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<title>ItalyTraveller - Itinerari ed Experiences</title>
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<language>it</language>
<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 13:14:37 +0100</pubDate>
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<title>Experiences - Arte e sospiri d'amore</title>
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<category>Arte</category>
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&lt;h4&gt;Verona &amp;#232; la citt&amp;#224; dell'amore&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Chi riesce a contestare questa certezza condivisa da migliaia di persone in tutto il mondo? Eppure parte dei luoghi attribuiti a &lt;strong&gt;Giulietta e Romeo&lt;/strong&gt; sono privi di veridicit&amp;#224; storica da momento che furono fortemente &amp;quot;sistemati&amp;quot; nel 1935 da un Sopraintendente desideroso di alimentare questa leggenda. In realt&amp;#224; &lt;strong&gt;Verona&lt;/strong&gt; &amp;#232; romantica davvero, immersa in un'atmosfera preziosa dove si sente il respiro di un grande passato. Basta attraversare &lt;strong&gt;Piazza delle Erbe&lt;/strong&gt; con l'antico foro romano, ricordare con un brivido l'assassinio di Mastino I dietro le Case Mazzanti, ammirare l'imponenza del Palazzo Comunale su cui svetta la Torre dei Lamberti. Ma se si &amp;#232; in coppia, e per giunta innamorati, un tocco &lt;strong&gt;romantico-kitsch&lt;/strong&gt; alla visita di Verona &amp;#232; doveroso.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;La casa, il balcone e le lettere di Giulietta&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La Casa di Giulietta&lt;/strong&gt; in via Cappello &amp;#232; il luogo pi&amp;#249; conosciuto, visitato, fotografato e forse anche il pi&amp;#249; improbabile dal punto di vista storico, visto che fu fortemente rimaneggiata agli inizi del '900 ad esempio con l'aggiunta del famoso balcone. Eppure la leggenda romantica &amp;#232; pi&amp;#249; forte della verit&amp;#224; storica e allora almeno &lt;strong&gt;un bacio davanti alla statua di bronzo di Giulietta&lt;/strong&gt; bisogna concederselo. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Tornati a casa vale la pena di inviare una lettera a &amp;quot;Giulietta Capuleti-Verona&amp;quot; raccontando le proprie vicende d'amore. Incredibile ma vero si ricever&amp;#224; una risposta dalle volontarie del &lt;strong&gt;Club di Giulietta&lt;/strong&gt; che con pazienza rispondono alle numerosissime lettere che arrivano da ogni parte del globo (in pratica &amp;#232; come scrivere a Babbo Natale :D)&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Due cuori e una tessera sul Terrazzo degli Innamorati&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Dal cortile della &lt;strong&gt;Casa di Giulietta&lt;/strong&gt; si accede con una scalinata alla &lt;strong&gt;Terrazza degli Innamorati&lt;/strong&gt; che &amp;#232; parte integrante del Teatro Stabile di Verona. La terrazza &amp;#232; &lt;strong&gt;uno dei punti pi&amp;#249; romantici della citt&amp;#224;&lt;/strong&gt; e offre una vista panoramica del luogo dove, secondo la leggenda, Giulietta e Romeo scoprirono il loro amore. Nel 2008 la pavimentazione &amp;#232; stata restaurata con 60.000 tessere di marmo e in questa occasione &amp;#232; stato lanciato il progetto &amp;quot;Lovestone&amp;quot;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Tutte le coppie possono lasciare un segno indelebile del loro amore su una delle tessere facendola incidere a laser e ottenendo anche un certificato che riporta il numero e la posizione.&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Dove la romantica storia ebbe la sua triste fine. Un'altra tappa di questo percorso artistico-amoroso &amp;#232; la &lt;strong&gt;Tomba di Giulietta&lt;/strong&gt; che si trova subito fuori le mura della citt&amp;#224;, all'interno del convento di San Francesco al Corso. Un sotterraneo a cui si accede dal chiostro accoglie il sarcofago aperto davanti a cui ogni anno sospirano migliaia di persone. Il fascino dell'antico convento aumenta la suggestione e si finisce per dimenticare che quasi sicuramente Giulietta non &amp;#232; mai stata sepolta qui. All'interno del convento si trova il &lt;strong&gt;Museo degli Affreschi Cavalcaselle&lt;/strong&gt; che accoglie una collezione di affreschi dal X al XVI sec. asportati da chiese e palazzi. &lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Una guida-gioco per scoprire la citt&amp;#224; in due&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Per non rinunciare ad un pizzico di emozione e originalit&amp;#224; si pu&amp;#242; scoprire &lt;strong&gt;Verona&lt;/strong&gt; con la guida gioco &lt;strong&gt;Verona Amor&lt;/strong&gt; edita da WhaiWhai. Trentacinque luoghi di Verona diventano il teatro di trentacinque mini racconti enigmatici e intriganti attraverso cui scoprire i segreti della citt&amp;#224;. Immaginando che l'ultimo discendente della famiglia dei Capuleti abbia bisogno di aiuto ci si impegna in un'affascinante esplorazione guidati dagli sms che vengono inviati sul cellulare e che rimandano a specifiche pagine della guida.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Dove fermarsi a cena&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Chi vuole rimanere in citt&amp;#224; pu&amp;#242; prenotare un tavolo in un'antica mescita, &lt;strong&gt;L'Antica Bottega del Vino&lt;/strong&gt; in via Scudo di Francia 3. Un luogo accogliente dal sapore d'altri tempi dove gustare i piatti della cucina tradizionale.&lt;br /&gt;
Se si cerca un luogo tranquillo fuori citt&amp;#224; la meta &amp;#232; &lt;strong&gt;Bardolino sulle sponde del Lago di Garda&lt;/strong&gt; per assaporare una cena al ristorante &lt;strong&gt;La Loggia Rambald&lt;/strong&gt;i ospitato in un antico edificio cinquecentesco in Piazza Principe Amedeo affacciata sul porto.&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
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<title>Experiences - Le Langhe nel piatto</title>
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<category>Gourmet</category>
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&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&amp;quot;Andar per Langa&amp;quot;&lt;/strong&gt; &amp;#232; un'espressione che si sente spesso in&lt;strong&gt; Piemonte&lt;/strong&gt; e indica il piacevole vagare nel territorio compreso tra le citt&amp;#224; di &lt;strong&gt;Alba, Mondov&amp;#236; e Acqui Terme&lt;/strong&gt;. Una dopo l'altra le colline si susseguono e sono protagoniste del paesaggio, percorse da piccole strade provinciali che arrivano sul crinale e poi discendono dolcemente. Intorno troverete castelli, piccoli borghi, vigneti e una costellazione golosa di &lt;strong&gt;enoteche&lt;/strong&gt; e piccoli produttori che portano avanti la bandiera di una grande tradizione gastronomica. Il vino &amp;#232; un elemento fondamentale nella cultura di questo territorio ma non si devono dimenticare anche gli altri prodotti tipici come la &lt;strong&gt;carne, i formaggi di Langa, le nocciole, i salumi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;I primi piatti con cui iniziare un pasto &amp;quot;di Langa&amp;quot;&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tajarin e agnolotti del plin&lt;/strong&gt;: ecco i due primi piatti con cui iniziare un pasto per conoscere i sapori del territorio. I tajarin solo &lt;strong&gt;tagliolini di pasta fresca all'uovo&lt;/strong&gt; che vengono esaltati da sughi a base di funghi, carne o dal caratteristico &amp;quot;comodino&amp;quot;, un condimento a base di verdure e lardo soffritti e poi bagnati nel vino rosso. Gli agnolotti &amp;quot;del plin&amp;quot; di taglia piccolissima e con ripieni diversi dalla carne brasata alle verdure prendono il nome dal tipico pizzicotto necessario per chiuderli.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
Entrambi questi piatti sono una costante del men&amp;#249; di:&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Trattoria della Posta&lt;/strong&gt;: Localit&amp;#224; Sant'Anna 87, Monforte d'Alba Tel: 0173.78120&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;La grande tradizione della carne trionfa nel bollito misto&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;La carne bovina di razza Fassona Piemontese&lt;/strong&gt; &amp;#232; la regina di numerose portate come la &amp;quot;battuta di carne cruda a coltello&amp;quot; che viene condita al momento con solo olio e un po' di sale ed eventualmente una preziosa aggiunta di &lt;strong&gt;lamelle di tartufo&lt;/strong&gt;, l'orgoglio della &lt;strong&gt;citt&amp;#224; di Alba&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
Sempre a base di carne c'&amp;#232; uno dei piatti simbolo della cucina delle Langhe: il &lt;strong&gt;&amp;quot;Gran Bollito misto&amp;quot;&lt;/strong&gt; tipico del borgo di &lt;strong&gt;Carr&amp;#249;&lt;/strong&gt;. Una ricetta ricca e semplice allo stesso tempo che la tradizione vuole legata alla regola del sette: 7 tagli di carne, 7 ornamenti anche essi di carne ( trippa, testina, lingua, ecc), 7 salsine di accompagnamento dette &amp;quot;bagnet&amp;quot; e 7 contorni. Il suo arrivo in tavola caldo e fumante ha qualcosa di trionfale.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
Due indirizzi dove provare il Gran Bollito Misto:&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Ristorante Moderno&lt;/strong&gt; Via della Misericordia 12, Carr&amp;#249; (CN) - Tel: 0173 75493&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Osteria del Borgo&lt;/strong&gt; Via Garibaldi, 19 Carr&amp;#249; (CN) - Tel: 0173 759184&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Il profumo dei pascoli in tre formaggi Dop&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;In tema di formaggi la &lt;strong&gt;zona dell'Alta Langa&lt;/strong&gt; vanta un tris d'onore: &lt;strong&gt;Castelmagno, Robiole di Roccaverano e di Murazzano&lt;/strong&gt;. Ciascuno dei tre ha ottenuto la &amp;quot;DOP&amp;quot; ed &amp;#232; fortemente legato al paese d'origine che gli ha dato il nome. Il consiglio &amp;#232; proprio quello di andare a scoprirli alla fonte, nei &lt;strong&gt;caseifici artigianali&lt;/strong&gt; di questi piccoli borghi.&lt;br /&gt;
