&gt;Ragusa Ibla&lt;/strong&gt;. Gi&amp;#224; la discesa a Ibla &amp;#232; un'avventura fra tornanti e scalinate, da fare a piedi se non si vogliono perdere i magnifici scorci che riserva questa strada. Il &lt;strong&gt;Duomo di San Giorgio&lt;/strong&gt; &amp;#232; senza dubbio il tesoro pi&amp;#249; importante che riserva questo scrigno che &amp;#232; Ibla. Opera del &lt;strong&gt;Gagliardi&lt;/strong&gt;, si presenta con la caratteristica forma a torre di molti &lt;strong&gt;edifici di culto della Val di Noto&lt;/strong&gt;. Attribuita al Gagliardi anche la &lt;strong&gt;Chiesa di San Giuseppe&lt;/strong&gt;, dalla facciata molto simile a quella del Duomo. Infine, un ultimo sguardo a queste terre dalla curatissima &lt;strong&gt;Villa Comunale o Giardino Ibleo&lt;/strong&gt;, con il suo magnifico sfondo panoramico.&lt;/p&gt;
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