Il Castelmagno migliore &amp;#232; quello prodotto nelle malghe sopra i 1600 metri dove i pascoli ricchi di erbe e di fiori profumano il latte in modo inconfondibile. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
Il caseificio dove andare ad assaggiare il Castelmagno&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Dove osano le aquile&lt;/strong&gt; - via Matteotti 4, Castelmagno &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Un museo dove andare a lezione di cultura del vino&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Nel paese di &lt;strong&gt;Barolo&lt;/strong&gt; che da il nome a uno dei vini pi&amp;#249; grandiosi d'Italia i viaggiatori appassionati di cultura del vino non devono tralasciare una visita al &lt;strong&gt;WIMU&lt;/strong&gt;, un museo del vino di nuova concezione realizzato all'interno del castello dei marchesi Falletti, oggi diventato di propriet&amp;#224; del comune. Tra le proposte pi&amp;#249; interessanti di questo museo ci sono le &lt;strong&gt;Wine Tasting Experiences&lt;/strong&gt;, lezioni-degustazioni di alto livello organizzate nel fine settimana con esperti del settore.&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Il treno dei desideri</title>
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<category>Top of the Month</category>
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&lt;p&gt;Viaggiare come in un &lt;strong&gt;film di Hollywood&lt;/strong&gt; o in un libro di &lt;strong&gt;Agatha Christie&lt;/strong&gt;. Nessun altro mezzo di trasporto sa evocare quel mix di avventura, eleganza e romanticismo che solo la parola &lt;strong&gt;&amp;quot;Venice Simplon-Orient-Express&amp;quot;&lt;/strong&gt; scatena nell'immaginario di ogni viaggiatore.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;L'arte incontra il glamour sulle carrozze Art Dec&amp;#242;&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Dopo il suo rilancio in grande stile nel 1982, oggi il &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.orient-express.com/web/vsoe/journeys.jsp?c=websites&amp;amp;p=italytraveller&amp;amp;cr=vsoe_banner_ext_pla&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Venice Simplon-Orient-Express&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; ha aggiunto al luxury glamour dei suoi viaggi nelle originali carrozze Art Dec&amp;#242; la scoperta dei tesori d'arte grazie alla collaborazione con la &lt;strong&gt;National Gallery&lt;/strong&gt; di Londra. &lt;br /&gt;
Insieme hanno creato alcune esclusive proposte di viaggio che partono dalla capitale inglese per arrivare a citt&amp;#224; come &lt;strong&gt;Venezia&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Parigi&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
La dimensione straordinaria del viaggio continua nell'opportunit&amp;#224; di conoscere i capolavori artistici di queste citt&amp;#224; attraverso &lt;strong&gt;la guida dei maggiori esperti&lt;/strong&gt; di uno dei musei pi&amp;#249; prestigiosi del mondo.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Alla scoperta di Leonardo e Michelangelo con la National Gallery&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Da Maggio 2012 sar&amp;#224; disponibile un nuovo emozionante itinerario creato in collaborazione con le guide della &lt;strong&gt;National Gallery&lt;/strong&gt; sulle orme di &lt;strong&gt;Leonardo da Vinci&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Michelangelo&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
Questo viaggio di 9 giorni nel segno del grande Rinascimento italiano parte da Londra con una visita esclusiva al &lt;strong&gt;British Museum&lt;/strong&gt; dove sar&amp;#224; possibile ammirare i disegni di &lt;strong&gt;Leonardo&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Michelangelo&lt;/strong&gt; che di solito non sono mostrati al pubblico. Si prosegue con una tappa alla &lt;strong&gt;National Gallery&lt;/strong&gt; per approfondire la conoscenza di due opere di Michelangelo e la &amp;quot;Venere delle Rocce&amp;quot; di Leonardo. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Nove giorni per attraversare l'Europa da &lt;strong&gt;Londra&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Firenze&lt;/strong&gt; sulle tracce dei grandi artisti del Rinascimento: benvenuti sul &lt;strong&gt;Venice Simplon-Orient-Express&lt;/strong&gt;!&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;La Milano di Leonardo e i suoi capolavori&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Dopo una notte al &lt;strong&gt;Goring Hotel di Londra&lt;/strong&gt;, si entra nel vivo di questa esperienza con un viaggio di due giorni sul leggendario Venice Simplon-Orient-Express che condurr&amp;#224; gli ospiti fino a &lt;strong&gt;Milano&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
In questa citt&amp;#224; dove Leonardo fu il pittore di corte di Lodovico Sforza &amp;#232; previsto un itinerario artistico che comprende l'affresco dell'&amp;quot;Ultima Cena&amp;quot; nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, il &lt;strong&gt;Codex Atlanticus&lt;/strong&gt; conservato nella Biblioteca Ambrosiana, il Castello Sforzesco che racchiude la &lt;strong&gt;&amp;quot;Piet&amp;#224; Rondanini&amp;quot;&lt;/strong&gt; di Michelangelo e la Galleria di Brera ricca di opere dei &lt;strong&gt;grandi maestri del Rinascimento&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Gran finale in stile toscano&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;L'ultima tappa &amp;#232; la &lt;strong&gt;citt&amp;#224; di Firenze&lt;/strong&gt; dove &amp;#232; previsto un soggiorno di tre notti nell&lt;strong&gt;'hotel Villa San Michele by Orient-Express&lt;/strong&gt; e un tour con la guida della National Gallery alla chiesa di Ognissanti, a &lt;strong&gt;Santa Maria Novella&lt;/strong&gt;, agli &lt;strong&gt;Uffizi&lt;/strong&gt; e alle &lt;strong&gt;Gallerie dell'Accademia&lt;/strong&gt;. Da Firenze il ritorno a Londra &amp;#232; previsto con volo aereo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un percorso attraverso l'arte e la bellezza esaltato dalla ricercata atmosfera vintage del &lt;strong&gt;Venice Simplon-Orient-Express&lt;/strong&gt; e da squisite soste del gusto. Per un viaggio ad &lt;strong&gt;alto tasso di emozione&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Da segnare in agenda... o sullo smartphone&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Prenota oggi il tuo viaggio per il 2012 sul Venice Simplon-Orient-Express all'indirizzo &lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.orient-express.com/web/vsoe/journeys.jsp?c=websites&amp;amp;p=italytraveller&amp;amp;cr=vsoe_banner_ext_pla&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.vsoe.com&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
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<title>Experiences - Le terme della neve</title>
<link>http://www.italytraveller.com/it/e/le-terme-della-neve</link>
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<category>Wellness</category>
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&lt;p&gt;Un bagno caldo e rilassante in mezzo a una distesa innevata, mentre la grande montagna sembra sfiorare il cielo. E' quasi fiabesco ma possibile alle &lt;strong&gt;Terme di Pr&amp;#233;-Saint-Didier&lt;/strong&gt; in Val D'Aosta, un centro benessere dove si pu&amp;#242; trascorrere una giornata tra idromassaggi, saune e piscine termali per riprendere le forze tra una sciata e l'altra.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;La promessa delle acque termali: relax e bellezza&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Questo piccolo paese a 1000 m di altitudine si trova in una verde conca alla confluenza del fiume  &lt;strong&gt;Dora di Verney &lt;/strong&gt; e a poca distanza dai comprensori sciistici di  &lt;strong&gt;Courmayeur &lt;/strong&gt; e  &lt;strong&gt;La Thuile &lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
Una posizione strategica arricchita dalla presenza di  &lt;strong&gt;acque termali &lt;/strong&gt; che sgorgano in una grotta artificiale a una temperatura di 35&amp;#176;-37&amp;#176; con propriet&amp;#224; rilassanti, antireumatiche e ricostituenti. E anche dal punto di vista estetico le loro &amp;quot;performance&amp;quot; sono preziose visto che rendono la pelle incredibilmente morbida...&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Dalla Belle Epoque a TripAdvisor&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt; &lt;strong&gt;La stazione termale di Pr&amp;#233;-Saint-Didier &lt;/strong&gt; fin dal 1600 era assiduamente frequentata dalla nobilt&amp;#224; della corte dei Savoia. Durante la  &lt;strong&gt;Belle Epoque &lt;/strong&gt; qui si concentrava la crema del bel mondo internazionale, tanto che era presente anche un Casin&amp;#242;. Negli ultimi trent'anni era caduta nell'oblio ma recentemente &amp;#232; stata ristrutturata e rilanciata tanto che  &lt;strong&gt;TripAdvisor &lt;/strong&gt; l'ha inserita nella top list delle localit&amp;#224; europee pi&amp;#249; commentate del 2011.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Bagno caldo e idromassaggio sotto i fiocchi di neve&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Le tre piscine esterne dai nomi suggestivi come  &lt;strong&gt;Vasca di Desiderio, Fiore di Saussure e Polla di Saint Didier  &lt;/strong&gt;sono il punto di forza di questa struttura, veri e propri &amp;quot;catalizzatori di relax&amp;quot; in particolare d'inverno sotto la neve. Due di loro sono collegate da un  &lt;strong&gt;passaggio acquatico &lt;/strong&gt; e dotate di  &lt;strong&gt;getti idromassaggio &lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Chi vuole sperimentare una sensazione &amp;quot;scandinava&amp;quot; pu&amp;#242; correre nella neve per arrivare alla terza vasca dove lo aspetta l'abbraccio caldo dell'acqua termale che sgorga naturalmente dalla roccia a una  &lt;strong&gt;temperatura simile a quella del corpo umano &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Legno e pietra per 3 piani a tutto benessere&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;La recente ristrutturazione ha preservato la struttura ottocentesca dello  &lt;strong&gt;stabilimento termale &lt;/strong&gt; arricchendola con un  &lt;strong&gt;centro benessere &lt;/strong&gt; disposto su tre piani e realizzati con due materiali simbolo di una regione come la Valle D'Aosta:  &lt;strong&gt;il legno e la pietra &lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
Le saune sono distribuite in punti diversi come lo chalet nel giardino o la baita panoramica cos&amp;#236; come le  &lt;strong&gt;sale relax &lt;/strong&gt; e quelle dedicate ai diversi  &lt;strong&gt;tipi di massaggio &lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Aperitivo e relax sotto le stelle&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Alle 19 di ogni venerd&amp;#236; alle Terme di Pr&amp;#233;-Saint-Didier ci si incontra per uno speciale  &lt;strong&gt;aperitivo a base di prodotti biologici &lt;/strong&gt; della Valle di Grassoney e vini &amp;quot;d'alta quota&amp;quot;. Il venerd&amp;#236;, il sabato e i giorni festivi il centro termale &amp;#232;  &lt;strong&gt;aperto fino alle 23 &lt;/strong&gt; per concedere agli ospiti l'esperienza del  &lt;strong&gt;relax sotto le stelle &lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel corso dell'anno vengono organizzati numerosi eventi e il &amp;quot;maestro del benessere&amp;quot; delle terme propone anche un programma di iniziative come  &lt;strong&gt;&amp;quot;Sauna Cream&amp;quot; &lt;/strong&gt; dove l'effetto benefico della sauna &amp;#232; integrato a  &lt;strong&gt;impacchi a base di panna &lt;/strong&gt; per una pelle di velluto. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Da segnare in agenda...(o sullo smartphone)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Terme di Pr&amp;#233;-Saint Didier&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
All&amp;#233;e des Thermes Pr&amp;#233;-Saint-Didier (AO)&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Tel.&lt;/strong&gt; +39 0165.867272 / 0165.867273&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Orari:&lt;/strong&gt; aperte tutti i giorni dal luned&amp;#236; al gioved&amp;#236; dalle 9.30 alle 21, il venerd&amp;#236; ed il sabato dalle 8.30 alle 23, la domenica dalle 8.30 alle 21&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.termedipre.it/&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; www.termedipre.it&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Un consiglio per una giornata perfetta senza attese: pre-acquistare il buono d'ingresso sul sito delle terme e prenotare l'accesso.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
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<title>Experiences - Il Ghetto, un'altra Venezia</title>
<link>http://www.italytraveller.com/it/e/il-ghetto-un-altra-venezia</link>
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<category>Arte</category>
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&lt;p&gt;Uscendo dalla &lt;strong&gt;stazione di Santa Lucia&lt;/strong&gt; (il treno &amp;#232; davvero il mezzo pi&amp;#249; comodo per raggiungere Venezia) basta dirigersi verso sinistra imboccando la &lt;strong&gt;Lista di Spagna&lt;/strong&gt; e proseguendo diritti fino a &lt;strong&gt;campo S. Geremia&lt;/strong&gt; e al &lt;strong&gt;ponte delle Guglie&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Un mondo a parte a soli 5 minuti dalla stazione&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Attraversato il ponte si gira subito a sinistra e si prosegue lungo il canale fino al &lt;strong&gt;sottoportico delle Guglie&lt;/strong&gt; che &amp;#232; all'altezza dell'imbarcadero. Un'entrata che diventa anche confine simbolico da attraversare, il passaggio in un mondo &amp;quot;altro&amp;quot; dove anche i turisti non appartengono alla categoria &amp;quot;mordi e fuggi&amp;quot; che di Venezia vede solo la triade &lt;strong&gt;Canal Grande - San Marco - Rialto&lt;/strong&gt;. Qui si viene per scoprire e capire e si &amp;#232; ricompensati da un concentrato di storia e cultura davvero unici.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Qui nel &lt;strong&gt;sestriere di Cannaregio&lt;/strong&gt; nell'antichit&amp;#224; si trovava la &lt;strong&gt;fonderia dell'Arsenale&lt;/strong&gt; chiamata &amp;quot;geto&amp;quot; e da questo termine nasce la parola &amp;quot;ghetto&amp;quot;. Ancora oggi si vedono le tracce dei cardini dei portoni che venivano chiusi durante la notte mentre le guardie sorvegliavano il confine. &lt;br /&gt;
Una situazione di segregazione che dur&amp;#242; fino al &lt;strong&gt;1797&lt;/strong&gt; quando Napoleone conquist&amp;#242; &lt;strong&gt;Venezia&lt;/strong&gt; e lascio agli ebrei la facolt&amp;#224; di vivere nelle altre aree della citt&amp;#224;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
Il nome &lt;strong&gt;ghetto&lt;/strong&gt; nasce qui in laguna. Quello di Venezia &amp;#232; il ghetto ebraico pi&amp;#249; antico d'Europa, nato nel 1516 da un'ordinanza del &lt;strong&gt;governo della Serenissima&lt;/strong&gt; che imponeva agli ebrei di abitare in questa zona dove dovevano rimanere dal tramonto all'alba&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Le case come antichi grattacieli&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;Campo del Ghetto Nuovo&lt;/strong&gt; nonostante il nome &amp;#232; il luogo pi&amp;#249; antico di questo insediamento. Nei secoli qui si concentr&amp;#242; una popolazione di migliaia di persone che a causa dei confini ristretti fu costretta ad espandersi verso l'alto. &lt;br /&gt;
Questi &lt;strong&gt;edifici simili a torri&lt;/strong&gt; sono delle specie di &lt;strong&gt;grattacieli ante-litteram&lt;/strong&gt; tanto da arrivare fino a 8 piani e conferiscono alla piazza una fisionomia architettonica particolare. &lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Museo e sinagoghe: i tesori del Ghetto&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Dalla piazza si accede anche al &lt;strong&gt;Museo Ebraico di Venezia&lt;/strong&gt; concepito come museo diffuso perch&amp;#233; accoglie non solo una bella collezione di oggetti dal '600 all'800 di uso liturgico e familiare, ma anche perch&amp;#233; include le &lt;strong&gt;sinagoghe dislocate nel Ghetto&lt;/strong&gt;. Decisamente interessante il bookshop ricco di pubblicazioni non solo sull'ebraismo ma anche su Venezia stessa. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel &lt;strong&gt;Ghetto Ebraico&lt;/strong&gt; convivevano ebrei provenienti da varie zone d'Europa che seguivano il rito &lt;strong&gt;sefardita&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;ashkenazita&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;italiano.&lt;/strong&gt; Per questo vennero costruite numerose sinagoghe qui chiamate &lt;strong&gt;&amp;quot;Scole&amp;quot;&lt;/strong&gt;. Oggi ne rimangono 5 e possono essere visitate solo con i &lt;strong&gt;tour guidati&lt;/strong&gt; che partono ogni ora dal Museo Ebraico. Di solito in ogni visita ne vengono illustrate tre a rotazione. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La &lt;strong&gt;Tedesca&lt;/strong&gt;, la &lt;strong&gt;Canton&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;l'Italiana&lt;/strong&gt; sorgono all'ultimo piano di edifici sul &lt;strong&gt;Campo del Ghetto Nuovo&lt;/strong&gt; (secondo la tradizione non ci deve essere nulla tra la sinagoga e il cielo) tanto che dall'esterno non sono visibili. L'interno &amp;#232; una sorpresa di legni intarsiati, pannelli scolpiti e decorazioni barocche. Ancora pi&amp;#249; scenografiche sono la Scola Levantina e la Scola Spagnola probabilmente realizzate da architetti veneziani.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Alla scoperta dei sapori del Ghetto&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt; La visita al Ghetto di Venezia non pu&amp;#242; dirsi completa senza una sosta per gustare la tipica &lt;strong&gt;cucina kosher&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Al &lt;strong&gt;Ristorante Gam-Gam&lt;/strong&gt; nel Sottoportego del Ghetto si trovano specialit&amp;#224; ebraiche e piatti della cucina di tradizione &lt;strong&gt;giudaico veneziana&lt;/strong&gt; come i fondi di carciofo. D'estate la sera il ristorante mette i tavolini lungo il canale e l'atmosfera &amp;#232; deliziosa&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Per portare a casa un souvenir goloso si possono acquistare i tipici &lt;strong&gt;dolcetti ebraici &lt;/strong&gt;al panificio Volpe in Calle del Ghetto Vecchio: le ciambelline chiamate &lt;strong&gt;&amp;quot;azime dolci&amp;quot;&lt;/strong&gt;, gli zuccherini e le &lt;strong&gt;&amp;quot;orecchiette di Amman&amp;quot;&lt;/strong&gt; ripiene di frutta candita.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Da segnare in agenda... (o sullo smartphone)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Museo Ebraico di Venezia e Sinagoghe&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Orari: dal 1&amp;#176; giugno al 30 settembre: 10.00 - 19.00&lt;br /&gt;
dal 1&amp;#176; ottobre al 31 maggio: 10.00 - 18.00. &lt;br /&gt;
Chiusi il sabato&lt;br /&gt;
Tel: +39 041 715359&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.museoebraico.it/&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.museoebraico.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
</description>
</item>
<item>
<title>Experiences - Torino, citt&#224; dei golosi</title>
<link>http://www.italytraveller.com/it/e/torino-citta-dei-golosi</link>
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<category>Gourmet</category>
<description>
&lt;p&gt;E' la citt&amp;#224; del Salone del Gusto e dei &lt;strong&gt;gianduiotti&lt;/strong&gt;, del primo aperitivo e dei &lt;strong&gt;caff&amp;#232; storici&lt;/strong&gt;, degli agnolotti e del bollito misto. &lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt; si conferma una sosta di culto per i gourmet che vogliono esplorare la sua doppia anima, tradizionale e innovativa.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Un bicerin negli storici caff&amp;#232; salotto&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Tra i primati di cui Torino &amp;#232; orgogliosa c'&amp;#232; quello di citt&amp;#224; con il maggiore numero di &lt;strong&gt;caff&amp;#232; storici in Italia&lt;/strong&gt;. Sono veri caff&amp;#232;-salotto risplendenti di specchiere, stucchi e dorature come negli anni in cui erano frequentati da intellettuali e patrioti risorgimentali. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Il pi&amp;#249; antico risale al 1763 ed &amp;#232; &lt;strong&gt;Al Bicerin in piazza della Consolata&lt;/strong&gt; dove ancora oggi la cioccolata &amp;#232; addensata per ore in pentoloni di rame. Da non perdere proprio il &amp;quot;bicerin&amp;quot;, una golosa fusione di cioccolato, caff&amp;#232; e fior di latte&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt; Nella piazza gioiello dedicata a San Carlo di questi caff&amp;#232; d'epoca ce ne sono ben due: il San Carlo, classe 1822, e il Torino del 1903. A questi si aggiungono il Mokita e il Neuv Caval d'Brons, entrambi degli anni '50, che hanno ospitato divi e teste coronate.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Un caff&amp;#232; davvero regale&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt; Nella settecentesca &lt;strong&gt;Regia Frutteria del Palazzo Reale&lt;/strong&gt; si pu&amp;#242; fare una pausa in vero &amp;quot;stile sabaudo&amp;quot; al &lt;strong&gt;Caff&amp;#232; Reale&lt;/strong&gt;, decisamente scenografico per le collezioni di tazze e teiere di casa Savoia racchiuse nelle vetrine che rivestono le pareti. &lt;br /&gt;
Cosa ordinare? Un &lt;strong&gt;caff&amp;#232; Savoia&lt;/strong&gt;, naturalmente, arricchito di panna, cacao e un pizzico di cannella e accompagnato dalla classica &amp;quot;bignola&amp;quot; oppure uno zabaione fatto secondo l'originale ricetta settecentesca. &lt;br /&gt;
Chi ama l'abbinamento caff&amp;#232;-museo non deve perdersi quello che si affaccia sulla Veranda di Juvarra all'interno del &lt;strong&gt;Museo D'Arte Antica di Palazzo Madama&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Dal Vermouth a Eataly&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;In questo trionfo di caff&amp;#232; e locali bisogna ricordare che &lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt; si vanta anche di avere inventato &lt;strong&gt;l'aperitivo&lt;/strong&gt; quando nel 1786 Benedetto Carpano nella sua bottega di &lt;strong&gt;Piazza Castello&lt;/strong&gt; ebbe l'idea di aggiungere al vino bianco una miscela di erbe aromatiche e spezie. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' questa la nascita del &lt;strong&gt;Vermouth&lt;/strong&gt; che divenne ben presto uno dei simboli della citt&amp;#224;. Ed &amp;#232; proprio nell&lt;strong&gt;'ex-stabilimento della Carpano&lt;/strong&gt; nella zona del Lingotto che sorge &lt;strong&gt;Eataly&lt;/strong&gt;, uno dei centri enogastronomici pi&amp;#249; grandi del mondo dove &amp;#232; possibile acquistare prodotti selezionati, mangiare, degustare, seguire &lt;strong&gt;corsi di cucina&lt;/strong&gt;, assistere a conferenze sul tema del gusto, &lt;strong&gt;acquistare libri&lt;/strong&gt; e molto altro ancora. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
Al suo interno &amp;#232; da provare il ristorante &lt;strong&gt;Guido per Eataly-Casa Vicina&lt;/strong&gt; che propone una rivisitazione in chiave moderna dei piatti del territorio&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Aristocratica o proletaria ma pur sempre golosa&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;In tema di &lt;strong&gt;gastronomia classica di Torino&lt;/strong&gt; punta su ricette dal sapore antico dove la tradizione aristocratica incontra quella pi&amp;#249; povera.&lt;br /&gt;
Il &lt;strong&gt;fritto misto piemontese&lt;/strong&gt;, ad esempio, mescola dolce e salato perch&amp;#233; &amp;#232; a base di cervella, animella, fegato, fesa di vitello, semolino dolce e amaretti, la fonduta con i tartufi, la &lt;strong&gt;bagna cauda&lt;/strong&gt; (cardi da intingere in una salsa calda a base di acciughe), gli agnolotti ripieni di carni diverse e conditi con sugo di arrosto, il bollito misto servito con varie salse come il bagnetto rosso, il bagnetto verde e la cugna, il bonet ovvero il dolce dei giorni di festa a base di &lt;strong&gt;amaretti e cioccolato&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;I migliori ristoranti di Torino&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Inutile dire che la citt&amp;#224; offre un'ampia scelta a chi vuole concedersi un momento da gourmet. Ecco le nostre  proposte:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Ristorante del Cambio&lt;/strong&gt;, piazza Carignano 2. Un santuario del gusto da 250 anni, celebrato per la raffinatezza del servizio negli ambienti storici dove anche Cavour amava farsi un bel pranzo.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Dal Saletta&lt;/strong&gt;, via Belfiore 37. Mobili in legno e tovaglie a quadretti per una trattoria dove mangiare &amp;quot;come una volta&amp;quot;.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Magorabin&lt;/strong&gt;, corso San Maurizio 61. Cucina di tradizione alleggerita e innovata in modo interessante da contaminazioni mediterranee. E in pi&amp;#249; un'ottima cantina.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Combal Zero&lt;/strong&gt;, in Piazza Mafalda di Savoia a Rivoli. All'interno del Museo di Arte Contemporanea:  ristorante dal carattere moderno e sperimentale  che promette agli ospiti non semplicemente un pasto ma un'esperienza totale difficile da dimenticare. &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;h4&gt;La vocazione del cioccolato&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt; Per finire con una nota dolce Torino si conferma una citt&amp;#224; dei golosi anche per la sua predilezione verso il cioccolato. Per capirlo basta fare un salto al laboratorio di &lt;strong&gt;Guido Gobino&lt;/strong&gt; in via Cagliari 15/b o alla sua bottega di via Lagrange 1. Si parte con i classici gianduiotti, ma poi smettere &amp;#232; difficle.&lt;/p&gt;
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</item>
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<title>Experiences - Pattini e slitte sull'Alpe di Siusi</title>
<link>http://www.italytraveller.com/it/e/pattini-e-slitte-sull-alpe-di-siusi</link>
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<category>Natura</category>
<description>
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;L'Alpe di Siusi e il Parco Naturale dello Sciliar&lt;/strong&gt; sono un'oasi di tranquillit&amp;#224; a pochi chilometri da Bolzano e dalle attrazioni sportive e mondane della Val Gardena. Qui si viene non solo per sciare, ma anche per immergersi in un'atmosfera fatata dove si pattina e slitta come faceva Heidi. &lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Piroette e giravolte sul laghetto ghiacciato&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Pattinare sul ghiaccio&lt;/strong&gt; scintillante lanciandosi in volute e giravolte come nel libro &amp;quot;Pattini d'Argento&amp;quot; &amp;#232; sicuramente una delle attivit&amp;#224; pi&amp;#249; divertenti offerte dal periodo invernale in montagna. Sull&lt;strong&gt;'Alpe di Siusi&lt;/strong&gt; il posto migliore dove praticare questa attivit&amp;#224; all'aria aperta &amp;#232; il &lt;strong&gt;Laghetto di Fi&amp;#232;&lt;/strong&gt; ai piedi del massiccio dello Sciliar, circondato dal verde di una corona di alberi che spiccano sul candore della neve. Qui &amp;#232; possibile anche noleggiare i pattini da ghiaccio.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Tutti in slittino gi&amp;#249; dalla montagna&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt; Il Laghetto di Fi&amp;#232; &amp;#232; anche il punto di arrivo di una delle pi&amp;#249; belle &lt;strong&gt;piste per slittino della zona&lt;/strong&gt;. Nell'Alpe di Siusi la pista Panorama &amp;#232; la pi&amp;#249; adatta per le allegre discese in famiglia, mentre la pista Bullaccia offre panorami indimenticabili durante tutto il suo percorso.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Slitte e cavalli per pigri e romantici&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt; I pigri, gli innamorati o chi vuole provare l'emozione di un'esperienza diversa a contatto della natura possono scegliere la &lt;strong&gt;slitta trainata dai cavalli&lt;/strong&gt; per una magica escursione nel paesaggio ammantato di neve. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
I pi&amp;#249; freddolosi possono optare per una carrozza, ma &lt;strong&gt;le slitte aperte sono pi&amp;#249; panoramiche&lt;/strong&gt; e vengono comunque dotate di coperte di lana&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt; Il punto di partenza per numerose gite con slitta e cavalli &amp;#232; &lt;strong&gt;Compaccio&lt;/strong&gt; a pochissimi minuti a piedi dalla stazione di arrivo della cabinovia che sale da Castelrotto. Normalmente queste escursioni si effettuano dalle 9 alle 17 e cio&amp;#232; in sintonia con gli orari degli impianti di risalita. Se si prenota in anticipo &amp;#232; possibile anche fare anche una &lt;strong&gt;gita notturna&lt;/strong&gt;, magari concordando una sosta per uno spuntino in una delle &lt;strong&gt;baite&lt;/strong&gt; del circondario.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Ciaspole ai piedi per sentirsi esploratori&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Le &lt;strong&gt;escursioni sulla neve&lt;/strong&gt; attrezzati con un buon paio di scarponi o con le &lt;strong&gt;&amp;quot;ciaspole&lt;/strong&gt;&amp;quot;, le racchette che ricordano quelle indossate dai cacciatori di una volta, sono un ottima occasione per esplorare alcuni dei luoghi pi&amp;#249; suggestivi dell&lt;strong&gt;'Alpe di Siusi&lt;/strong&gt; e del &lt;strong&gt;Parco Naturale dello Sciliar&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un'escursione molto suggestiva &amp;#232; quella che parte dal paese di Castelrotto per arrivare al Rio Freddo e alle sue magiche &lt;strong&gt;cascate di ghiaccio&lt;/strong&gt;. Dal centro del paese ci si dirige verso il maso Wegmacherhof che si trova a poca distanza  dal Gunser Skilift. Da qui si prende il sentiero n. 6 verso il paese di &lt;strong&gt;San Valentino&lt;/strong&gt; e la sua  chiesetta che &amp;#232; posta su una collina da cui si domina il paesaggio circostante.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Dove mangiare&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Un indirizzo da avere sempre in agenda &amp;#232; quello della &lt;strong&gt;Baita Gostner-Schwaige a Saltria&lt;/strong&gt; sulla pista 59. Qui Franz Mulsner dalla sua micro cucina sforna piatti tradizionali ma con tocchi speciali, arricchiti da erbe e fiori di campo che lui stesso raccoglie, carni selezionate, strudel di mele ma anche di albicocche. &lt;strong&gt;Da provare assolutamente&lt;/strong&gt;: il posto &amp;#232; piccolo e i tavoli sono pochi, prenotate in anticipo!&lt;/p&gt;
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</item>
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<title>Experiences - La Spa nel convento</title>
<link>http://www.italytraveller.com/it/e/la-spa-nel-convento</link>
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<category>Wellness</category>
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&lt;p&gt;Una rigenerazione fatta di pace e silenzio. Un concetto evoluto di wellness inserito in un contesto speciale e &amp;quot;mistico&amp;quot; come un monastero. Un sogno possibile nella &lt;strong&gt;Spa del Park Hotel ai Cappuccini di Gubbio&lt;/strong&gt;. Il luogo dove sorge questo resort di lusso &amp;#232; la quintessenza del fascino antico e sacrale di una regione come l'Umbria e la filosofia dell'hotel si richiama alla storia di questo territorio che fu patria di santi e poeti.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Il lusso qui non &amp;#232; pi&amp;#249; peccato&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Vicino al &lt;strong&gt;centro storico di Gubbio&lt;/strong&gt;, ma allo stesso tempo in una posizione appartata e silenziosa, sorge il convento seicentesco che fu dedicato a San Nicola di Bari. &lt;br /&gt;
Un edificio ristrutturato con attenzione: pur mantenendo la pietra a vista delle facciate esterne e lo spirito dell'architettura conventuale, dentro si trovano tutti i piccoli e grandi lussi che ci si aspetta di trovatre in un &lt;strong&gt;hotel a 4 stelle&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Tonalit&amp;#224; calde e profumi naturali&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Il parco ricco di piante secolari avvolge l'hotel in una cornice naturale di tranquillit&amp;#224;, ma l'immersione in una dimensione di benessere psico-fisico avviene nella grande &lt;strong&gt;Spa realizzata tra le mura dell'antico monastero&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
Lo stile di quest'area &amp;#232; caratterizzato da tonalit&amp;#224; calde e naturali grazie a elementi come il &lt;strong&gt;legno di noce&lt;/strong&gt; e la pietra color crema. L'aria &amp;#232; satura del profumo di essenze naturali e dei selezionati &lt;strong&gt;prodotti Aveda&lt;/strong&gt; che vengono utilizzati nel centro benessere.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Salus Per Aquam&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Ogni  &lt;strong&gt;esperienza di benessere &lt;/strong&gt; ha l'acqua come elemento fondamentale. Oltre a trattamenti acquatici come il bagno mediterraneo e le docce emozionali, il Park Hotel ai Cappuccini ha anche una &lt;strong&gt;lussuosa piscina coperta&lt;/strong&gt; con acqua a 28&amp;#176;. E' stata costruita in posizione sopraelevata e si affaccia sulla terrazza che nella bella stagione diventa il luogo ideale per una pausa di relax.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Raxul: per rilassarsi come un antico romano&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Uno dei punti forte dell'offerta di questa Spa &amp;#232; il Raxul, un  &lt;strong&gt;trattamento ispirato ai rituali termali dell'antica Roma &lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Il rituale viene praticato in una speciale cabina su un &lt;strong&gt;tavolo di marmo riscaldato&lt;/strong&gt; che rincrea l'atmosfera e le sensazione delle terme romane&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt; Si inizia con una dolce &lt;strong&gt;esfoliazione del corpo&lt;/strong&gt; che viene ricoperto da impacchi a base di diversi elementi a seconda dell'effetto che si vuole ottenere: argilla, fanghi, sale, cioccolato, uva. &lt;br /&gt;
Con un innalzamento della temperatura della cabina l'impacco viene fatto asciugare sulla pelle, poi si viene avvolti dal vapore e l'impacco torna allo &lt;strong&gt;stato umido&lt;/strong&gt; finch&amp;#233; non viene fatto scivolare via da una doccia tropicale a base di &lt;strong&gt;essenze naturali&lt;/strong&gt;. Il risultato &amp;#232; una disintossicazione della pelle e un'idratazione profonda accompagnata da una sensazione di &lt;strong&gt;totale rilassamento&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;La tradizione dei monaci speziali&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Per completare l'esperienza di benessere basta una visita all&lt;strong&gt;'antica farmacia del convento&lt;/strong&gt;, oggi chiamata &lt;strong&gt;Monasticum&lt;/strong&gt;. Nel segno dell'antica tradizione monastica di coltivare orti di erbe aromatiche e medicamentose, qui vengono selezionati &lt;strong&gt;prodotti naturali creati nei monasteri dell'Umbria&lt;/strong&gt;: essenze, creme, infusi e distillati realizzati secondo le regole dell'&amp;quot;hortus sanitatis&amp;quot;. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Da segnare in agenda...(o sullo smartphone)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Park Hotel ai Cappuccini&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Via Tifernate - 06024 Gubbio (Perugia)&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
</description>
</item>
<item>
<title>Experiences - Il Museo della doppia G</title>
<link>http://www.italytraveller.com/it/e/il-museo-della-doppia-g</link>
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<category>Arte</category>
<description>
&lt;p&gt;Ti &amp;#232; mai capitato di fermarti incantata davanti a una vetrina con una favolosa ItBag esposta? Ecco, allora questo &amp;#232; proprio il museo che fa per te. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1700 metri quadri in &lt;strong&gt;Piazza della Signoria a Firenze&lt;/strong&gt; per un museo dedicato ai fashion victim, ma manche agli appassionati di storia del costume, agli inguaribili curiosi e a tutti quelli che ritengono la moda una parte integrante del &lt;strong&gt;patrimonio culturale italiano&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
Tutto questo &amp;#232; il &lt;strong&gt;Museo Gucci&lt;/strong&gt; inaugurato nel 2011 dalla casa di moda per celebrare il 90&amp;#176; anniversario. La sede non poteva che essere Firenze, la patria dell'artigiano fiorentino Guccio Gucci, che nel 1921 fond&amp;#242; &lt;strong&gt;il marchio con la doppia G&lt;/strong&gt;, oggi simbolo internazionale dello sitle italiano. &lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Come si viaggiava quando il trolley ancora non era stato inventato...&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Il museo si trova all'interno della sede della Maison, nel trecentesco &lt;strong&gt;Palazzo dei Mercanti&lt;/strong&gt; di Piazza della Signoria. Nelle sale della collezione permanente distribuite su tre piani si raccontano le tappe della storia del marchio Gucci. &lt;br /&gt;
Al piano terra si parte con l'area Viaggio che ricorda come Guccio Gucci fosse in origine un portiere d'albergo e avesse sviluppato una collezione ispirata ai bagagli degli ospiti dell&lt;strong&gt;'Hotel Savoy di Londra&lt;/strong&gt;. In questa sala si possono ammirare valigie, bauli e accessori creati dagli anni 50 ai '70 per un'esclusiva clientela internazionale dove brillavano dive del calibro di &lt;strong&gt;Liz Taylor e Liza Minnelli&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Passeggiando tra le eleganti vetrine in cristallo si vedono le valigie caratterizzate dal &lt;strong&gt;motivo a diamante&lt;/strong&gt;, il primo logo della maison poi sostituito dalle due &lt;strong&gt;G incrociate&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Borse e abiti da sera per sognare&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Il primo piano &amp;#232; dedicato a uno dei temi pi&amp;#249; di successo del marchio Gucci, il &lt;strong&gt;Mondo Flora&lt;/strong&gt; creato nel 1966 e molto amato da Grace Kelly per i suoi foulard. Le fanatiche di accessori potranno sognare nella &lt;strong&gt;sala Borse&lt;/strong&gt; dedicata alle principali creazioni Gucci tra cui i modelli storici pi&amp;#249; ricercati. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, la sala Sera &amp;#232; lo spazio delle creazioni pi&amp;#249; lussuose indossate da numerose star in occasioni &amp;quot;red carpet&amp;quot;. Oltre a questa sezione della collezione permanente il primo piano accoglie anche il &lt;strong&gt;Contemporary Art Space&lt;/strong&gt; che comprende una selezione di opere di arte contemporanea appartenenti alla Fondazione Pinault e una zona per mostre temporanee e installazioni.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Il mito del logo e le tentazioni di shopping&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;L'ultimo piano accoglie il visitatore con &lt;strong&gt;l'esposizione permanente Logomania&lt;/strong&gt; che racconta la nascita e l'evoluzione di uno dei loghi pi&amp;#249; riconoscibili del mondo della moda. A questa si affiancano le sezioni Lifestyle e Sport dove si pu&amp;#242; ammirare anche la &lt;strong&gt;Cadillac degli anni '70&lt;/strong&gt; personalizzata da Aldo Gucci. &lt;br /&gt;
Alla fine del giro, c'&amp;#232; da scommeterci, sar&amp;#224; difficile resistere alla tentazione di un po' di (sano?) shopping al gift shop del museo. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Puoi accontentarti di &lt;strong&gt;biglietto pop-up&lt;/strong&gt; e della &lt;strong&gt;copertina dell'iPad&lt;/strong&gt;, ma per un investimento per la vita dirigiti senza esitazione alla Icon Collection dove si trovano in edizione limitata pezzi intramontabili come i i &lt;strong&gt;mocassini con il morsetto&lt;/strong&gt; o la borsa bamboo&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Per sottolineare il rapporto profondo tra il &lt;strong&gt;marchio Gucci&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;citt&amp;#224; di Firenze&lt;/strong&gt; met&amp;#224; del biglietto d'ingresso viene devoluto per iniziative a salvaguardia del patrimonio artistico fiorentino.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Da segnare in agenda... (o sullo smartphone)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Museo Gucci&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Piazza della Signoria - Firenze&lt;br /&gt;
Tel: +39 055 29 00 17&lt;br /&gt;
Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 20&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.gucci.com&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.gucci.com&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
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<title>Experiences - Sul monte verde di Ischia</title>
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<category>Natura</category>
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&lt;p&gt;Non &amp;#232; facile distogliersi dalle &lt;strong&gt;seduzioni marine e termali di Ischia&lt;/strong&gt;. Quest'isola sirena tende a confondere la percezione del tempo ai viaggiatori che si abbandonano alla sua dolcezza. Parchi lussureggianti con &lt;strong&gt;piscine termali come il Negombo o i Giardini Poseidon&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;spiagge&lt;/strong&gt; dai nomi suggestivi come Sorgeto o Citara sono una tentazione a cui nessuno resiste. Eppure Ischia non &amp;#232; tutta qui, ha un cuore &amp;quot;campestre&amp;quot; fatto di &lt;strong&gt;piccoli borghi contadini, di boschi e vigneti&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Incamminarsi su per il Monte&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Uno dei modi migliori di scoprire questa &lt;em&gt;&amp;quot;Ischia diversa&amp;quot;&lt;/em&gt; &amp;#232; &lt;strong&gt;un'escursione sul Monte Epomeo&lt;/strong&gt; di origine vulcanica che, con un'altezza di &lt;strong&gt;787 metri&lt;/strong&gt;, &amp;#232; la cima pi&amp;#249; alta dell'isola e pu&amp;#242; essere raggiunto a piedi con &lt;strong&gt;passeggiata di circa un'ora&lt;/strong&gt;. Il modo pi&amp;#249; semplice &amp;#232; raggiungere in macchina o in autobus il paese di Serrara Fontana che sorprende con un'atmosfera incantata, ritmi lenti, aria frizzante di bosco. Qui &lt;strong&gt;l'isola esprime il suo spirito di campagna&lt;/strong&gt; e il mare &amp;#232; un nastro blu all'orizzonte. Dalla piazza del paese si procede lungo la cosiddetta strada militare che man mano diventa un sentiero attraverso &lt;strong&gt;boschi di robinie e castagni&lt;/strong&gt;. A met&amp;#224; strada si raggiunge &lt;strong&gt;la Pietra dell'acqua, un'antica cisterna abbandonata&lt;/strong&gt;, e il sentiero si incassa lungo la salita diventando un &lt;strong&gt;percorso scavato nella roccia&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Salita in sella&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Chi vuole vivere questa escursione in modo ancora pi&amp;#249; speciale pu&amp;#242; scegliere di farlo &lt;strong&gt;a cavallo con l'accompagnamento dei ragazzi di &amp;quot;Epomeo in Sella&amp;quot;&lt;/strong&gt; (tel: +39 333 2521882) L'orario pi&amp;#249; indicato &amp;#232; il tardo pomeriggio, ci si incontra al negozio di souvenir &amp;quot;Miscillo&amp;quot; ma &amp;#232; possibile essere accolti da una navetta al &lt;strong&gt;centro di Serrara&lt;/strong&gt;. Una volta in sella si procede lentamente lungo il sentiero dove i &lt;strong&gt;boschi di faggi e querce&lt;/strong&gt; ad un cento punto cedono il passo al &lt;strong&gt;tufo verde&lt;/strong&gt;. Raggiungere il monte con animali da soma vuole dire rinnovare una tradizione antica, quando tutti i collegamenti tra queste localit&amp;#224; dell'isola avvenivano a piedi o a dorso di mulo. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
La &lt;strong&gt;gita al Monte Epomeo&lt;/strong&gt; sull'asino in realt&amp;#224; &amp;#232; stata &lt;strong&gt;una delle prime attrazioni turistiche dell'Ischia&lt;/strong&gt;, tanto che il &lt;em&gt;&amp;quot;capo ciucciaro&amp;quot;&lt;/em&gt; che guidava l'escursione con gli asini arrivava ad effettuare anche dieci giri al giorno.&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Al termine del percorso si arriva alla &lt;strong&gt;chiesetta e l'ex-eremo dedicati a San Nicola di Bari&lt;/strong&gt;. Per una sosta gustosa ci si pu&amp;#242; fermare al &lt;strong&gt;ristorante &amp;quot;La Grotta&amp;quot;&lt;/strong&gt; che propone una &lt;strong&gt;cucina casalinga &amp;quot;di terra&amp;quot;&lt;/strong&gt; con piatti semplici e gustosi come il celebre coniglio all'ischitana. Vale la pena anche solo per la &lt;strong&gt;terrazza panoramica&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sia che si scelga il trekking a piedi oppure quello in sella la cima del monte riserva un &lt;strong&gt;paesaggio mozzafiato&lt;/strong&gt; dove il sole che tramonta sembra una grande arancia pronta a farsi toccare e all'orizzonte si stagliano i profili di &lt;strong&gt;Capri, Ponza, Procida, il Vesuvio&lt;/strong&gt;. Non &amp;#232; un caso che il &lt;strong&gt;nome Epomeo significhi in greco antico &amp;quot;guardare intorno&amp;quot;&lt;/strong&gt;, poich&amp;#233; nulla ostacola la vista a 360&amp;#176;. Ed &amp;#232; forte la tentazione di rimanere qui fino a quando scender&amp;#224; la notte e sembrer&amp;#224; di poter toccare le stelle.&lt;/p&gt;
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<title>Itinerari - Intrecci di Sardegna</title>
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<category>Itinerari</category>
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&lt;p&gt;Aggrappato a un promontorio di roccia che si protende sul mare a &lt;strong&gt;30 km da Sassari&lt;/strong&gt;, il paese di &lt;strong&gt;Castelsardo&lt;/strong&gt; &amp;#232; uno dei gioielli della &lt;strong&gt;Sardegna&lt;/strong&gt;, una delle &amp;quot;Sette Citt&amp;#224; Regie&amp;quot;&lt;strong&gt; che &amp;#232; stata inclusa nel circuito dei borghi pi&amp;#249; belli d'Italia. Il mare blu che lambisce la &lt;/strong&gt;Costa Paradiso&lt;strong&gt; e la vista dell&lt;/strong&gt;'isola dell'Asinara&lt;strong&gt; accompagnano il visitatore che deve salire verso l'alto, verso il &lt;/strong&gt;borgo antico chiamato &amp;quot;Casteddu&amp;quot;'''.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il centro storico, infatti, &amp;#232; dominato dal &lt;strong&gt;castello&lt;/strong&gt; costruito dalla &lt;strong&gt;famiglia genovese dei Doria nel XII&lt;/strong&gt; come luogo strategico di difesa. Dal 1400 il paese pass&amp;#242; sotto il controllo degli Aragonesi tento che il maniero divent&amp;#242; &lt;strong&gt;Castel-Aragonese&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
La fortezza ospita il &lt;strong&gt;Museo dell'Intreccio Mediterraneo&lt;/strong&gt; dove &amp;#232; possibile scoprire la storia e le tecniche di una delle &lt;strong&gt;pratiche artigianali pi&amp;#249; antiche e diffuse in tutto il Mediterraneo&lt;/strong&gt;: l'intreccio di ceste e cestini.&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt; &lt;strong&gt;Castelsardo&lt;/strong&gt; ha continuato a praticare nei secoli questa attivit&amp;#224; diventano un importante centro di produzione e mostra nelle nove sale di questo museo esempi di &lt;strong&gt;canestri, stuoie e i &amp;quot;su fassoi&amp;quot;&lt;/strong&gt;, le &lt;strong&gt;imbarcazioni fatte di canne intrecciate&lt;/strong&gt; che venivano usate negli &lt;strong&gt;stagni vicino a Oristano&lt;/strong&gt;. Dopo la visita vale la pena esplorare anche l&lt;strong&gt;'antico camminamento delle sentinelle lungo le mura&lt;/strong&gt; che offre una vista magica mentre il cielo si arrossa al tramonto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Attorno il castello si snoda un labirinto di &lt;strong&gt;strade, vicoli e scalette&lt;/strong&gt; fino a una piccola piazza affacciata sul mare dove sorge la &lt;strong&gt;cinquecentesca Cattedrale di Sant'Antonio Abate&lt;/strong&gt; che conserva il &lt;strong&gt;retablo del &amp;quot;maestro di Castelsardo&amp;quot;&lt;/strong&gt;, una delle opere pi&amp;#249; pregevoli dell'isola. Poco distante sorge la Chiesa di Santa Maria dove si conserva &lt;strong&gt;&amp;quot;Lu Cristu Nieddu&amp;quot;, il &amp;quot;Cristo Nero&amp;quot;&lt;/strong&gt;, un crocifisso trecentesco dalla patina scura che viene portato in processione durante la Settimana Santa nell'ambito della &lt;strong&gt;festa del &amp;quot;Lunissanti&amp;quot;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi vuole esplorare il territorio circostante pu&amp;#242; arrivare alla &lt;strong&gt;Roccia dell'Elefante&lt;/strong&gt; che ricorda appunto la sagoma di questo animale e si trova prima del paese di Sedini oppure pu&amp;#242; arrivare alla &lt;strong&gt;splendida spiaggia di Lu Bagnu&lt;/strong&gt; ricoperta di &lt;strong&gt;sabbia dorata&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
Per una pausa golosa ci si pu&amp;#242; fermare al &lt;strong&gt;ristorante Le Cisterne&lt;/strong&gt; che oltre ai tavoli vista mare offre la suggestione di &lt;strong&gt;un'antica cisterna&lt;/strong&gt; dell'acqua ristrutturata dove mangiare a lume di candela. In alternativa, un grande classico della zona, il &lt;strong&gt;ristorante Da Ugo&lt;/strong&gt; celebre per il pesce freschissimo e la variet&amp;#224; dei suoi antipasti.&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
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<title>Experiences - Paestum delle meraviglie</title>
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<category>Arte</category>
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&lt;p&gt;Spesso il &lt;strong&gt;Grand Tour&lt;/strong&gt; iniziava da qui, il viaggio tra le meraviglie dell'antichit&amp;#224; italiana che gli aristocratici nel '700-800. intraprendevano con fervore romantico. &lt;strong&gt;Paestum &amp;#232; la porta di ingresso settentrionale del Cilento&lt;/strong&gt;, il territorio in provincia di Salerno che offre un tesoro di &lt;strong&gt;storia e natura&lt;/strong&gt; a chi si accinge ad esplorarlo. Qui l'Archeologia si scrive con la A maiuscola poich&amp;#233; racconta la presenza di &lt;strong&gt;tre civilt&amp;#224;: greca, lucana e romana&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Arrivando da nord si supera Eboli e si arriva alla &lt;strong&gt;grande pianura formata dal fiume Sele&lt;/strong&gt;. Da una parte c'&amp;#232; il mare, sullo sfondo i &lt;strong&gt;monti Alburni&lt;/strong&gt;, al centro della piana &lt;strong&gt;un'area archeologica di 120 ettari&lt;/strong&gt; dove gli scavi sono circondati da ben 5 km di mura, l'unica testimonianza dei sistemi difensivi attuati dalle citt&amp;#224; della Magna Grecia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;In origine il nome di questa citt&amp;#224; era &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Poseidonia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; e fu &lt;strong&gt;fondata tra il VII e il VI sec a.C. dai coloni greci&lt;/strong&gt; provenienti dalla citt&amp;#224; di Sibari. Alcuni secoli dopo vi si insediarono i &lt;strong&gt;Lucani&lt;/strong&gt; che vennero per&amp;#242; sbaragliati dai &lt;strong&gt;Romani&lt;/strong&gt; che rimasero cos&amp;#236; colpiti dalla grande area sacra che sorgeva in questo luogo da &lt;em&gt;&amp;quot;adottarla&amp;quot;&lt;/em&gt; completamente lasciandola intatta. Ancora oggi Paestum sa come emozionare con i propri &lt;strong&gt;templi perfettamente conservati&lt;/strong&gt;, colonne possenti che si innalzano verso il blu del cielo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Appena arrivati si rimane immediatamente affascinati dalla maestosit&amp;#224; di due templi: quello chiamato impropriamente &lt;strong&gt;la &amp;quot;Basilica&amp;quot;&lt;/strong&gt; dai primi studiosi settecenteschi che in realt&amp;#224; era &lt;strong&gt;dedicato a Hera&lt;/strong&gt; e quello &lt;strong&gt;dedicato a Nettuno&lt;/strong&gt;, considerato la &lt;strong&gt;principale testimonianza di architettura dorica in Magna Grecia&lt;/strong&gt;. Pi&amp;#249; distante sul lato opposto dell'area archeologica sorge il &lt;strong&gt;terzo tempio dedicato ad Atena&lt;/strong&gt;, di dimensioni leggermente pi&amp;#249; contenute rispetto agli altri ma ancora adornato dello splendido &lt;strong&gt;pronao&lt;/strong&gt; che conduceva alla cella della divinit&amp;#224;. Al centro dell'area sorgono i &lt;strong&gt;resti del foro romano&lt;/strong&gt; nato dove sorgeva precedentemente&lt;strong&gt; l'&amp;quot;agor&amp;#224;&amp;quot; della citt&amp;#224; greca&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L&lt;strong&gt;'esperienza archeologica di Paestum&lt;/strong&gt; non &amp;#232; completa senza una visita al vicino &lt;strong&gt;Museo Archeologico Nazionale&lt;/strong&gt; che racconta la vita di questa antica citt&amp;#224; attraverso &lt;strong&gt;reperti preziosi come statue e corredi funerari&lt;/strong&gt;. L'opera pi&amp;#249; celebre &amp;#232; la &lt;strong&gt;Tomba del Tuffatore&lt;/strong&gt;, l'unica tomba di questo periodo affrescata con eleganti figure tra cui quella di un giovane che si tuffa dal trampolino. Un'immagine vibrante che ha attraversato i secoli conservando intatta la sua suggestione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Scavi Archeologici di Paestum e Museo Nazionale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
via Magna Grecia, 919&lt;br /&gt;
Capaccio (SA)&lt;br /&gt;
tel: +39 0828 811023&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.infopaestum.it&quot; class=&quot;external-link&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.infopaestum.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Orari: dalle 9 a un'ora prima del tramonto&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Capri, le spiagge salotto</title>
<link>http://www.italytraveller.com/it/e/capri-le-spiagge-salotto</link>
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<category>Natura</category>
<description>
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Appuntamento in Piazzetta&lt;/strong&gt;. Colazione al bar. E poi si &lt;em&gt;&amp;quot;scende a mare&amp;quot;&lt;/em&gt;, ecco il &lt;strong&gt;rito quotidiano dell'estate caprese&lt;/strong&gt;, una sfilata mattutina che lentamente si dirige verso le &lt;strong&gt;spiagge di Capri&lt;/strong&gt;. Tante, piccole e ognuna diversa dall'altra, le spiagge capresi sono quasi dei &lt;strong&gt;piccoli salotti in riva mare&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Un tuffo davanti ai Faraglioni&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Ci vediamo a Marina Piccola&amp;quot;&lt;/em&gt; &amp;#232; la frase pi&amp;#249; ricorrente dell'estate isolana. Questa &lt;strong&gt;baia con vista sui Faraglioni&lt;/strong&gt; &amp;#232; senza dubbio la spiaggia pi&amp;#249; celebre di Capri. Qui ci sono la &lt;strong&gt;Canzone del Mare&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;Bagni Internazionali&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;da Gioia&lt;/strong&gt; e, poco pi&amp;#249; in l&amp;#224;, &lt;strong&gt;Torre Saracena&lt;/strong&gt;: stabilimenti balneari che appartengono alla storia dell'isola e dove pu&amp;#242; capitare di ritrovarsi al fianco di una delle tante celebrit&amp;#224; che da sempre frequentano &lt;strong&gt;Marina Piccola&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
Per &lt;strong&gt;un tuffo proprio sotto i Faraglioni&lt;/strong&gt; due sono le scelte: da &lt;strong&gt;Luigi ai Faraglioni&lt;/strong&gt; situato proprio ai piedi dei colossi marini e, a pochi metri, la &lt;strong&gt;Fontelina&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;A Capri &lt;strong&gt;mare &amp;#232; anche sinonimo di cucina&lt;/strong&gt;. Non c'&amp;#232; un solo stabilimento balneare che non abbia anche il suo ristorante, alcuni aperti anche di sera. &lt;strong&gt;Pesce fresco e specialit&amp;#224; marinare&lt;/strong&gt; sono i protagonisti della tavola mentre per qualcosa di pi&amp;#249; leggero ci si pu&amp;#242; fermare ai &lt;strong&gt;chioschi e gli snack bar&lt;/strong&gt; in riva al mare per una fresca &lt;strong&gt;insalata caprese, la tradizionale &amp;quot;caponata&amp;quot;&lt;/strong&gt;, una coppa di gelato e la classica torta caprese.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;A Marina Grande per un bagno imperiale&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mare blu, scenari incantevoli e squisita cucina mediterranea&lt;/strong&gt;. Questo mix irresistibile caratterizza tutte le spiagge isolane, anche a &lt;strong&gt;Marina Grande&lt;/strong&gt;, il pi&amp;#249; grande lido isolano alle spalle del porto, dove sdraiati sul bagnasciuga si pu&amp;#242; ammirare la maestosa &lt;strong&gt;sagoma del Vesuvio che si staglia all'orizzonte&lt;/strong&gt;. A Marina Grande c'&amp;#232; anche una barca che porta a &lt;strong&gt;Palazzo a Mare chiamata anche Bagni di Tiberio&lt;/strong&gt;, una piccola spiaggia di ghiaia e sabbia scura dove si pu&amp;#242; fare il bagno tra resti di quello che fu l'antico &lt;strong&gt;anfiteatro marino dell'imperatore Tiberio&lt;/strong&gt;. Chi vuole raggiungerla anche via terra con una bella passeggiata tra i limoneti pu&amp;#242; partire da Marina Grande vicino alla Chiesa di San Costanzo.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Tra rocce di Anacapri&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Per completare il viaggio tra le spiagge di Capri bisogna spostarsi ad &lt;strong&gt;Anacapri&lt;/strong&gt;, l'altra met&amp;#224; dell'isola oltre il Monte Solaro. Poi si sceglie: &lt;strong&gt;Faro di Punta Carena o Grotta Azzurra&lt;/strong&gt;. Arrivando alla Grotta Azzurra sembra impossibile che tra queste alte scogliere a picco sul mare ci possa essere una spiaggia (anche se in forma di solarium rubati alle rocce) eppure proprio qui ci sono lo &lt;strong&gt;storico ristorante il Riccio e Gradola&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi ha scelto l'incantevole &lt;strong&gt;baia di Punta Carena&lt;/strong&gt;, sovrastata dall&lt;strong&gt;'imponente faro&lt;/strong&gt;, pu&amp;#242; trascorrere una giornata di mare al &lt;strong&gt;Lido Faro&lt;/strong&gt; o al caratteristico &lt;strong&gt;snack bar da Antonio&lt;/strong&gt;, in attesa dei magici &lt;strong&gt;tramonti di Capri&lt;/strong&gt; prima di far ritorno in Piazzetta. &lt;br /&gt;
Alla fine si torna qui, nel cuore pulsante dell'isola, dove ancora una volta ci si ritrova per un &lt;strong&gt;aperitivo alla fine di una lunga e meravigliosa giornata sulle spiagge di Capri&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
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</item>
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<title>Itinerari - Spirito di Romagna</title>
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<category>Itinerari</category>
<description>
&lt;p&gt;A pochi chilometri dalle spiagge di &lt;strong&gt;Rimini&lt;/strong&gt; e dalla &lt;strong&gt;movida della riviera romagnola&lt;/strong&gt; c'&amp;#232; un mondo di borghi antichi, di sapori e sensazioni da scoprire, pervase dall'autentico &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;spirito di Romagna&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Una gita a Sant'Arcangelo di Romagna&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt; Uno dei luoghi pi&amp;#249; suggestivi &amp;#232; sicuramente &lt;strong&gt;Sant'Arcangelo di Romagna&lt;/strong&gt;, un paese simbolo per la sua forte identit&amp;#224; e l'atmosfera incantata di antico borgo medievale e rinascimentale. &lt;strong&gt;Palazzi nobiliari, case tipiche, piazzette e vicoli&lt;/strong&gt; che qui vengono chiamate &lt;em&gt;&amp;quot;contrade&amp;quot;&lt;/em&gt;: appena arriva il visitatore &amp;#232; catturato dal fascino di questo luogo costruito sul &lt;strong&gt;colle di Giove&lt;/strong&gt; e dominato dalla &lt;strong&gt;Rocca Malatestiana&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nella centrale &lt;strong&gt;piazza Ganganelli&lt;/strong&gt; sorge il grande arco trionfale dedicato a papa Clemente XIV nativo del paese. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote class=&quot;highlight&quot;&gt;&lt;p&gt;
La tradizione popolare lo chiama arco dei &amp;quot;Becchi&amp;quot; o dei cornuti perch&amp;#233; in occasione della &lt;strong&gt;festa del patrono San Martino&lt;/strong&gt; in novembre vengono appese delle corna che, se si muovono quando si passa sotto, denunciano un tradimento.&lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il borgo merita almeno mezza giornata di sosta per una visita alla &lt;strong&gt;Collegiata&lt;/strong&gt; ricca di opere d'arte, all&lt;strong&gt;'antichissima Pieve di San Michele&lt;/strong&gt; di origine paleocristiana/romanica, al &lt;strong&gt;Museo Etnografico degli Usi e Costumi della Gente di Romagna&lt;/strong&gt;. All'ora del tramonto &amp;#232; piacevole salire la gradinata che porta alla &lt;strong&gt;Torre civica del Campanone&lt;/strong&gt;, fiancheggiata da piccole botteghe artigianali. &lt;/p&gt;
&lt;h4&gt;Visita alla stamperia&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Da non mancare una visita all&lt;strong&gt;'Antica Stamperia Artigiana Marchi&lt;/strong&gt; che ancora oggi porta avanti la tradizione delle &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;tele romagnole&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, uno dei simboli della Romagna meridionale. Legate storicamente all'artigianato povero, queste &lt;strong&gt;tele di canapa&lt;/strong&gt; sono realizzate con stampi di legno di pero intagliati a mano e colorate con la ruggine secondo antichi procedimenti tramandati di famiglia in famiglia. I &lt;strong&gt;soggetti delle stampe sono legati al mondo contadino&lt;/strong&gt;: spighe di grano, galletti, grappoli d'uva. &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;
Dal 1600 l'Antica Stamperia Marchi stampa &lt;strong&gt;tovaglie, tendaggi, copriletti&lt;/strong&gt; e altri prodotti in tessuto legati a questa tradizione e qui &amp;#232; possibile vedere anche l&lt;strong&gt;'enorme mangano di legno e pietra&lt;/strong&gt; conservato dalla famiglia per pi&amp;#249; di 300 anni. &lt;br /&gt;
&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;h4&gt;Sosta alla pi&amp;#249; classica delle osterie romagnole&lt;/h4&gt;
&lt;p&gt;Per comprendere a fondo lo spirito di questo luogo &amp;#232; d'obbligo una sosta a &lt;strong&gt;&amp;quot;La Sangiovesa&amp;quot;&lt;/strong&gt; che sarebbe riduttivo chiamare semplicemente ristorante. All'interno del &lt;strong&gt;settecentesco Palazzo Nadiani&lt;/strong&gt; l'editore &lt;strong&gt;Maggiani e il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra &lt;/strong&gt;vollero realizzare una &lt;strong&gt;versione moderna dell'antica osteria romagnola&lt;/strong&gt;. Esplorando il &lt;strong&gt;labirinto di sale e salette&lt;/strong&gt; dalle mura in pietra e i soffitti a botte con travi di legno si scoprono immagini e reperti dalla &lt;strong&gt;storia contadina di San'Arcangelo&lt;/strong&gt;, tra i profumi della cucina tipica dove regna sovrana la piadina. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Non tralasciate di visitare i &lt;strong&gt;sotterranei, grotte scavate nel tufo&lt;/strong&gt; ed esempio di quel reticolo di cunicoli che attraversa il sottosuolo del paese. All'entrata del locale &amp;#232; possibile acquistare una &lt;strong&gt;selezione di prodotti tipici della zona&lt;/strong&gt;, mentre la porta a fianco &amp;#232; &lt;strong&gt;&amp;quot;La Dolce Sangiovesa&amp;quot;&lt;/strong&gt; dove si degustano &lt;strong&gt;vini, liquori tipici e dolci di Romagna&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
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<title>Experiences - Selinunte citt&#224; degli dei</title>
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<category>Arte</category>
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&lt;p&gt;I viaggiatori settecenteschi del &lt;strong&gt;Grand Tour&lt;/strong&gt; la chiamarono &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;La Citt&amp;#224; degli Dei&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Selinunte&lt;/strong&gt; racchiude nel suo nome il profumo del prezzemolo selvatico, &amp;quot;s&amp;#232;linon&amp;quot; per gli antichi greci, e incanta con un parco archeologico considerato il pi&amp;#249; vasto d'Europa. Il suo fascino non &amp;#232; dovuto solo alla grandiosit&amp;#224; delle rovine che la popolano ma anche dalla posizione: un suggestivo isolamento che fa risaltare lo scenario di colline circostanti e &lt;strong&gt;il mare della costa sud-occidentale della Sicilia&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La fondazione di &lt;strong&gt;Selinunte&lt;/strong&gt; fu ad opera dei coloni, giunti dalle citt&amp;#224; greche nella seconda parte del &lt;strong&gt;VII secolo a.C&lt;/strong&gt;, presso la foce del &lt;strong&gt;fiume Modione&lt;/strong&gt; nel comune di &lt;strong&gt;Castelvetrano&lt;/strong&gt;. L'imponenza dei &lt;strong&gt;templi&lt;/strong&gt; e degli altri reperti archeologici parlano di un passato grandioso grazie alla terra fertile e al mare ricco di pesci. Questa potenza cre&amp;#242; conflitti con altre citt&amp;#224; vicine come &lt;strong&gt;Segesta&lt;/strong&gt; e infine fu stroncata dai Cartaginesi che distrussero Selinunte due secoli dopo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi i &lt;strong&gt;templi dell'antica Selinunte&lt;/strong&gt; sono contraddistinti da lettere dell'alfabeto poich&amp;#233; gli studiosi non sono certi su quali divinit&amp;#224; venissero venerate in ognuno. Selinunte era divisa in quattro parti e il pi&amp;#249; imponente era &lt;strong&gt;l'Acropoli&lt;/strong&gt; costruita su una spianata calcarea a picco sul mare con un sistema di fortificazioni che circondavano i luoghi di culto e gli edifici pubblici. Oggi qui si stagliano le rovine del &lt;strong&gt;tempio &amp;quot;C&amp;quot;&lt;/strong&gt; che &amp;#232; diventato una sorta di simbolo di questo parco archeologico. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La citt&amp;#224; vera e propria si sviluppava sulla &lt;strong&gt;collina di Manuzza&lt;/strong&gt;, mentre sulla collina orientale si trovano i &lt;strong&gt;tre grandi templi &amp;quot;E&amp;quot;, &amp;quot;F&amp;quot; e &amp;quot;G&amp;quot;&lt;/strong&gt;. Quest'ultimo &amp;#232; &lt;strong&gt;uno dei pi&amp;#249; grandi edifici sacri del mondo antico&lt;/strong&gt; e le sue rovine ricoprono una superficie di 6000 mq. Una delle due colonne di questo tempio, rialzate nell'800, &amp;#232; chiamata in dialetto popolare &lt;em&gt;&amp;quot;lu fusu di la vecchia&amp;quot;&lt;/em&gt; (il fuso della vecchia) per il suo slancio verticale verso il cielo. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Infine, lungo il corso del fiume si trovava l'altra area sacra, il &lt;strong&gt;santuario detto della Malophoros&lt;/strong&gt; (colei che porta il melograno), probabilmente dedicato a &lt;strong&gt;Demetra&lt;/strong&gt; e ai suoi culti legati alla fertilit&amp;#224;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A dieci chilometri dal parco archeologico di Selinunte si trova un luogo meno conosciuto ma che vale davvero una visita per la sua particolarit&amp;#224;. Sono &lt;strong&gt;le Cave di Cusa&lt;/strong&gt; da dove furono estratti i blocchi di tufo che servirono a costruire i &lt;strong&gt;templi di Selinunte&lt;/strong&gt;. Dopo 24 secoli questo sito trasmette ancora la sensazione di laboratorio a cielo aperto dove si possono vedere tutte le fasi del lavoro. Qui venivano estratti i &lt;strong&gt;blocchi in forma cilindrica&lt;/strong&gt; che poi venivano trasportati sui carri fino alla zona del cantiere dove gli scalpellini provvedevano ali intagli e alle scanalature. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chi dopo questo incredibile viaggio nel tempo vuole continuare &lt;strong&gt;&amp;quot;l'esperienza archeologica&amp;quot;&lt;/strong&gt; pu&amp;#242; raggiungere a poco pi&amp;#249; di 50 chilometri la citt&amp;#224; di &lt;strong&gt;Segesta&lt;/strong&gt; fondata dal popolo degli Elimi e &lt;strong&gt;acerrima nemica di Selinunte&lt;/strong&gt;. Dalla cima della collina &lt;strong&gt;il grande tempio dorico&lt;/strong&gt; domina il territorio, mentre spostandosi di due chilometri si arriva al &lt;strong&gt;teatro&lt;/strong&gt; che fu costruito alla fine del &lt;strong&gt;III secolo a.C.&lt;/strong&gt; e poteva contenere fino a quattromila spettatori. Ancora oggi d'estate lo spirito di questo luogo rivive nelle rappresentazioni teatrali e negli &lt;strong&gt;spettacoli che vengono organizzati ogni anno&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Parco archeologico di Selinunte&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
Castelvetrano (Trapani)&lt;br /&gt;
Tel +39 0924 46540 / 0924 46277&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Aperto tutto l'anno dalle 9,00 alle 17,00&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
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